Calco: si è spento a 83 anni Francesco Ripamonti, per 24 anni presidente della cooperativa L’Alveare
Calco piange Francesco Ripamonti, stimato cittadino scomparso in questi giorni all’età di 83 anni. Nato nel 1° luglio del 1942, è stato una figura molto apprezzata non solo nel suo paese di residenza, ma anche a Brivio e in tutto il Meratese, dove per decenni ha lasciato un segno profondo grazie al suo impegno nel volontariato, nel sociale e nella politica.
In giovane età aveva intrapreso la carriera militare, lasciandola però poco dopo per la professione di dottore commercialista. Ripamonti era molto conosciuto nel settore, negli anni aveva lavorato anche in Svizzera e in Venezuela e, grazie alla sua esperienza, era divenuto una figura di spicco nell’Ordine dei Commercialisti, tenendo anche corsi di formazione per giovani avviati a questo tipo di carriera. Parallelamente al lavoro aveva sempre portato avanti la passione sfrenata per il ciclismo, che l’aveva portato a compiere lunghi viaggi sulla sua due ruote addirittura fino in Puglia, Calabria e Santiago de Compostela.
Il suo nome però resta indissolubilmente legato al mondo del sociale e in particolare alla Cooperativa Sociale L’Alveare di Brivio, realtà di cui fu tra i promotori nel 1986 e che guidò come presidente fino al 2010. Ventiquattro anni di lavoro costante, discreto e competente, durante i quali Ripamonti si è distinto per la capacità di ascolto, la gestione collegiale e una dedizione mai venuta meno alle persone con disabilità e alle loro famiglie. Un impegno nato anche da una esperienza personale profonda: padre di tre figli, uno dei quali con disabilità, conosceva da vicino le difficoltà e il senso di solitudine vissuto da molte famiglie.
Proprio per il suo profuso impegno per ventiquattro anni, nel 2022 il Comune di Brivio gli aveva conferito la benemerenza civica, riconoscendo ufficialmente un percorso umano e civile di grande valore. Il decreto, firmato dal sindaco Federico Airoldi, sottolineava il ruolo determinante avuto da Ripamonti nella nascita e nello sviluppo de L’Alveare e il suo servizio svolto “in maniera disinteressata” a beneficio dell’intera comunità. Con la consueta modestia, lui stesso aveva commentato: "Non credo di avere particolari meriti. Ho solo cercato di aiutare chi era meno fortunato e aveva bisogno”. Parole semplici, che raccontano bene il suo modo di essere.
La cerimonia di consegna, avvenuta il 15 ottobre al teatro dell’oratorio, fu un momento di grande emozione, soprattutto quando i ragazzi della cooperativa gli donarono un pensiero accompagnato da una frase incisa: “Grazie per il tempo prezioso dedicato a noi”. “Questa comunità – disse allora – è un passo avanti verso l’obiettivo che ci eravamo prefissati: far sentire i ragazzi parte della società”.
Il suo incarico alla guida della cooperativa era cessato nel 2010. Annunciando la decisione di non ricandidarsi alla presidenza, Ripamonti aveva spiegato con lucidità e senso delle istituzioni la sua scelta: “Non è una fuga. È giusto rinnovare le cariche. Io cedo il testimone a chi potrà continuare e far crescere l’Alveare”. Lasciava una cooperativa solida e radicata, nata da pochi soci e divenuta negli anni un punto di riferimento per ragazzi e famiglie provenienti da diversi comuni del Lecchese, del Meratese e della Bergamasca.
Accanto all’impegno sociale, Ripamonti aveva vissuto anche una stagione di militanza politica, come esponente locale prima del Msi e poi di Alleanza Nazionale, contribuendo negli anni Novanta all’apertura di una sede a Merate per il distretto meratese-casatese.
Fino a tempi recentissimi, Francesco Ripamonti continuava a partecipare con interesse alla vita culturale del territorio. Solo lo scorso anno, infatti, lo avevamo incontrato alla mostra organizzata dall’associazione ARTEe20 dedicata al pittore calchese Riccardo Brambilla. In quell’occasione aveva ricordato, con ironia e tenerezza, un episodio della sua infanzia: nel 1946, bambino della scuola materna di Calco, era stato ritratto dal pittore all’ingresso della chiesa di San Vigilio. Il quadro che lo ritraeva insieme a un’altra signora di Brivio era esposto alla mostra e lui con piacere si era fatto fotografare accanto all’opera a distanza di 79 anni dalla sua realizzazione.
Con la scomparsa di Francesco Ripamonti, il territorio perde una figura coerente e profondamente umana. Resta il ricordo di una vita spesa senza clamore per costruire comunità più inclusive, e l’esempio di chi ha saputo trasformare l’impegno quotidiano in un bene condiviso.
I funerali si terranno lunedì 5 gennaio alle ore 15 presso la chiesa parrocchiale di Calco.

Proprio per il suo profuso impegno per ventiquattro anni, nel 2022 il Comune di Brivio gli aveva conferito la benemerenza civica, riconoscendo ufficialmente un percorso umano e civile di grande valore. Il decreto, firmato dal sindaco Federico Airoldi, sottolineava il ruolo determinante avuto da Ripamonti nella nascita e nello sviluppo de L’Alveare e il suo servizio svolto “in maniera disinteressata” a beneficio dell’intera comunità. Con la consueta modestia, lui stesso aveva commentato: "Non credo di avere particolari meriti. Ho solo cercato di aiutare chi era meno fortunato e aveva bisogno”. Parole semplici, che raccontano bene il suo modo di essere.

Il suo incarico alla guida della cooperativa era cessato nel 2010. Annunciando la decisione di non ricandidarsi alla presidenza, Ripamonti aveva spiegato con lucidità e senso delle istituzioni la sua scelta: “Non è una fuga. È giusto rinnovare le cariche. Io cedo il testimone a chi potrà continuare e far crescere l’Alveare”. Lasciava una cooperativa solida e radicata, nata da pochi soci e divenuta negli anni un punto di riferimento per ragazzi e famiglie provenienti da diversi comuni del Lecchese, del Meratese e della Bergamasca.
Accanto all’impegno sociale, Ripamonti aveva vissuto anche una stagione di militanza politica, come esponente locale prima del Msi e poi di Alleanza Nazionale, contribuendo negli anni Novanta all’apertura di una sede a Merate per il distretto meratese-casatese.

Con la scomparsa di Francesco Ripamonti, il territorio perde una figura coerente e profondamente umana. Resta il ricordo di una vita spesa senza clamore per costruire comunità più inclusive, e l’esempio di chi ha saputo trasformare l’impegno quotidiano in un bene condiviso.
I funerali si terranno lunedì 5 gennaio alle ore 15 presso la chiesa parrocchiale di Calco.
E.Ma.
























