Accadeva 30 anni fa/162 ottobre: la riforma sanitaria azzera l’Ussl di Merate. La Fabio Sassi presenta il progetto Hospice

Ottobre 1995 si apre con due grandi questioni che interessano l’intero bacino meratese-casatese: il nuovo Comando Carabinieri in corso di costruzione in via Gramsci e le polemiche in ospedale per o a causa delle improvvise dimissioni di Ambrogio Bertoglio da primario di Psichiatria e della “rottura del silenzio” da parte del prof. Giuseppe Canepa, per trent’anni primario di Ortopedia che nel dicembre 1994 si era dimesso a due anni dalla pensione. Bertoglio, nonostante la proposta dell’allora Dg Riccardo Piccolo di svolgere la medesima funzione al Mandic aveva preferito andare a Busto per ricoprire la carica di direttore sanitario. Canepa, invece, si era visto scavalcare nella “costruzione” di una Ortopedia pediatrica che anziché a Merate, per ragioni squisitamente politiche, si era voluto allestire a Bosisio Parini. In realtà poi il professionista che avrebbe dovuto sostituire Canepa non si era presentato, ma la lunga mano della politica, in specie allora si disse di Domenico Galbiati, Dc di primo livello e professionista proprio a Bosisio, aveva favorito la messa a disposizione di tutto il personale necessario per attivare il reparto per bambini neurolesi.
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Giuseppe Canepa e Ambrogio Bertoglio

Nel frattempo, veniva avanti la riforma sanitaria voluta da Carlo Borsani, esponente di Alleanza Nazionale, che riduceva in modo drastico il numero delle Unità Socio-Sanitarie Locali (Ussl) da 88 a 8-10. E Merate inevitabilmente avrebbe perso la propria autonomia. Il grande San Leopoldo Mandic, culla delle cure domiciliari, delle cure pallative, dell’avvio di uno stretto rapporto di collaborazione tra ospedale e territorio, portato a esempio dal ministro della Salute Sirchia, si avviava verso una rapida discesa. Il tutto sotto il falso slogan “via i politici dalla sanità”. Così se ne andarono i politici locali quelli noti e conosciuti dai cittadini per lasciare posto ai grandi capi della Regione.
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Dicevamo del Comando Carabinieri. Il sindaco di Merate Dario Perego riuniva i colleghi per verificare le modalità di finanziamento: 5mila lire per abitante per i comuni facenti capo alla stazione di Merate e 2mila lire per quelli afferiti alle stazioni di Cremella, Casatenovo e Brivio. Ma non tutti sono disposti a contribuire. Valentino Pelucchi di Viganò, ad esempio, nemmeno partecipa al vertice.
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La Giunta regionale lombarda ha approvato il progetto di riforma sanitaria che cancella ben 33 USSL, tra cui Merate. Tutto quanto è stato costruito nei decenni, grazie a benefattori e amministratori oculati rischia di essere vanificato. L’ospedale finisce sotto una unica ASL che coordina anche l’ospedale di Lecco. Scriveva Angelo Baiguini, allora direttore del settimanale locale: “Oggi rimpiangiamo quel tanto bistrattato Comitato di Gestione. Siamo certi che se vi fossero ancora Sandro Cesana (presidente ndr.) e C. le sorti dell’Ussl e dell’ospedale verrebbero difese con maggiore determinazione”. E non a caso, con preveggenza, indicando in alcune specialità come ORL e Oculistica destinate a essere ridimensionate se non chiuse (come poi successe) titolava il giornale in prima pagina: “Ospedale, se va tutto bene . . .chiude”. Un solo incontro tra le rappresentanze politiche locali e i vertici regionali di Forza Italia. I quali, senza giri di parole, hanno confermato la decisione.
AccadevaPuntataOttobre3.jpg (623 KB) E i primari? Tutti pessimisti, se i servizi saranno erogati altrove il rischio di chiusure di reparti diventerà reale. E tutto ciò nonostante il costo pro capite della nostra Ussl  sia tra i più bassi di Lombardia e che il processo di integrazione tra ospedale e territorio sia il migliore assoluto in tutta la Regione. Ma la politica taglia. Forse i soldi servono altrove.
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Roberto Zagni, Giancarlo Carniti. Roberto Riva

Critici anche i sindacati con Giancarlo Carniti e Roberto Riva contrari a una gestione aziendalistica dell’ospedale. Nel frattempo almeno una buona notizia: a prendere il posto del dr. Italo Della Rocca in Ostetricia Ginecologia – un reparto sostanzialmente “formato” dal dr. Della Rocca – arriva Roberto Zagni. Un professionista con alle spalle una lunga esperienza in altri presidi lombardi fino a quello di Chiavenna dove ha lavorato per molti anni.
La cosiddetta Area Cazzaniga, circa 10mila mq. di terreno incolto e abbandonato a due passi dal centro, torna a far parlare di sé. Il neo sindaco Dario Perego, infatti, affida sia pure in via informale all’arch. Marco Casamonti, fiorentino, l’incarico di redigere un progetto di massima per il recupero dell’area. Innanzitutto Perego deve incontrare l’arch. Mario Botta e l’arch. Fabiano Redaelli, autori del progetto bocciato dal referendum popolare del 1993 per chiudere definitivamente la partita (resta aperta la questione onorario). Poi potrà affidare ufficialmente il progetto a Casamonti per un parcheggio interrato e la sistemazione dell’area che dice il Sindaco “. . .va in qualche modo valorizzata anche se non vi verrà costruito praticamente nulla”. Del resto il suo assessore all’urbanistica Romualdo Demontis, ultimo segretario del Psi locale, aveva chiarito che il referendum ha posto la parola fine su qualsiasi ipotesi di costruzione.
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Ladri “visitano” Palazzo Prinetti e si appropriano di mobili antichi di pregio. Visitata anche la casa della castellana, la “Pinetta”. Anche dall’alloggio che guarda sulla omonima piazza i ladri portano via suppellettili di fine 800. Un furto probabilmente su commissione che, stima alla mano, vale una ventina di milioni di lire.
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Amedeo Rigamonti e Mario Oldani

A Cernusco non si placa la polemica sull’ipotesi di realizzare una nuova scuola elementare. Lega Nord e Rinnovamento Democratico, i due gruppi di minoranza, nelle persone dei capigruppo Amedeo Rigamonti e Luigi Mario Oldani, chiedono con forza al sindaco Antonio Conrater di promuovere un referendum consultivo. In alternativa partirà una raccolta firme a tappeto. Il Consiglio comunale di fine settembre avrebbe dovuto decidere tra i due progetti presentati, uno che prevede una nuova scuola su terreno comunale, firmato da Dante Perego di Brivio, l’altro che invece punta alla ristrutturazione dell’attuale plesso, predisposto dal cernuschese Gualtiero Conti. Il primo gradito alla maggioranza, il secondo, all’opposizione.
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Andrea Robbiani, con 25 voti contro i 14 del cassaghese Rodolfo Silvani è stato eletto segretario di circoscrizione della Lega Nord, organismo che ricomprende ben 38 comuni dell’area meratese e casatese che costituisce anche il collegio nr. 15 della Camera dei Deputati.
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Accusati di vandalismo e di essere autori di azioni di disturbo della quiete pubblica, un gruppo di giovani di Lomagna esce allo scoperto, respingendo qualsiasi accusa. La richiesta all’Autorità comunale è semplice: “Dateci un posto dove incontrarci, non siamo né tossici né vandali”.
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A Cernusco si parla di Hospice. Sono Daina Petracchi, presidente dell’associazione Fabio Sassi e Mauro Marinari, primario di Rianimazione e responsabile Ussl 8 della terapia del dolore a spiegare al nutrito pubblico presente nel salone del cineteatro dell’oratorio, alla presenza del DG Riccardo Piccolo e del sindaco Antonio Conrater, che cosa è un hospice.
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Mauro Marinari, Antonio Conrater, Riccardo Piccolo e Daina Petracchi

L’idea è quella di acquisire l’ex casa parrocchiale di Airuno per destinarla a “casa di cura e accoglienza” per le persone con un ridotto orizzonte temporale, da accompagnare con dignità alla fine. Il primo budget parla di 1.5 miliardi di lire. Ma la sfida poi sarà avere i fondi per assicurare la continuità del servizio con gli altissimi standard di qualità pensati proprio per l’hospice di Airuno.
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Merate, il 20 ottobre viene inaugurato il nuovo organo nella chiesa di San Bartolomeo. L’organo era stato costruito da Vittorio Ermolli nel 1891. Ben quattro anni per il restauro. Nella foto in primo piano con gli occhiali il compianto sagrestano Angelo.
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La grande riforma sanitaria lombarda viene avanti. E con essa un infuocato dibattito. Anche in Consiglio comunale a Merate se ne discute. La sostanza è tutto sommata semplice e a distanza di trent’anni gli obiettivi dei formigoniani appaiono chiarissimi: aprire la sanità al privato dirottando le risorse finanziarie necessarie e favorendone lo sviluppo con normative che da un lato ingabbiano il pubblico mentre dall’altro lasciano mani libere al privato. La Ussl 8 deve essere chiusa, con essa l’ospedale di Merate perde la sua centenaria autonomia per entrare in un’azienda, concetto mai prima d’ora espresso per un ospedale. Progressivamente tutti i poteri dal territorio finiscono in regione la quale attraverso i propri direttori generali controlla di fatto l’intero sistema sanitario lombardo. Il Presidente della Giunta regionale “ispira” le nomine dei top manager i quali, di fatto, a lui rispondono (anche quando ci sono nomine di primariati). Una catena che toglie alle autonomie locali qualsiasi possibilità di intervento. Il centrosinistra è contrario. Il Partito Popolare il 28 ottobre riunisce sindaci, amministratori, cittadini per annunciare una raccolta firme. Anche la maggioranza del Consiglio comunale di Merate si esprime in modo molto critico con una mozione. Solo l’assessore Paolo Diana si dissocia dal gruppo dichiarandosi d’accordo con la riforma. Anche Alleanza Nazionale, forse per allinearsi all’assessore regionale alla sanità Carlo Borsani, si dichiara nettamente a favore della riforma, con una motivazione, espressa dal segretario cittadino Federico Maggioni, che a distanza di tre decenni suona come una beffa: “La nostra posizione è di completo sostegno all’assessore Carlo Borsani. Siamo infatti convinti che laddove si vengono a smantellare delle cariche politiche si smantella anche la lottizzazione. Meno cariche vuol dire meno lottizzazioni”. Mai certezza fu poi clamorosamente smentita dai fatti. 

Qualche foto di trent’anni fa.
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Lega locale contro Lumbard di alto livello. Una sfida calcistica al centro Aldo Moro di Olgiate. Per la cronaca militanti 3 “politici” 1.

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Un momento della premiazione dei migliori stand aperti alla Fiera di San Giuseppe a Osnago nell’ultima edizione. A consegnare i riconoscimenti Giancarlo Magni, presidente della Fiera e Marco Molgora sindaco del paese.

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Festa a sorpresa per gli scolari delle elementari di Novate. Le insegnanti hanno organizzato un rinfresco con i bimbi in occasione del 70.mo della scuola aperta a Novate il 27 settembre 1925.

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I coscritti del 1961 di Calco e Olgiate, in festa per i loro 34 anni.

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L’Aurora Olgiate, girone G di seconda categoria.

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Santa Maria Hoé, il Comitato promotore della sfilata “abiti di carta” festeggia il successo dell’iniziativa al ristorante Bonanomi. 

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La formazione della Virtus Calco di terza categoria.

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La “rosa” del Rovagnate, anno 1995/1996 al via nel campionato di calcio di seconda categoria.

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Basket, le formazioni dell’Imbersago e della Ronchese

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Calcio giovanile, derby cittadino fra le due formazioni dell’OSGB Merate e AS Merate.
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Tre belle immagini dei ragazzini delle elementari di Brivio e Imbersago pronti a festeggiare la notte di Halloween. 

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La “rosa” della Cornatese impegnata nel campionato di seconda categoria.

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La formazione del Verderio calcio che partecipa al campionato di terza categoria.

 

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