Merate: festa dei vigili del fuoco. Il prevosto esorta a non cedere alle “illusioni”
Il vigile del fuoco come il buon samaritano che non passa oltre e non distoglie lo sguardo dalla persona in stato di bisogno ma ne diventa prossimo, facendosi carico delle sue emergenze, dedicandoci tempo, energie, passione.



Così don Mauro Malighetti, prevosto di Merate, questa mattina ha tratteggiato la figura del pompiere di cui ha celebrato la festa con una santa Messa nella chiesa parrocchiale, alla presenza di diversi sindaci del territorio.



Radunati in piazza Prinetti, i volontari del distaccamento di via degli alpini hanno raggiunto in parata, accompagnati dalla banda sociale, il sagrato della prepositurale di sant'Ambrogio, catturando l'attenzione e l'interesse di chi si è trovato a passeggiare per il centro ed è incappato in tante divise. Ma soprattutto in tanti volti giovani.
Ad emozionare lo stesso prevosto, infatti, sono stati gli allievi del corpo, provenienti anche da fuori provincia, che nelle loro tute blu, ordinati e attenti, ben consapevoli delle responsabilità che la figura del soccorritore porta con sé, stanno seguendo i corsi di addestramento e oggi hanno preso parte alla celebrazione solenne.



Con una punta di amarezza il prevosto ha ammesso che nemmeno i seminaristi sono così tanti ma il coinvolgimento in una attività di volontariato, che significa spendere gratuitamente tempo, energie, affetti deve far ben pensare.


Nel corso della sua omelia ha poi invitato a non cedere all'insidia dell'illusione che ci narcotizza e non dà spazio alla vera realizzazione e ha spronato, come i vigili del fuoco, a cercare concretezza e autenticità nel proprio vivere quotidiano.
Così don Mauro Malighetti, prevosto di Merate, questa mattina ha tratteggiato la figura del pompiere di cui ha celebrato la festa con una santa Messa nella chiesa parrocchiale, alla presenza di diversi sindaci del territorio.
Radunati in piazza Prinetti, i volontari del distaccamento di via degli alpini hanno raggiunto in parata, accompagnati dalla banda sociale, il sagrato della prepositurale di sant'Ambrogio, catturando l'attenzione e l'interesse di chi si è trovato a passeggiare per il centro ed è incappato in tante divise. Ma soprattutto in tanti volti giovani.
Ad emozionare lo stesso prevosto, infatti, sono stati gli allievi del corpo, provenienti anche da fuori provincia, che nelle loro tute blu, ordinati e attenti, ben consapevoli delle responsabilità che la figura del soccorritore porta con sé, stanno seguendo i corsi di addestramento e oggi hanno preso parte alla celebrazione solenne.
Con una punta di amarezza il prevosto ha ammesso che nemmeno i seminaristi sono così tanti ma il coinvolgimento in una attività di volontariato, che significa spendere gratuitamente tempo, energie, affetti deve far ben pensare.
Nel corso della sua omelia ha poi invitato a non cedere all'insidia dell'illusione che ci narcotizza e non dà spazio alla vera realizzazione e ha spronato, come i vigili del fuoco, a cercare concretezza e autenticità nel proprio vivere quotidiano.
S.V.