Ancora sulla questione meridionale

La storia è complessa, il vittimismo non costruisce il futuro
 
Introduzione:
 Santoro le sue polemiche sul presunto "favoritismo" del governo verso il Sud. Introduce un esempio di un racconto tossico e divisivo, quello del vittimismo meridionale. L'articolo che lei ha scritto affermare che il vero problema non è il "saccheggio" del Nord, ma l'incapacità del Sud di affrontare i propri problemi strutturali, a prescindere dal passato.

Sezione 1: Il "Saccheggio" del Regno delle Due Sicilie: un mito storiografico?

  L'articolo di Santoro dipinge il Regno delle Due Sicilie come un'avanguardia industriale e commerciale, "saccheggiata" dal Piemonte. Questa visione è considerata da molti storici un mito.
 
Argomentazione:
 Le presunte "industrie d'avanguardia" come Pietrarsa o Mongiana erano, in realtà, piccole realtà sostenute e protette dalla corona, non integrate in un'economia di mercato. .
 La grande flotta mercantile era composta in gran parte da piccole imbarcazioni. I cantieri navali, come quello di Castellammare di Stabia, erano inefficienti.
 Il sistema bancario, con le sue ingenti riserve, era solido ma poco funzionale all'economia reale, finanziando più che altro le spese della corte e prestando a tassi molto alti. Non contribuiva allo sviluppo delle imprese o a investimenti produttivi diffusi.
 Il Regno borbonico era caratterizzato da un'agricoltura latifondista e da una scarsissima alfabetizzazione della popolazione. La ricchezza era concentrata nelle mani di pochi, e il resto della popolazione viveva in condizioni di arretratezza e miseria.
 
Sezione 2: La Legge Pica e il “Brigantaggio”: un contesto di guerra civile
 Contraddizione: L'articolo di Santoro definisce la repressione del brigantaggio come una "guerra civile cancellata dai libri", ignorando il contesto storico.
 
Argomentazione:
 Il fenomeno del brigantaggio era un mix complesso di resistenze lealiste borboniche, delinquenza comune e disperazione sociale. La sua repressione fu brutale, ma non fu una "guerra di invasione" del Nord contro il Sud. Fu piuttosto una gestione militare di un'insurrezione complessa in una fase di transizione politica molto instabile.
 È una semplificazione estrema accusare il nuovo Stato di "chiudere le industrie meridionali" per favorire quelle del Nord. La vera ragione del loro declino fu la loro incapacità di competere in un mercato unico e aperto, non più protetto dai dazi borbonici. Il fallimento del setificio di San Leucio, pur se simbolico, fu dovuto proprio a questo.
 
Sezione 3: La Questione del "Residuo Fiscale": un dibattito fuorviante
Contraddizione: L'articolo di Santoro si concentra sul presunto svantaggio del Sud in termini di spesa pubblica, citando lo studio SVIMEZ.
 
Argomentazione:
 La questione del residuo fiscale è fuorviante se non si considera il contesto più ampio. I dati sulla spesa pubblica pro capite non dicono tutto. Per anni, la spesa al Sud è stata inefficiente, con grandi opere mai completate e investimenti in settori improduttivi.
 Il vero problema non è la quantità di denaro che arriva, ma come viene gestita. La spesa pubblica, in molti casi, ha alimentato un assistenzialismo e una dipendenza dallo Stato, anziché promuovere una crescita economica autoctona. .
 È giusto che il Nord investa in infrastrutture come la TAV o il Mose, perché sono motori economici per l'intero Paese. Il Sud ha bisogno di investimenti mirati a risolvere i problemi storici, come l'inefficienza della burocrazia, il peso della criminalità organizzata e la corruzione.
 
Conclusione: La strada non è il vittimismo, ma la responsabilità
 Contraddizione: L'articolo di Santoro conclude con una richiesta di "verità e giustizia storica", ma questo approccio rischia di alimentare un senso di vittimismo che paralizza lo sviluppo.
 
Argomentazione:
 L'Italia ha bisogno di una visione unita e pragmatica, non di una battaglia storica tra Nord e Sud. L'onestà e la competenza, che Santoro rivendica per il suo ruolo di assessore, sono presenti ovunque, ma non è giusto che un'intera regione si nasconda dietro un passato idealizzato per giustificare i problemi del presente.
 Il vero dibattito dovrebbe essere su come affrontare i problemi attuali: burocrazia, evasione fiscale, criminalità, disoccupazione. L'accusa di "saccheggio" è una scorciatoia che devia l'attenzione dalle vere sfide che il Mezzogiorno deve affrontare per diventare un'area competitiva e prospera.
 Con riferimento all'articolo di cui all'oggetto, pubblicato sulla testata [nome testata o piattaforma online] in data 08 agosto 2025, si ravvisa la necessità di esprimere una formale contestazione in merito ai contenuti e alle premesse da Lei esposte.
 L'articolo presenta una ricostruzione storica e una disamina economica che, a un'analisi accurata, appaiono infondate e fuorvianti, con il rischio di ledere la verità storica e di fomentare divisioni non supportate da dati oggettivi. La Sua disamina si basa su una prospettiva unilaterale e anacronistica, che non tiene conto delle più recenti e accreditate ricerche storiografiche sulla questione meridionale e sull'Unità d'Italia.
 In particolare, le affermazioni relative alla presunta "guerra civile cancellata dai libri", al "saccheggio" del Regno delle Due Sicilie e all'arretratezza industriale del Nord, sono basate su una visione che non trova riscontro nella storiografia accademica moderna. Si osserva, inoltre, che l'utilizzo di fonti non verificate o di tesi superate mina la credibilità dell'analisi, specialmente considerando il Suo ruolo di amministratore pubblico.
 La diffusione di tali informazioni, prive di una solida base documentale e scientifica, non contribuisce al dibattito pubblico in modo costruttivo e rischia di alimentare un pregiudizio dannoso e divisivo tra le diverse componenti del Paese.
 Pertanto, La invitiamo a prendere atto delle Sue responsabilità e a procedere a una rettifica delle informazioni contenute nel Suo articolo, in modo da ripristinare una corretta rappresentazione dei fatti e promuovere un dialogo informato e rispettoso.
 
Distinti saluti
Aldo Caruso
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