Imbersago: la veglia per i missionari martiri con la testimonianza di padre Valerio

Nella serata di giovedì 21 marzo molti fedeli si sono riuniti presso la penitenziaria del Santuario della Madonna del Bosco di Imbersago per la veglia in occasione della 33ª Giornata dei Missionari Martiri, che ricorre il 24 marzo di ogni anno.
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A celebrare il momento di preghiera e riflessione per tutti quei missionari che, servendo il Signore, hanno perso la loro vita, soprattutto quelli uccisi nel 2023, è stato don Maurizio Zago, già responsabile dell’ufficio per la Pastorale missionaria della Diocesi di Milano. Con lui suor Alma Comi, che a lungo è stata in missione in Burkina Faso, il parroco di Brivio don Emilio Colombo e padre Valerio Sala, che nel corso della celebrazione ha condiviso una testimonianza dei suoi 14 anni di missione in Thailandia. 
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on Maurizio Zago

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Padre Valerio Sala

“Oggi come allora, il Signore risorto è vicino ai suoi discepoli missionari e cammina accanto a loro, specialmente quando si sentono smarriti, scoraggiati, impauriti di fronte al mistero dell’iniquità che li circonda e li vuole soffocare. Perciò, «non lasciamoci rubare la speranza!»”. Queste le parole pronunciate lo scorso anno da Papa Francesco in occasione della Giornata dei Missionari Maritiri che sono state ricordate durante la veglia. “Il Signore è più grande dei nostri problemi, soprattutto quando li incontriamo nell’annunciare il Vangelo al mondo, perché questa missione, in fin dei conti, è sua e noi siamo semplicemente i suoi umili collaboratori, servi inutili”. 
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Padre Valerio Sala in Thailandia 
È proprio su quest’ultima definizione – “servi inutili” – che padre Valerio Sala ha incentrato la sua riflessione raccontando la propria esperienza. Originario di Carugate, sacerdote da quasi 16 anni, ha vissuto 14 anni in Thailandia in missione. Dopo aver passato due anni a Bangkok per imparare la lingua, si è spostato al Nord, sui monti al confine con il Myanmar, un tempo Birmania, dove ha vissuto tra i popoli tribali di etnia Akha e Lahu. Da un anno e mezzo è tornato in Italia poiché il Padre Superiore Generale gli ha chiesto di fare servizio qui e attualmente si trova a Milano. Nel corso nello scorso anno gli è capitato di venire a Lomagna a celebrare messa e ricordare la missionaria lomagnese suor Luisa Dell’Orto, uccisa nel 2022 a Port-au-Prince dove operava da 20 anni. Proprio a lei padre Valerio ha voluto rivolgere un pensiero ricordando il messaggio di cordoglio dell’Arcivescovo Delpini: “Amano la vita, non vanno a cercare la morte là dove quattro spiccioli contano più di una santa donna; vanno a seminare parole di Vangelo, perché anche ai Paesi disperati si aprano via di speranza”.
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Secondo padre Valerio, c’è una parola che può riassumere lo spirito dei martiri: “passione”. “I martiri, come dice l’arcivescovo, non vanno a cercare morte, loro portano la vita. Se capita, è perché il Signore vuole l’estremo sacrificio. Passione e sacrificio non solo si mescolano con la vita quotidiana, ma diventano la quotidianità”. In missione si va per passione, non a fare i turisti, ha ricordato il sacerdote spiegando di non avere neanche mai immaginato che sarebbe partito. “Me ne hanno parlato, ed è successo. L’ho fatto per passione. È importante, perché la passione è quella cosa che ti muove”. 
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La missione porta alla compassione e il luogo in cui si vive, diventa casa. “La gente che aiuti diventa la tua gente. Io ho portato avanti il cammino di giovani spesso dalla prima elementare alla quinta superiore”. Ha spiegato di aver vissuto bene l’esperienza. “A 36 anni ho imparato una nuova lingua, una cosa utile ad abbattere barrire. Mi è rimasto lo stupore che ho vissuto ogni giorno svegliandomi e realizzando di essere in Thailandia. Sono stato vicino a religioni differenti, anche considerato che solo lo 0,5% della popolazione lì è cristiana”.
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In merito a questo ha ricordato che è importante non vergognarsi di pregare, non solo in missione. “Bisogna essere coraggiosi, non avere timore a pregare prima dei pasti davanti ai figli o in altri momenti. Non ostentare, ma insegnare uno stile che vada oltre l’immagine”. Guardandosi indietro, padre Valerio ha ricordato anche la fatica provata durante la sua missione. “È una croce che si porta volentieri, così come senso di sacrificio”. Ad averlo accompagnato in questa missione, ha rivelato, sono state le parole del Vangelo di Luca “Siamo servi inutili, abbiamo fatto quanto dovevamo fare”.  ImbersagoVegliaMartiri8.jpg (211 KB)
La veglia si è conclusa ricordando i nomi e l’operato di tutti i missionari uccisi nel corso del 2023. Nove quelli morti in Africa, sei in America, quattro in Asia e uno in Europa. I fedeli presenti hanno pregato per loro e hanno acceso un piccolo cero colorato posandolo ai piedi dell’altare in corrispondenza del cartellone dello stesso colore: ogni pannello, un continente. Al termine della celebrazione don Maurizio Zago ha ringraziato tutti per aver permesso di pregare bene. All’uscita è stato possibile lasciare una piccola offerta per un progetto di accoglienza di giovani migranti, specialmente del Marocco.
E.Ma.
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