Usmate: la Giunta rinuncia all’aumento delle indennità

“Con decisione unanime della Giunta Comunale nel marzo del 2022, io e i miei assessori avevamo respinto la facoltà di adeguamento delle indennità alla normativa nazionale. Quella scelta è confermata anche oggi: i nostri emolumenti restano inferiori del 40% a quanto previsto dalla nuova normativa nazionale”.
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Lo afferma il Sindaco di Usmate Velate, Lisa Mandelli, in occasione dell'aumento permanente dello stipendio per i sindaci entrato in vigore ad inizio anno, come deciso dalla legge di bilancio 2022 del governo Draghi.

La Giunta Comunale già nel 2022 aveva scelto di “non procedere all’adeguamento delle indennità nelle misure previste dall’art.1 Legge 30/12/2021 n°234, ma di procedere a una volontaria riduzione pari a circa il 42,40% dei nuovi importi spettanti ai sensi di legge”, come previsto dalla stessa legge. In particolare, era stata respinta la facoltà di adeguamento delle indennità alla normativa nazionale, ri-parametrata a livello nazionale al trattamento economico complessivo vigente dei Presidenti delle Regioni, in misura percentuale a seconda della dimensione demografica dei Comuni.

In particolare, per Usmate Velate, al Sindaco (da cui poi derivano i compensi di tutti gli amministratori) sarebbe spettata una indennità pari a 4.140 euro lordi, a fronte dei 2.258 euro lordi attualmente percepiti. Il Sindaco continuerà invece a percepire la medesima cifra e non sono previste variazioni per gli stipendi di Assessori e Presidente del Consiglio.

“La scelta di ridurre le indennità del 40% rispetto a quanto previsto dalla normativa nazionale va nella direzione dello spirito di servizio che anima noi amministratori – sottolinea il Sindaco Mandelli – Pur dovendo affrontare molteplici responsabilità e dovendo inevitabilmente rinunciare ad impegni lavorativi per far fronte a quelli amministrativi, io e la mia Giunta riteniamo che non si possa accettare un incremento dello stipendio del 40% in un momento di così particolare difficoltà socio-economica che percepiamo nella nostra collettività e, più in generale, nella popolazione italiana”. 
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