Cernusco: la Consulta Urbanistica boccia la palazzina al centro sportivo, ''ne servono 2''

Lo studio di fattibilità per i nuovi spogliatoi al centro sportivo non ha convinto affatto la Consulta Urbanistica di Cernusco Lombardone. La palazzina andrebbe a sostituire l'attuale ad un costo preventivato di 1.082.200 euro, di cui mezzo milione finanziato da Regione Lombardia in virtù di un Accordo Locale Semplificato che ha ottenuto la Giunta Toto. La restante spesa di 582.200 euro verrebbe sostenuta ricorrendo a un mutuo ventennale a tasso zero con l'Istituto per il Credito sportivo.

Lo schema della pianta separa con un corridoio centrale le due porzioni: una riservata ai calciatori, l'altra agli sportivi dell'atletica leggera. La distinzione è necessaria per ottenere l'omologazione. Per gli atleti di ciascuna disciplina ci sarebbero due spogliatoi (55 mq ciascuno per il calcio e 40 mq ciascuno per l'atletica). Ci sarebbero degli spogliatoi più piccoli per gli allenatori e i direttori di gara, oltre a due uffici per le associazioni e un magazzino. Si prevede inoltre un bar di 48 mq che aumenterebbe di altri 18 mq considerando anche i servizi igienici annessi. Nel progetto è inserita infine una piccola tribuna in struttura metallica per il campo in erba sintetica a Nord del centro sportivo.

Consultati i carteggi, già a un primo sguardo sono emerse le prime critiche. Nella posizione ombreggiata in cui è stata pensata la palazzina nuova (nella stessa zona dell'attuale, ma più spostata verso il torrente Molgora) i pannelli fotovoltaici - dal costo preventivato di 43 mila euro - a copertura dell'edificio sarebbero poco efficaci. Il presidente della Consulta Giovanni Zardoni, salvando la natura generale del progetto, ha suggerito di posizionare in alternativa l'impianto fotovoltaico sulla copertura delle tribune.

Ivan Ghidorzi, architetto, ha espresso perplessità sulla non chiara definizione di dove posizionare l'edificio, non tanto nei disegni consultati quanto nell'illustrazione esposta dal sindaco Gennaro Toto in una riunione precedente in cui erano state lasciate aperte diverse ipotesi. "In base a dove si pensa di posizionare la palazzina si stabilisce come impostare gli ingressi e gli accessi, che a loro volta possono modificare la morfologia dell'edificio" ha dichiarato Ghidorzi.

Con un ulteriore sguardo tecnico, Giovanni Falletta, ha subito notato che non viene riportata nella piantina la misura complessiva dell'edificio. Nella relazione tecnica è riportato una approssimativa "superficie complessiva di circa mq. 400".

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Nel corso della discussione è emersa e divenuta predominante l'idea di creare un nuovo spogliatoio posizionato a Nord, vicino al campo in erba sintetica e nei pressi di dove si immagina di costruire in futuro il famoso palazzetto dello sport che a Cernusco manca. Al contempo riqualificare la palazzina esistente. La prima ad avanzare questa proposta è stata l'ex assessore all'Ecologia Roberta Cereda.

Il segretario Alberto Fumagalli, il presidente Giovanni Zardoni, il vice Angelo Guglielmo

Le ha fatto eco Ghidorzi: "L'evoluzione del centro sportivo sarà spostato a Nord con il palasport". Ha inoltre sottolineato che quello a Nord sarebbe a servizio per il calcio, mentre quello da ristrutturare per la Polisportiva di atletica. Zardoni, dall'altro avviso, ha osservato che la palestra è inserita nel Piano Triennale delle Opere pubbliche nell'ultima annualità allocando come risorse appena 2 milioni di euro. Elementi che farebbero pensare che quell'ambizione resterà tra i sogni nel cassetto ancora per un po'.

Ivan Ghidorzi, Alessandro Gatti, Giovanni Battista Spada, Roberta Cereda, Ilaria Scaccabarozzi, Giovanni Falletta

Nel corso della serata, analizzando proprio il Triennale delle Opere pubbliche, la Consulta ha valutato, sempre su input di Cereda, di stralciare però dall'elenco la palestra. L'organismo di consultazione pubblica propone di destinare in alternativa pari risorse (2 milioni di euro) per una struttura polifunzionale in centro paese, in piazza della Vittoria, in modo da differenziare gli obiettivi da raggiungere con gli investimenti: non solo giovani e sportivi, ma più fasce di età e sociali della popolazione.

Erminio Gennari, Amedeo Rigamonti, Alessandro Gargantini

Un accorgimento non da poco, anche dal punto di vista politico, dal momento che questa contestazione è già stata mossa dal gruppo di minoranza Un Passo Avanti Insieme, che nel suo programma elettorale aveva inserito come promessa un edificio polifunzionale, sulla scorta del progetto complessivo di riqualificazione della piazza avanzato dalla precedente amministrazione comunale.

Giovanni Falletta

Tornando agli spogliatoi, la prospettiva di avere due palazzine separate, senza cioè abbattere l'esistente, è stata però rimarcata con nettezza da Falletta: "Per quarant'anni sono stato al centro sportivo e ne conosco le esigenze. Il progetto che vedo nasce già vecchio. Mantenere la promiscuità tra atletica e calcio non è pensabile". È stata quindi ribadita la linea di Cereda e Ghidorzi, puntualizzando che sia il calcio sia l'atletica hanno esigenze di spazio maggiori. Falletta ha poi aggiunto un ulteriore contributo: "La nuova palazzina così come strutturata sarebbe anacronistica, con due soli spogliatoi per disciplina sportiva. I tempi cambiano, c'è da pensare all'evoluzione del femminile". Inoltre si verificherebbe un accavallamento di gruppo di ragazzi quando ci sono due turni di allenamento consecutivi.

Giovanni Zardoni

Falletta si è mostrato scettico poi sul camminamento esterno che è stato progettato per collegare la palazzina (risultante a Sud nelle tavole) al campo di calcio. Il percorso sarebbe troppo lungo e i calciatori cercherebbero di accorciarlo passando in mezzo alla pista di atletica. Un fenomeno facilmente ipotizzabile che creerebbe inutili tensioni tra le società sportive.

Ivan Ghidorzi

Che la nuova palazzina in programma sia di piccole dimensioni è stato lamentato anche da Ilaria Scaccabarozzi, che è rimasta stupita dal carattere approssimativo e lacunoso dello studio di fattibilità, costato al Comune 1.890 euro. Il geometra Giovanni Battista Spada ha sottolineato di non lesinare risorse sull'impiantistica, per poter godere in futuro di servizi efficienti.

Il vice presidente della Consulta Urbanistico Angelo Guglielmo

Dal riepilogo sommario dei costi, allegato allo studio di fattibilità, per l'impianto di riscaldamento (comprensivo di centrale, radiatori e fancoil) si prevedono 95 mila euro, mentre per l'impianto idrosanitario, compresi gli allacciamenti e gli scarichi delle acque nere) si stimano 78 mila euro. Sciopero del silenzio sul punto in questione per il vice presidente Angelo Guglielmo, indispettito di non aver potuto esaminare preliminarmente la documentazione tecnica.

Ultimo punto all'ordine del giorno, fortemente voluto da Lino Guglielmo, quello sulla Comunità Energetica. Il vice presidente della Consulta Urbanistica ha evidenziato i vantaggi della CER municipalizzata, tra i contributi regionali per realizzarla e i risparmi in bolletta. Ha quindi esortato a fare presto perché "il futuro è questo. Usiamo la corrente anche senza accorgercene". Ghidorzi ha fatto notare che mancano ancora i decreti attuativi, rassicurando quindi che c'è ancora tempo. Zardoni ha osservato invece che non ci sono tanti spazi pubblici a Cernusco Lombardone dove installare degli impianti fotovoltaici. L'obiettivo della Consulta potrebbe essere proprio quello di individuare queste aree, ribadendo l'ipotesi di accordarsi con le proprietà che insistono nel centro commerciale di via Spluga per creare delle pensiline fotovoltaiche nelle ampie aree di parcheggio.

M.P.
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