Merate: aumenta la busta paga per sindaco e assessori. Dal 2023 il netto cresce del 20%


Se le aule consigliari oggi sembrano desertificate lo si deve anche (ma non solo) al ministro - ora e allora - Roberto Calderoli della Lega, ieri Nord, oggi Salvini premier. Lo stesso che ha scritto la bozza dell'Autonomia differenziata. La Legge 191 del 2009 e seguenti ha ridotto del 20% la rappresentanza consigliare, già tagliata in precedenza, allo scopo dichiarato di risparmiare sulle spese degli amministratori. Si tratta ovviamente di una manciata di euro rispetto alla spesa pubblica per la rappresentanza politica, ma la demagogia è sempre in agguato. La popolazione di Merate aveva superato le 10mila unità al censimento del 1971 per cui nella tornata elettorale del 1975 i consiglieri passavano da 20 del 1970 a 30. Una robusta rappresentanza dell'intera città. Poi una prima riduzione con il referendum sul maggioritario ha nuovamente ridotto da 30 a 20 i consiglieri comunali già nella tornata del 1995. infine è arrivata la legge di riordino delle autonomie locali firmata Calderoli che ha tagliato di un altro 20% il numero dei consiglieri che da 20 sono scesi a 16 più il sindaco. Ridotta anche la Giunta con non più di cinque assessori due dei quali di genere (ovvero di sesso femminile).
In compenso però con la legge di bilancio 2022 approvata il 29 dicembre 2021 sono stati varati aumenti delle indennità per sindaco, vice sindaco e assessori da applicare nel triennio 2022-2024.
Dopo il primo ritocco del 2022, ecco che scatta il secondo valido per il 2023. Dunque per il primo semestre 2023, con determina del responsabile finanziario dr. Daniele Forte e del procedimento, rag. Marianna Nadalini, scattano aumenti per un totale lordo di 71.499 euro nella seguente misura. L'indennità di carica del sindaco passa da 3.098,74 euro a 3.752,26 euro che però, essendo Massimo Augusto Panzeri lavoratore dipendente non in aspettativa, viene ridotto della metà. Poi ci sono maggiorazioni del + 3 e + 2% e una riduzione del 10% (L. 122/2010). In sostanza il lordo passa da 1.464,15 a 1.775,76 euro che corrisponde a  un netto in crescita da 1.084 a 1.314 euro. Davvero una indennità modesta per l'impegno che viene richiesto a un sindaco di una cittadina come Merate.
Va meglio il vice sindaco, Giuseppe Procopio, che essendo un libero professionista (ma vale per i lavoratori autonomi) non subisce la riduzione del 50%. Quindi il Vice Sindaco al netto del + 3% + 2% e - 10% passa da un lordo di 1.610,57 euro a un lordo di 1.951, 35 euro e quindi, rispettivamente da un netto di 1.250 euro a 1.445 euro.

Gli assessori sono lavoratori autonomi o liberi professionisti (dopo l'uscita dalla Giunta di Robbiani che figurava come dipendente sostituito da Tamandi, lavoratore autonomo) per cui nessuno tra Alfredo Casaletto, Franca Maggioni, Fiorenza Albani e Fabio Tamandi subisce la decurtazione del 50% rispetto al compenso lordo fissato dal decreto 4 aprile 2000 nr. 119. Per ciascuno il compenso 2022 partiva da un importo di 1.394,43 euro che con le consuete maggiorazioni (+ 3% / + 2%) e riduzioni (- 10%) arrivava a un importo mensile di 1.317,74 euro lordo pari a 981,49 euro di netto in busta. Dal 2023 si parte da una base di 1.688,52 euro che scende con le rettifiche di cui sopra a circa 1.596 euro pari a un netto in busta di 1.181 euro. Con un significativo incremento 2023 su 2022 del 20% circa.

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