Merate: in centinaia al funerale dei Don Ernesto. ''Un padre che che ha regalato serenità e speranza nell'ultimo tratto della vita''



Una trentina di sacerdoti, le religiose che lo hanno accompagnato nei suoi anni di servizio presso l'istituto Frisia, gli operatori e i volontari ma soprattutto loro, gli anziani, ai quali ha dedicato l'utlimo tratto della sua esistenza e per i quali ha cercato di lenire la solitudine, i dolori, la paura della morte.


Questa mattina il giardino della Rsa di Via don Gnocchi era avvolto da un silenzio mesto e surreale. Tutti i ricoverati che hanno potuto uscire dai loro letti non hanno voluto mancare per l'ultimo saluto a Don Ernesto Casiraghi, cappellano del Frisia dal 2003, spirato nella mattina di mercoledì 14 luglio. La celebraizone è stata presieduta da Monsignor Luigi Stucchi, da Monsignor Luigi Manganini, da Don Carlo del Pio Albergo Trivulzio, dal vicario Mons. Bruno Molinari e dal decano Don Costantino Prina.

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La salma del sacerdote è giunta nel giardino, attraversando quei vialetti che tante volte don Ernesto aveva calpestato, ascoltando spalla spalla le sofferenze degli anziani ospiti, raccogliendo i loro sfoghi, le speranze e le paure di chi si appresta a vivere l'ultimo tratto della vita lontano da casa e dagli affetti famigliari.

Ad aprire la carrellata di ricordi è stata la lettera del cardinale Dionigi Tettamanzi che ha ripercorso le tappe del ministero sacerdotale del cappellano, classe 1922 nativo di Osnago. "Di lui ricordiamo con affetto gli insegnamenti e la testimonianza di fede nonché il suo carattere esigente e rigoroso". Un carattere forte nella convinzione del proprio credo, ma docile nell'ubbidienza e nella grande umanità.

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I sacerdoti che hanno officiato la Santa Messa

Tratti questi che sono stati ricordati nel corso della celebrazione sia da confratelli che ne hanno pitturato la figura di sacerdote e di uomo, sia dalle monache carmelitane alle quali Don Ernesto era particolarmente legato che dal direttore dell'istituto Gilberto Di Stefano.

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''Era una persona orante, umana e determinata. Seguiva con trepidazione le vicende di coloro che Dio gli aveva affidato ed era in grado, con la sua parola, di donare un po' di conforto e serenità per far sentire questi anziani ospiti come a casa loro. È stato un padre che ha offerto speranza e carità, che ha saputo scoprire nella vecchiaia un tempo da spendere per gli altri, con forza e semplicità. Si è preso cura degli infermi e dei sofferenti, vedendo nel loro dolore la figura di Cristo''.

Le suore dell'Istituto

La cerimonia, animata dal coro che abitualmente accompagnia le funzioni all'interno dell'istituto, si è poi conclusa presso il cimitero di Osnago dove la salma di Don Ernesto è stata sepolta.

Saba Viscardi
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