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Scritto Domenica 29 maggio 2011 alle 19:50

Brivio: improvvisa moria di pesci nel bacino del ''Campello''. Chiazze oleose sullo specchio d'acqua. Sul posto CC e Arpa


Un'improvvisa moria di pesci sta decimando in queste ore il patrimonio ittico presente all'interno dell'anello palustre  dell'area così detta del "Campello" rimessa a nuovo negli ultimi anni dall'amministrazione comunale guidata da Stefano Motta.  Nelle acque stagnati del parco didattico compreso tra località Madonnina e la Bella Venezia, galleggiano da alcune ore decine e decine di pesci di piccole dimensioni uccisi probabilmente da una sostanza per loro letale riversata all'interno dell'area protetta.


Ad avvalorare questa ipotesi, e a far scartare quella della mancanza di ossigeno dovuta all'innalzarsi della temperatura dell'acqua ferma e senza "riciclo", la presenza, in alcuni punti, di chiazze oleose sulla superficie dello specchio d'acqua. Ad accorgersi della situazione, i volontari che si occupano dell'apertura domenicale del parco fluviale e i pescatori dell'associazione pescatori Briviesi il cui presidente, Gianmarco Rucco, ha subito allertato gli uomini dell'Arma. Sul posto, sono poi giunti, per i rilievi del caso, anche i tecnici dell'Arpa, l'agenzia regionale per la protezione ambientale,  i quali hanno provveduto a prelevare diversi campioni d'acqua e di pesci per procedere già domani alle dovute analisi. Per risalire l'origine della sostanza oleosa visibile anche a occhio nudo sull'acqua, sono inoltre stati effettuati alcuni rilievi anche lungo il canale di scolo che"alimenta" il bacino del Campello.


Tale canale scorre infatti in mezzo all'area agricola a Nord del paese, area in cui, tra l'altro, si trova anche un'importante ditta nei pressi della quale, comunque, non sono state trovati "indizi" che indichino la fuoriuscita di materiale "pericoloso". Si pensa dunque che, per via delle piogge di venerdì sera, nel Campello possano essere finite sostanze usate come diserbante o concime nei campi. Non è però esclusa nemmeno l'ipotesi di un riversamento volontario di liquidi dannosi direttamente nelle acque dello stagno.


Intanto, per arginare la morte delle diverse specie ittiche, gli amministratori comunali del paese, molti dei quali presenti sul posto, si sono rivolti ai volontari della Protezione civile, chiamati d'urgenza durante i festeggiamenti per il 15esimo compleanno del gruppo intercomunale di Imbersago. Questi hanno provveduto all'istallazione di tre pompe idrovore che dal corso principale dell'Adda riversano acqua "pulita" nel bacino del Campello allo scopo di diluire la percentuale di acqua contaminata, innescando anche un certo movimento dall'interno della palude.


Come indicato dai pescatori, sorprendentemente, i primi esemplari a perire sono stati i persico sole, chiamati anche "gobbetti", una specie solitamente resistente. Straziante, in ogni caso, la "danza della morte" condotta dai pesci qualche istante prima di arrendersi: giunti a pelo d'acqua, iniziano a girare su loro stessi,  dibattendosi, cercando quell'ossigeno che, non giungendo, li conduce alla fine, a galleggiare, privi di vita, sulla superficie verdastra e immobile che riflette le ombre dei tanti pescatori, volontari e amministratori impotenti e senza parole che, in queste ore, stanno vegliando l'area.


Alice Mandelli
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