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Scritto Sabato 25 aprile 2020 alle 13:04

Brivio, Calco e Olgiate insieme per la Festa del  XXV Aprile. 'Libertà, giustizia e coesione sociale'

Anche per i comuni di Brivio, Olgiate e Calco è stato un 25 Aprile molto diverso dal solito, in cui, durante la consueta manifestazione presso la ‘Rotonda dei Partigiani’ è mancata la presenza dei cittadini, sempre coinvolti e partecipi. Non per questo, però, la celebrazione è stata meno sentita. In presenza ridotta, infatti, i tre sindaci Federico Airoldi, Giovanni Battista Bernocco e Stefano Motta hanno ricordato l’importanza del fare memoria della Liberazione.




https://youtu.be/09e_Ix-ynQk

Settantacinque anni fa, i partigiani Enrico Mandelli e Pietro Ripamonti, a cui è intitolato il cippo, addobbato per l’occasione con una corona di fiori rossi, hanno sacrificato la loro vita in onore della libertà, ed il sindaco di Calco Stefano Motta ha omaggiato i due caduti leggendo un breve pezzo del discorso del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella: “Fare memoria della Resistenza, della lotta di Liberazione, di quelle pagine decisive della nostra storia, dei coraggiosi che vi ebbero parte, resistendo all’oppressione, rischiando per la libertà di tutti, significa ribadire i valori di libertà, giustizia e coesione sociale, che ne furono alla base, sentendoci uniti intorno al Tricolore”.



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Dopo l’ascolto dell’Inno di Mameli, in un silenzio composto, i tre sindaci hanno reso onore ai caduti, lasciando poi posto a don Emilio Colombo, parroco di Brivio, per la benedizione. Sul posto, immancabilmente, anche una rappresentanza degli Alpini di Brivio, con Riccardo Perego e Dino Sala, e delle penne nere di Calco, con Ambrogio Sala e Marco Panzeri, accompagnati dall’assessore di Olgiate Matteo Fratangeli e da una piccola parte delle Forze dell’Ordine; in particolare, per la Polizia Locale di Brivio era presente il comandante Pietro Costantino, supportato dal comandante della Polizia Locale calchese Antonio Spartano e il comandante olgiatese Alberto Maggioni.



A fare le veci dell’associazione Carabinieri in Congedo, infine, era presente Paolo Mandelli. La breve cerimonia si è conclusa con l'ascolto del Silenzio, seguito dal canto di “Signore delle cime”, motivo di tradizione popolare quanto mai attuale in questo periodo, in memoria di tutti coloro che sono andati avanti, per lasciare spazio alla libertà come la conosciamo oggi.
G.Co.
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