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Scritto Lunedì 20 aprile 2020 alle 18:54

Cernusco: gli accorgimenti per dare scacco matto al Covid19. La riorganizzazione in Technoprobe, così nessuno si ammala

C’è chi si dispera e chi invece pensa a come adattarsi efficacemente alle mutate condizioni imposte dalla crisi Covid-19. Technoprobe di Cernusco Lombardone è una di quest’ultime e guarda al futuro attraverso regole e soluzioni in grado di convivere con la crisi Coronavirus, con la consapevolezza che si tratta di implementare un nuovo modus operandi al quale dovremo attenerci per un lungo periodo. L’azienda di via Cavalieri di Vittorio Veneto, ha fin dall’inizio allestito una vera e propria task force interna con a capo il vice presidente del gruppo, il dottor Roberto Crippa con l’obbiettivo di riorganizzare i processi produttivi.



Roberto Crippa con alcuni collaboratori

Se tutti rispettano meticolosamente e responsabilmente le regole elaborato dalla nostra task force – ci dice convinto il vice presidente di Technoprobe - non si ammala nessuno”.
E ad oggi i risultati gli danno ragione.
L’azienda, che progetta e produce sistemi complessi ad alta tecnologia per il controllo dei microchip, da quando è scoppiata l’emergenza ha rivoluzionato la propria organizzazione, mettendo in atto le misure necessarie per garantire la sicurezza e il lavoro dei propri dipendenti.



La sala riunioni

Basta varcare il cancello per rendersene conto. Ai non addetti ai lavori non è permesso l’ingresso e per questo ad attenderci c’è proprio il dottor Roberto Crippa, che ci ha accompagnati in questo tour aziendale al tempo del Covid-19. Gli “estranei”, come nel nostro caso, devono sottoscrivere una dichiarazione dove garantiscono di non avere sintomi assimilabili al Coronavirus e di non essere sottoposti a regime di vigilanza sanitaria. Finalmente varchiamo l’ingresso, ma immediatamente ci dobbiamo ancora arrestare. Veniamo inquadrati da un’apposita telecamera e su un grande schermo compare la nostra temperatura corporea: 36,2 gradi, direi che c’è da stare tranquilli. Tuttavia non è ancora tutto a posto ed è lo stesso dottor  Crippa ad accorgersi che indossiamo una mascherina Ffp2 con valvola alla quale è necessario sovrapporre anche una mascherina chirurgica, che ci viene immediatamente fornita sul posto.



Roberto Crippa in ufficio

Tutti i dipendenti – ci spiega il dottor Roberto Crippa – quando arrivano per iniziare il proprio turno di lavoro, prima di entrare in azienda devono togliersi la mascherina che indossano e sostituirla con una nuova. Inoltre abbiamo differenziato i turni di mezz’ora in modo che chi esce non si incroci con chi entra. Questi ultimi inoltre, prima che accedano ai vari reparti devono sottoporsi al rilevamento della temperatura”.
Percorriamo i corridoi e notiamo che tutte le porte si aprono e si chiudono in modo automatico, senza bisogno di toccare nessuna maniglia. Le poche porte dotate di maniglioni sono invece lasciate aperte. Passiamo accanto alle “camere bianche” dove all’interno gli operatori sono con gli occhi incollati ai microscopi. Tutti sono coperti da capo a piedi con tute bianche, indossano mascherine e alcuni anche gli occhiali. In queste stanze che anche in condizioni di normalità costituiscono ambienti protetti.



I quadri per la distanza di sicurezza

Sono stanze dove l’aria è totalmente filtrata ed è attivo il controllo della polverosità e degli appositi filtri trattengono ogni minima impurità. Ovviamente nelle camere bianche si è sempre lavorato così, anche prima dell’epidemia e questo in qualche modo ci ha aiutati a mettere in atto tutte le precauzioni necessarie”.
Quando raggiungiamo il piano superiore ci troviamo di fronte ad un grande ufficio, con tante scrivanie desolatamente vuote. Del resto da settimane in Technoprobe per tutti i lavori dove è possibile si sta applicando lo smart working, con il risultato che dei 620 dipendenti che solitamente lavorano nelle sede di Cernusco, solo 380 in queste settimane si recano fisicamente in azienda, gli altri lavorano da casa. Tuttavia si sta anche pensando a quando gli impiegati rientreranno in ufficio.

Roberto Crippa equipaggiato con i dispositivi di sicurezza




L'arrivo della merce


Proprio questa mattina sono iniziati i lavori di smontaggio delle varie scrivanie. Verranno disposte in un modo diverso permettendo agli impiegati di lavorare distanziati l’uno dall’altro. Mentre a coloro che anche in questo periodo devono per forza lavorare in azienda abbiamo riprogrammato le modalità di lavoro. In pratica abbiamo istituito turni di sette ore, durante i quali ovviamente sono previste delle pause, ma non il pasto. In questo momento è vietato consumare il pasto in azienda, mentre si possono consumare degli snack durante le pause, che per ovvi motivi sono più frequenti del solito. E’ impensabile lavorare a lungo con la mascherina e tutte le altre protezioni.



Abbiamo anche incentivato dei nuovi turni di lavoro strutturati sulle 24 ore, inoltre abbiamo proposto un turno di quattro giorni, che comprende il sabato e la domenica. In pratica chi sceglie su base volontaria di lavorare seguendo questa programmazione, lavora quattro giorni a settimana ma percepisce lo stipendio come se ne lavorasse cinque e inoltre ha una maggiorazione della busta paga del 10%. Anche questo è un modo per ridurre il numero di persone presenti in azienda contemporaneamente”.



Lo spazio esterno con i birilli per distanziare

Nel corso della nostra visita siamo passati dai reparti di produzione a quelli dove avviene la ricerca e lo sviluppo. Durante tutto il tragitto abbiamo incontrato un numero impressionante di colonnine con dispenser di gel disinfettanti. Inoltre, ogni postazione di lavoro è dotata di un flacone di alcool e ogni volta che un operatore cambia postazione deve provvedere a disinfettare tutta l’apparecchiatura.


Giungiamo a quella che una volta era la mensa aziendale, attualmente chiusa. Per terra sono rimasti i riquadri gialli che servivano a tenere distanziate le persone in attesa. Ancora oggi i dipendenti si recano in mensa, ma solo su appuntamento e non per pranzare. L’azienda che cucinava i pasti è riconvertita ed ora vende prodotti alimentari. In questo modo i dipendenti della Technoprobe possono ordinare la spesa e ritirarla il giorno e all’ora stabilita.
Resiste invece il distributore automatico di caffè, snack e bevande. Ma anche qui ci sono regole precise. Al massimo vi possono accedere due persone contemporaneamente, facendo attenzione di restare nello spazio segnato su il pavimento. Prima di utilizzare la tastiera per selezionare il prodotto, occorre  disinfettarsi le mani. Stessa cosa dopo aver scelto la bevanda… C’è poi però un’ampia sala adiacente, dove si può gustare il caffè e sgranchirsi le gambe, restando comunque a debita distanza.
Anche la ricezione della merce è stata riorganizzata. I fornitori non possono accedere all’area aziendale, ma devono fermarsi fuori dal cancello, dove è stata allestita un’area per lo scarico delle merci, che una volta depositate vengono prese in consegna dagli addetti dell’azienda e trasportate all’interno. 



L’attività all’interno della Technoprobe è estremamente complessa e in continua evoluzione, oltre che in costante crescita. Nonostante le non poche complicazioni causate dall’emergenza sanitaria, recentemente l’azienda ha acquistato alcuni capannoni dismessi adiacenti alla propria sede, che presto verranno demoliti per far spazio ad un nuovo e moderno complesso industriale di circa tremila metri quadrati, che ospiterà un reparto di produzione.
Non sarà certo il Covid-19 a fermare l’azienda di Cernusco Lombardone. Anche se è fin troppo evidente che nulla è come prima. E forse non lo sarà mai più… 
Angelo Baiguini
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