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Scritto Venerdì 27 maggio 2011 alle 15:54

PRC: Bessel Candy, prima che piovano pietre

Ancora una volta si parla di alto rischio di trasferimento di un'importante attività produttiva del territorio. Dopo le innumerevoli dismissioni e delocalizzazioni di questi anni (ben ultima solo in ordine di tempo la "Ferber" di Missaglia) , parrebbe ora aprirsi un futuro di paura anche per la "Bessel/Candy". Bene, anzi molto bene, ha fatto il Consiglio Comunale di S. Maria Hoè a dichiarare fin da ora che l'area resterà, comunque, ad uso industriale. Ciò, alla luce delle selvagge colate di cemento che in altri comuni del territorio si stanno realizzando sulle aree industriali dismesse, non è cosa di poco conto, anche perché è un utile deterrente contro ogni indicibile interesse relativo a future speculazioni immobiliari. Il lasciar deperire il nostro sistema industriale conferma ancora una volta, anche se non ce n'era bisogno, la volontà del padronato di perseguire una politica di sfruttamento e rapina dei territori e poi, quando questo non è più conveniente, di abbandonarli, lasciando sul lastrico i lavoratori che hanno fatto la fortuna di personaggi, che poi li ripagano con questa moneta, con questa politica del carciofo. In questi anni l'apparato industriale si è decomposto, per lo più, nel silenzio delle Istituzioni e senza che fosse espresso dalla Regione e dal Governo un interesse concreto per arginare la crisi economica : non si è messo mano a un vero ammodernamento del Paese, si è preferito che il capitale e i profitti scaturiti dalla congiuntura internazionale, dal maggiore sfruttamento e dalle rendite parassitarie, anziché essere impegnati nella ricerca e nell'ammodernamento industriale, fossero lasciati alle rendite parassitarie della finanza cartacea. Per questo si impoverisce l'economia. Per rilanciare lo sviluppo occorre dargli una effettiva qualità, finalizzandolo non agli speculatori, ma ai grandi interessi sociali di massa. Bisogna investire risorse pubbliche e private nella ricerca e nella qualità dei prodotti . Per quanto riguarda ad esempio la Bessel/Candy, sarebbe più che utile al mercato e all'ambiente una ricerca per la produzione di prodotti a basso consumo energetico e riciclabili; gli elettrodomestici nel nostro Paese rappresentano quasi il 60% del consumo domestico di elettricità. Al di là di ogni solidarietà di facciata alle maestranze che non serve a nessuno, come Partito della Rifondazione Comunista ci sentiamo coinvolti attivamente nella difesa delle capacità produttive della Bessel/Candy e delle altre fabbriche coinvolte in processi di delocalizzazione, per questo l'hanno scorso abbiamo depositato una legge regionale ad hoc tesa a contrastare non solo le delocalizzazioni , ma anche a difendere i prodotti italiani ed a verificare la conformità alle convenzioni internazionali sui prodotti importati e sugli investimenti italiani diretti all'estero. Per quanto riguarda il nostro territorio, serve subito una "torre di controllo" pubblica che difenda e rafforzi lo sviluppo industriale, agendo in anticipo rispetto al comportamento dei singoli imprenditori. Agli imprenditori in grigio, ai direttori in grigio, ai manager in grigio, così come è grigio il colore della loro capacità di dirigere le aziende solo attraverso il maggior sfruttamento della manodopera al minor costo, chiediamo di spiegarci cosa c'è di "moderno" e innovativo in una azienda che si inventa una capacità di stare sul mercato, aumentando i carichi di lavoro e ulteriori selvagge flessibilità. Rifondazione Comunista sosterrà tutte le iniziative che sindacati e lavoratori della Bessel/Candy intenderanno assumere a difesa della loro dignità e dei diritti del lavoro.
RIFONDAZIONE COMUNISTA(ADERENTE ALLA FEDERAZIONE DELLA SINISTRA) GIOVANI COMUNISTI LECCO
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