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Scritto Domenica 29 marzo 2020 alle 11:54

Guerra di censo e di religione all’idea di uso temporaneo del Villoresi per le quarantene

Eravamo consapevoli che la proposta di utilizzare temporaneamente l'istituto Villoresi per il post ricovero da Covid e la quarantena per coloro che non possono rimanere a casa pena infettare i parenti, avrebbe sollevato un vespaio. Ci sta, al netto dei soliti cialtroni che anziché idee e proposte sputano insulti e sentenze, in quanto privi di idee e proposte, ci sta. Il confronto è sempre utile.

Eravamo consapevoli perché siamo andati a toccare una struttura tra il religioso e il laico, urtando la sensibilità di quella parte del clero che certamente non si riconosce in papa Francesco ma, semmai nel cardinal Bertone e laico perché anche se sotto voce, ci si tiene a dire che è una scuola privata; per definizione una scuola per abbienti. Non è del tutto vero ma in certi strati sociali ancora fa effetto dire: mio figlio frequenta le Dame inglesi.

Quello che sorprende di più in questa sarabanda di post e mail è la modalità di approccio alla proposta. Perché questa e non quella pubblica, perché il Villoresi e non il plesso di via Montello. Una sorta di riproposizione del conflitto storico pubblico/privato. Una riedizione della lotta di classe con il pubblico che reclama pari diritti e il privato che difende i propri privilegi.

Ma ci si è resi conto che quel mondo non esiste più e, soprattutto nulla sarà più come prima della pestilenza da Covid-19?

Ci si è resi conto che tra due-tre settimane - durante le quali le scuole resteranno chiuse e fino a settembre non riapriranno - decine di migliaia di contagiati avranno bisogno di una camera dove trascorrere la quarantena perché in cinquanta metri quadrati non ci possono stare un infetto e tre sani? E' chiaro che nei prossimi giorni dopo il Michelangelo e L'ostello al QT8 saranno requisiti decine di alberghi per ospitare le convalescenze?

Non piace parlare di sé, ma non appena è stata evidente l'urgenza di mettere a disposizione gratuitamente una casa per medici e infermieri che combattono in trincea chi scrive lo ha fatto con grandissimo piacere e ora un'abitazione è utile per due medici del Mandic. E così sarà per un'altra proprietà. Dobbiamo tutti fare quanto è in nostro potere per vincere la durissima battaglia senza lasciare sul campo un numero spaventoso di morti. E sperare, per chi non crede o pregare per chi crede, di non contrarre il virus. Tutti: l'oratorio, la parrocchia, il Comune, chi detiene immobili vuoti, le grandi strutture proprio come il Villoresi già predisposto con tante camere risalenti al tempo del collegio convitto.

Sono stati chiusi tutti i reparti operativi, tutte le strutture complesse al Mandic e al Manzoni per fare posto ai malati gravi; Inrca di Casatenovo e Umberto I° di Bellano sono già saturi di pazienti usciti dalla fase più critica ma che hanno bisogno ancora di cure; serve il terzo livello, quello per le quarantene. Migliaia di posti per ospitare per due-tre settimane migliaia di persone in via di guarigione ma che diventerebbero potenziali untori tornando a casa.

Questo abbiamo proposto, non un insulto alla scuola, né un atto di sfida al suo Rettore che non conosciamo ma lo consideriamo comunque dei "nostri" essendo nato e cresciuto a Sartirana; non un esproprio proletario, né una scelta mirata a colpire al cuore una struttura privata. Un atto di carità cristiana, un gesto di generosità che dovrebbe essere proprio dei "fedeli".

Nel nostro piccolo abbiamo messo a disposizione gratuitamente quanto potevamo. Non pensavamo di aver formulato una proposta dannosa, anzi, domani sarebbe per il Villoresi un grande punto di merito aver aperto le porte ai sofferenti. Papa Francesco lo ha fatto scegliendo per sé cinquanta metri quadrati nella Casa di Santa Marta. Il cardinale Bertone no, pur vivendo in 700 metri quadrati. Da non credenti stiamo con papa Bergoglio.

Claudio Brambilla
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