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Scritto Sabato 28 marzo 2020 alle 11:19

PreSST. Impegno o solo promesse?

In questi giorni di segregazione e con il Sistema Sanitario in condizioni di extra emergenza, pensieri e ricordi affiorano nella mente.
Avendo tra le mie conoscenze alcuni medici di famiglia dei Comuni incorporati nell'ex distretto/presidio di Olgiate Molgora, ora destrutturato, ricordo che nelle loro discussioni di qualche tempo fa (quasi due anni fa) l'idea e la speranza era che nei locali di via A. Moro fosse realizzata una struttura funzionale denominata PreSST.

In quella struttura si sarebbe dovuto integrare l'attività sanitaria dei MMG e di altri specialisti medici con quella socio-sanitaria in capo ai vari comuni.
Dalla volontà di realizzare tale struttura si produsse anche un documento ufficiale condiviso, firmato dai MMG, dai Comuni di questo territorio, dall'ASST e dall'ATS di competenza (di cui anche MOL a suo tempo diede notizia, articolo del 27.10.2019, con tanto di foto (clicca qui)

A distanza di due anni però mi risulta che nulla è stato fatto.
Perché?
In questo momento dove la Medicina di Base e le risorse umane ed economiche dei comuni sono allo stremo una tale struttura se fosse stata realizzata, avrebbe contribuito a migliorare l'organizzazione e l'assistenza a domicilio delle persone, contagiate e non, del nostro territorio? Non avrebbe potuto contribuire a ridurre la pressione sui nostri Ospedali che sono e devono essere strutture di secondo livello? E se sì perché a distanza di 2 anni nulla è stato fatto?
Pongo queste domande a MOL (se ne sa qualcosa) ma una risposta in merito è attesa soprattutto da coloro che avevano firmato il documento: ATS, ASST, Comuni e magari anche dai MMG che mi risultano tutt'ora favorevoli e soprattutto pronti.

lettera firmata

 

Noi possiamo solo dire che quando si pose la questione dell'apertura dei Presidi socio-sanitari territoriali, con la disponiblità dei medici di medicina generale la direzione dell'ASST sostenne che era compito dell'azienda avviare queste strutture. E il confronto finì lì. Ora spetta al direttore generale dell'ASST aggiungere la seconda parte della risposta all'attento e preparato lettore.

 



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