Questo sito utilizza cookie tecnici e di profilazione propri e di terze parti per le sue funzionalità e per servizi in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o se vuoi negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca qui. Proseguendo la navigazione nel sito, acconsenti all'uso dei cookie.
ACCETTA
  • Sei il visitatore n° 339.360.980
Vai a:
Il primo network di informazione online della provincia di Lecco
link utili
bandi e concorsi
cartoline
polveri sottili
Valore limite: 50 µg/mc
indice del 19/05/2020

Merate: 18 µg/mc
Lecco: v. Amendola: 12 µg/mc
Lecco: v. Sora: 15 µg/mc
Valmadrera: 13 µg/mc
Scritto Venerdì 27 marzo 2020 alle 15:05

Coraggio e paura

Il mio povero papà diceva sempre che la paura è figlia dell’ignoranza. E oggi, in questi lunghi giorni, vuoti di cose da fare e pieni di una motivata paura, dico a me stesso che è necessario conoscere per capire e poi per combattere, battendola alla fine, quella paura.
Per sconfiggere l’invasione di questo virus, che nel mondo miete vittime a migliaia senza curarsi della geografia, e per sconfiggere soprattutto l’angoscia che porta con sé, quello che dobbiamo fare è una cosa sola, semplice e nello stesso tempo difficilissima: obbedire. E difatti obbediamo restando in casa (!?) e mantenendo quella distanza imposta addirittura dalla legge. Per ora va archiviato il ricordo di quando potevamo crogiolarci in quel vagabondare quotidiano simile a un elastico… possiamo solo stare “vicini nella distanza”. E approfittare di questi lunghi momenti di solitudine facendone un’occasione, che è una cosa che possono fare tutti e specialmente gli anziani - quelli soli più ancora degli altri - vivendo con serenità questo naufragio al passaggio tra due stagioni, facendo di questa inattività forzata una forma di attesa di quello che di buono dovrà pur venire, prima o poi.
Così i ricordi e i segreti fanno capolino nei sogni notturni o nel riposo del dopopranzo, in cui si vagheggiano pagine di vita ormai già scritta, di certo con qualche errore qua e là che al risveglio si scopre di non poter correggere: resta solo la possibilità di chiedere perdono, magari scrivendo e in questo modo lasciando maturare colori diversi sotto un cielo che, allo spuntare del giorno, non mostri sopra di noi teli grigi ma azzurri, spegnendo persino il quotidiano gocciolare di notizie funeste.
E mentre sono perso in questi pensieri, che so bene di riuscire a capire io soltanto, e forse neppure del tutto, ecco che dal balcone della casa di fronte mi arrivano le note di una canzone della mia giovinezza: è “Imagine”, di John Lennon, e a sentirla mi pare di assaporare una medicina buona.
Mi faccio forte di questa musica e delle sue controverse parole sulle religioni e la loro utilità per il mondo, mettendole dentro di me a fianco di un fiducioso credo in quel “cespuglio che non brucia” di cui parla l’Esodo, e mi accorgo che questo strano accostamento mi dà forza, fiducia, serenità. E davanti a questi giorni strani, a un primo sguardo privi di ogni scappatoia, mi affiora alle labbra l’urlo combattivo che in questi giorni ci insegnano tutti i bambini: “andrà tutto bene!”, ce la faremo.
Benvenuto Perego
© www.merateonline.it - Il primo network di informazione online della provincia di Lecco