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Scritto Mercoledì 25 marzo 2020 alle 16:56

Le leggi fondamentali della stupidità umana

Caro Direttore,
vorrei rubare un po' del tuo preziosissimo tempo per raccontarti una  storia molto interessante.
Nell' ormai lontano 1988 Carlo M. Cipolla, grande accademico e storico dell'Economia scomparso nel 2000, si diverti a scrivere un libello tascabile di circa 80 pagine dal titolo: "Allegro ma non troppo: le  leggi fondamentali della stupidità umana" edizioni Il Mulino.
Invito chi non lo avesse ancora letto a farlo; ne uscirà sicuramente arricchito.
In breve, dopo le prime 40 pagine, in cui l'autore ci regala una molto arguta e singolare ricostruzione della storia economica del mondo, si procede alla definizione delle leggi che sottendono alla stupidità umana.
Indicherò di seguito per brevità solo la definizione "chiave" per ogni legge.
Prima legge fondamentale
Sempre ed inevitabilmente ognuno di noi sottovaluta il numero di individui stupidi in circolazione ( Stultorum infinitus est numerus, dicevano gli Antichi).

Seconda legge fondamentale
La probabilità che una persona sia stupida è indipendente da qualsiasi altra caratteristica della stessa persona.
A questo punto l' autore pone un intervallo tecnico per dare la definizione di stupidità.
Partendo dalla considerazione che siamo animali sociali, come diceva Aristotele, è evidente che nella interazione con gli altri ognuno di noi trarrà, suo malgrado, un vantaggio o svantaggio e procurerà a sua volta un vantaggio o uno svantaggio all'altro.
Per cui se poniamo, il nostro soggetto chiamato Tizio in un piano di assi cartesiani
dove sull'asse della X rappresentiamo il vantaggio ottenuto da Tizio a destra dello 0 (numeri positivi) ed il suo svantaggio a sinistra dello 0 (numeri negativi) e su quello della Y, allo stesso modo il vantaggio ottenuto dal'altro, chiamiamolo Caio ( numeri sopra lo 0) o lo svantaggio (numeri sotto lo 0) il gioco è fatto.



La posizione di ognuno di noi è variabile nei quattro quadranti del sistema a secondo dei nostri comportamenti.
Se Tizio compirà un' azione a proprio vantaggio ed a svantaggio di Caio si collocherà nel quadrante in basso a destra che definiremo B, quello dei banditi.
Se Tizio compirà un azione che porta vantaggio ad entrambi sarà collocato nel quadrante in alto a destra, totale positività , che chiameremo I come intelligente.
Se Tizio compirà un' azione che finirà per danneggiare se stesso ma favorirà Caio, si collocherà nel quadrante in alto a sinistra che definiremo Sp cioè degli sprovveduti.
Se Tizio infine compirà un azione in cui riuscirà ad essere contemporaneamente di danno a se stesso e all'altro, si collocherà nel quadrante in  basso a sinistra, di totale negatività, quello degli STUPIDI.
Ognuno nella propria vita avrà percorso variamente i quattro quadranti, sarà stato un giorno eroe, un giorno bandito, qualche volta sprovveduto e talvolta anche stupido.
Tornando alle leggi della stupidità, la terza enuncia:
Una persona stupida è una persona che causa un danno ad un'altra persona o gruppo di persone senza nel contempo realizzare alcun vantaggio per sé od addirittura subendo una perdita.
La quarta legge invece recita:
Le persone non stupide sottovalutano sempre il potenziale nocivo delle persone stupide. In particolare i non stupidi dimenticano costantemente che in qualsiasi momento e luogo, ed in qualunque circostanza, trattare e/o associarsi con individui stupidi si dimostra infallibilmente un costosissimo errore.
La quinta ed ultima legge ci dice che :
La persona stupida è il tipo di persona più pericolosa che esista, ne consegue che lo stupido è più pericoloso del bandito.
Infine poche e brevi considerazioni su Stupidità e Potere:
Il potenziale di una persona stupida di creare danni deriva dalla posizione di potere e di autorità che occupa nella società.
E su il potere  della Stupidità:
Fondamentalmente le persone intelligenti non credono o non riescono a vedere precocemente la pericolosità insita negli stupidi.
A tal proposito ebbe a dire Charles Dickens: " ...con la stupidità e la buona digestione l'uomo può affrontare molte cose..."
Invece il filosofo tedesco Schiller affermò: " ...contro la Stupidità gli stessi Dei combattono invano"
Nelle società in ascesa gli intelligenti riescono a controllare la presenza degli stupidi, in quelle in decadenza gli stupidi non sono particolarmente più numerosi ma messi nelle condizioni di agire più liberamente e con maggior potere in associazione ai banditi.
Buona lettura e buon lavoro da uno sprovveduto che ha creduto nel sistema,  non sapendo o almeno sperando non fosse gestito da stupidi frammisti a banditi o da proteiformi ectoplasmi in grado di shiftare da una condizione all'altra.
P.C.
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