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Scritto Lunedì 23 marzo 2020 alle 19:06

PM 10 non complici di Covid. L'Assessore: mancano indizi

In momenti tragici come questi, ogni buona notizia deve essere centellinata con grande parsimonia. Non va sprecata. Ne sa qualcosa l’assessore regionale all’Ambiente e al Clima Raffaele Cattaneo, che sabato ha  ripreso la linea quando ormai l’incontro era terminato, nel corso della consueta conferenza stampa di Lombardia Notizie Online. Un appuntamento durante il quale l’assessore al Welfare Giulio Gallera, illustra l’attività svolta contro la diffusione del virus  e fornisce le cifre complessive dei contagi, dei decessi e dei guariti, relativamente alla Regione Lombardia. Si tratta di un appuntamento seguito da centinaia di giornalisti e migliaia di semplici cittadini, attraverso siti ufficiali e dirette social.  Un “bilancio” di cui vi riferiamo puntualmente anche noi, ogni giorno.
Ma torniamo all’incontro di sabato, quando a conferenza ormai conclusa, l’assessor Cattaneo ha fatto irruzione sulla scena.
“Non è affatto dimostrata l’associazione tra Pm10 e Coronavirus perché non ci sono dati ancora sufficientemente chiari”.  Lo spunto di tale preciso intervento era legato alla notizia circolata nei giorni precedenti, nella quale  si ipotizzava che le aree con una maggior presenza di polveri sottili nell’aria, di Pm10, erano le aree più esposte all’epidemia in quanto il Pm10 era ritenuto, da una indagine di alcuni ricercatori, un elemento di diffusione del Covid19”. La notizia era stata pubblicata il giorno prima a tutta pagina dal Fatto Quotidiano, che a sua volta riportava il risultato di uno studio condotto dalla Società italiana di Medicina ambientale insieme alle Università di Bologna e Bari.
“Gli epidemiologi hanno infatti incrociato i dati raccolti della Agenzie regionali per la protezione ambientale (Arpa) – riferiva il giornalista – con il numero dei decessi registrato dalla Protezione civile. Le analisi sembrano indicare una relazione diretta tra il numero di casi di Covid-19 e lo stato di inquinamento da Pm10 dei territori…”.
Ma non solo, lo studio spiegava anche che “C’è una solida letteratura scientifica che correla l’incidenza dei casi di infezione virale con le concentrazioni di particolato atmosferico”.
Il particolato, secondo lo studio, funziona da vettore di trasporto per molti contaminanti chimici e biologici, inclusi i virus. In pratica i virus si “attaccano” – con un processo di coagulazione – al particolato atmosferico, costituito da particelle solide o liquide in grado di rimanere in atmosfera anche per ore, forse giorni e addirittura settimane.
A sostegno della suggestiva ipotesi veniva poi proposto un parallelo, con la situazione dell’inquinamento atmosferico di Wuhan, in Cina - considerata la culla del virus  - e quello nella Pianura Padana. Una bella sfida…
Un’ipotesi come tante. Che si è aggiunta alle altre circolate nei giorni precedenti, che cercavano di spiegare perché la Lombardia e in particolare alcune zone, risultavano maggiormente colpite. Avevano iniziato spiegandoci che era tutta colpa dei cinesi rientrati in Italia dalla Cina, poi che forse la causa era da ricercarsi nelle “non buone pratiche” messe in atto all’ospedale di Codogno prima e di Azzano San Paolo in provincia di Bergamo poi. Qualcuno ha puntato il dito contro i vetusti impianti dell’aria condizionata degli ospedali, qualcun altro ha addirittura ricostruito un singolare traffico di fieno dalla Bassa padana verso la provincia di Brescia… Ipotesi che nessuno si è preso la briga di smentire, ma neppure di confermare.
E’ bastata però che un semplice indagine condotta da studiosi puntasse il dito contro il “Pm10” che subito l’assessore si è sentito in dovere di confutare, controanalisi alla mano, non che l’ipotesi fosse falsa, no, ma che “non ci sono ancora dati sufficientemente chiari”.
Beh, in molti abbiamo tirato un bel sospiro di sollievo, più o meno come quando il sindaco di Milano  si recava in pellegrinaggio in via Paolo Sarpi per spiegare che non c’era alcun problema. Per non parlare del segretario del Pd Zingaretti che si è preso addirittura la briga di venire appositamente a Milano per un aperitivo in Darsena, sommerso da amici e simpatizzanti. Come poi è andata a finire, purtroppo lo sappiamo tutti. Già, ma anche in quei giorni… non c’erano dati sufficientemente chiari.
Insomma il Pm10 è buono, non farebbe mai del male a nessuno, o quasi. Anzi, per un attimo abbiamo temuto che l’assessore all’Ambiente ci dicesse che ci protegge dal Covid-19.
“Mi fa piacere – ha detto Cattaneo – poter comunicare che quest’oggi c’è una nota della società italiana Aerosol che raggruppa 150 ricercatori ed esperti di varie università italiane ma anche di ricerca delle agenzie di protezione dell’ambiente del settore privato che hanno voluto fare una comunicazione per dire che non è affatto dimostrata l’associazione (tra diffusione del Covid-19 e le polveri sottili) perché non ci sono ancora dati sufficientemente chiari”. Più chiaro di così.
Ma l’assessore regionale si è spinto addirittura oltre: “Voglio smontare quella che forse è stata una correlazione un po’ semplicistica e facile da fare: poiché c’è meno traffico, ci sono meno persone in giro allora anche la qualità dell’aria è migliorata. Si è certamente vero, ma non c’è una correlazione diretta”. Quindi, quanti barricati in casa cercavano di consolarsi dicendosi che il fermo al traffico imposto dal virus avrebbe portato dei benefici all’aria, sono stati così brutalmente mortificati.
Il fatto che più persone a casa (scuole e fabbriche chiuse), significhi impianti di riscaldamento domestici accesi più a lungo, ovviamente è anche questa un’addizione che richiede indagini e ricerche approfondite.
Quindi, ora sappiamo che il Pm10 non è complice del Covid-19, che lasciare l’auto in garage non riduce il Pm10 e che per tutto il resto… non ci sono ancora numeri chiari.
Che l’Italia sia il Paese in Europa dove ogni anno si registra il maggior numero di morti premature da esposizione alle polveri sottili, è un dato estremamente chiaro a tutti.  O almeno così speravamo…
Insomma, combattete il Coronavius, per il Pm10 aspettiamo. Di aver dati sufficientemente chiari.
A.Bai.
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