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Scritto Sabato 21 marzo 2020 alle 21:35

Paderno piange la perdita del vigile Lutri, Se ne va un pezzo della storia del paese

Se n'è andato un pezzo della storia di Paderno d'Adda. Lo storico vigile del paese Guglielmo Lutri, classe 1937, è morto nella notte tra venerdì e sabato mentre era ricoverato all'ospedale di Erba. Originario della sua amata Scicli, il paese del Ragusano noto per le riprese della fiction Montalbano, Lutri aveva fin da subito avviato la sua carriera nella Polizia urbana a Paderno, sotto il mandato del sindaco Carlo Gerosa. È stato un punto di riferimento per la comunità locale, una figura di altri tempi, quando il semaforo elettronico al Ponte di Paderno ancora non c'era e a smistare il traffico ci pensava instancabilmente lui. Indimenticabile il rombo della sua imponente moto Guzzi che si avvertiva da lontano.


Dalla sua pensione, nei primi anni Novanta, non ha smesso - pur abitando a Verderio -di frequentare Paderno per fare compagnia alla figlia Franca nel suo studio di assicurazioni e per scambiare qualche chiacchiera con le persone che aveva conosciuto negli anni. "Ancora oggi, parlando con la gente di Paderno che ha qualche anno sulle spalle, Guglielmo era IL vigile per antonomasia. Fa senza dubbio parte della storia del paese - racconta Annarosa Panzeri - Con lui abbiamo condiviso tanti bei momenti sia quando insegnavo alle scuole sia successivamente durante il mio impegno in amministrazione comunale. Capitava spesso di incrociarlo in paese ed era sempre un piacere scambiare con lui i nostri ricordi. Aveva sempre un sorriso per tutti, mi spiace molto". Al dolore della famiglia di Lutri per la sua scomparsa, si aggiunge lo strazio per non averlo potuto assistere negli ultimi giorni, a causa delle rigide disposizioni di isolamento per il Coronavirus che lo aveva colpito. Le figlie Alessandra e Franca tengono a ringraziare l'assistente sociale e i volontari di Verderio che hanno fornito il necessario supporto a partire dal manifestarsi dei sintomi e quindi dal periodo di quarantena. Un ringraziamento è stato rivolto poi al personale dell'ospedale di Erba che ha prestato le cure durante il ricovero. La sensazione di impotenza, comune a troppe famiglie coinvolte in questa emergenza sanitaria, si fa palpabile drammaticamente nel sofferto ricordo della figlia Franca, che pubblichiamo di seguito.
Caro papà,
è difficile sapere che te ne sei andato in silenzio, dopo una vita passata senza generare alcun fastidio, senza voler a tutti i costi apparire.
La mia vita in questo momento si è spezzata. Speravo potesse non arrivare mai questo giorno. Scusa se non ho potuto stringerti la mano, coccolarti per un sollievo.
Mi hai dato tanto, tutto, e soprattutto la vita. Quella vita che oggi io continuo a dare ai miei figli che tu adoravi.
Eri molto orgoglioso di me, della mia famiglia, del mio lavoro. Non mi hai mai lasciata sola e ogni momento era buono per venirmi a trovare in ufficio. Ricordo quando ti arrabbiavi se qualche volta non ti portavo con me! E come dimenticare le corse con il mio motorino quando tu mi trovavi in giro! La mia unica e grande felicità in questo momento di estremo dolore è di averti goduto il più possibile in tutte le varie tappe del nostro cammino.
La gente ti ammirava per il tuo lavoro che svolgevi per il bene della comunità ed io ti sarò sempre grata per avermi aiutata a raggiungere gli obiettivi della mia vita e del mio impiego.
Sii felice nelle braccia di Gesù e sono sicura che un giorno ci rivedremo, sorrideremo e saremo felici come sempre lo siamo stati insieme.
Lo scroscio delle onde del mare ti accompagni al tuo eterno riposo.
Ti amo papà.

La tua Franca

M.P.
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