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Scritto Venerdì 20 marzo 2020 alle 22:32

Cernusco: dopo una vita dedicata a Dio, si è spento a 90 anni monsignor Cesare Meazza, coadiutore dell'oratorio fino al 1968

La sua vita era racchiusa nel breviario. Lì iniziavano e finivano le sue giornate, lì si condensavano i pensieri e le riflessioni, lì il suo tempo diventava preghiera.

Un'esistenza interamente consacrata a Dio quella di Don Cesare Meazza, classe 1929, che ha concluso il suo transito terreno nella giornata di oggi presso la residenza di Villa Cedri a Merate dove si era ritirato da qualche tempo.

Dopo l'ordinazione sacerdotale avvenuta in Duomo a metà degli anni Cinquanta era stato inviato dal Vescovo a svolgere il suo primo ministero a Cernusco rimanendovi fino al 1968. Giovanissimo coadiutore, con parroco Don Salvioni, aveva vissuto il periodo glorioso della vita oratoriana. Erano infatti i tempi in cui la comunità era davvero il centro del paese, dove centinaia di giovani avevano come punto di riferimento l'oratorio con i suoi sacerdoti. Una generazione intera ancora oggi si ricorda di lui, di questo giovane prete dalla figura imponente ma affabile, simpatico, che trascorreva i pomeriggi con loro ma che aveva come punto centrale della sua esistenza la Fede. Cernusco era diventato per lui il luogo dell'incontro, della nascita di legami sinceri e saldi che si sono poi protratti nel tempo, lo strumento per arrivare ai giovani e fare loro da guida.

A fine anni Sessanta era stato destinato a Milano, in Sant'Ambrogio come assistente di Monsignor Luigi Oldani e vi era rimasto fino al trasferimento nella parrocchia di Casbeno in provincia di Varese. Alla vita intensa e frenetica della comunità con i giovani da crescere e formare, le famiglie da seguire, il popolo da guidare si era affiancata l'attività con gli altri sacerdoti della diocesi accanto al Cardinale Carlo Maria Martini, figura carismatica, di una levatura eccezionale e che per Milano stava costruendo solide basi per la Chiesa cattolica.

Dopo vent'anni di vita comunitaria, giunto il momento della pensione, era approdato a Sesto San Giovanni per aiutare il parroco nel servizio pastorale. L'ultimo matrimonio celebrato prima di ritirarsi era stato quello del nipote Luca. Due anni fa si era trasferito a Villa Cedri a Merate, vicino alla famiglia della sorella Giovanna, moglie di Paolino Maggioni di Cernusco e mamma di Luca e di Monica, giornalista già presidente della Rai.

Presso la struttura lo si vedeva sempre col breviario appoggiato sulle ginocchia, affrancato a quell'ancora che mai l'aveva tradito, ricurvo a sfogliare una pagina dopo l'altra delle preghiere che avevano scandito ogni istante della sua vita. Nella cappella della residenza, prendeva parte alle funzioni stando accanto all'altare.

Gli ultimi anni trascorsi qui a Merate sono stati ricolmi non solo dell'affetto dei famigliari ma anche delle premure e delle attenzioni che il personale della struttura della Villa dei Cedri ha saputo dimostrare, offrendo un'assistenza e un lato umano che sono andati al di là del mero rapporto ospite-operatore.

Le restrizioni imposte dal decreto non consentiranno lo svolgimento dei funerali e una cerimonia di commemorazione si terrà in paese a emergenza finita.

Alla famiglia Maggioni le condoglianze da parte della direzione e della redazione del network Merateonline.
S.V.
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