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Scritto Sabato 14 marzo 2020 alle 10:09

Tutti a casa per contrastare il coronavirus ma da Palazzo non arriva alcun afflato

Dopo la brutta scivolata al Conad di via Bergamo immaginavamo che Sindaco e Vice sindaco avrebbero messo in campo una serie rutilante di iniziative contro il virus. Un po' per farsi perdonare sia della presenza sia del tentativo di confutarla, e un po' per mostrare che il centrodestra è tutto d'un pezzo e. . . sul pezzo. Non come Salvini che è passato dal chiudere tutto all'aprire tutto e ora di nuovo a richiudere tutto. Ma proprio tutto: Europa zona rossa. E Fontana leghista pure lui, che prima propone al Governo la linea concordata con Assolombarda e poi ne contesta il decreto perché troppo morbido.

Invece i due sono spariti. Puff, usciti dai radar, non si vedono, a parte la scenetta - ma a tre - di martedì scorso, a contendersi gli improperi degli ambulanti cui prima era stato detto di venire, poi di tornare a casa e infine di restare, ma solo quelli che vendono alimentari. Un'altra scivolata che, dicono alcuni presenti, per il Vice sindaco poteva finire non solo a male parole.

Tutto quello che i governatori della città hanno messo in campo sono qualche agente a fermare le auto per chiedere ai conducenti le ragioni del viaggio. Per il resto, nulla. La piazza Prinetti è deserta. Curiosamente non c'è più neanche l'auto militare che ogni tanto stazionava sul lato est. . . .

Eppure di cose da fare il Sindaco, che è responsabile in materia di igiene e sanità pubblica, e il suo Vice ne avrebbero, soprattutto se supportati dall'Assessore all'ambiente e ecologia. Sentite Antonio Tajani, critico verso il Governo: " Stamattina alle 5 il sindaco di Viterbo ha fatto disinfestare le strade con acqua e cloro, perché non farlo a Roma...?". Già perché non farlo a Merate? E ancora, perché non vietare agli operatori ecologici di usare i soffioni che sollevano di tutto dalla terra e devastano i timpani anche a cinquanta metri di distanza? Una pulizia accurata, la stessa che Governo e Regione chiedono alle industrie per restare aperte. Perché in fabbrica sì e in città no?

Un'altra cosa che i due potrebbero fare, questa volta supportati dall'Assessore alle finanze, è pensare a un posticipo di pagamento delle imposte locali, a partire dalla Tari. Anche perché la tassa sostanzialmente fissa deve fare i conti con una chiusura delle attività per un periodo senza precedenti. Ma più in generale si potrebbe pensare a una riduzione secca, in via straordinaria, di una parte della fiscalità locale, andando incontro alle difficoltà economiche, cresciute esponenzialmente, di famiglie, artigiani e commercianti.

Sindaco e Vice devono far dimenticare il fuoco della Gibiana (sospeso quasi ovunque), l'inaugurazione del centro commerciale (in contrasto con le disposizioni del DPCM) e il pasticcio al mercato. Si inventino qualcosa. Magari copiando dal passato quando l'informazione capillare non passava per uno sconosciuto ai più "telegram" ma usciva dai megafoni di una Fiat 1100 guidata da uno speaker troppo presto dimenticato.

Claudio Brambilla
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