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Scritto Lunedì 09 marzo 2020 alle 09:27

Montevecchia: il sindaco è convocato dal Difensore civico per i fatti dell'Alta collina

Il caso dei disagi in Alta Collina ha destato l’attenzione del Difensore civico provinciale, l’avvocato Paola Sgarbi, che ha convocato nel proprio ufficio per venerdì 13 marzo il sindaco di Montevecchia Franco Carminati e il residente che ha avanzato la segnalazione. In quella sede si discuterà a 360 gradi sull’operato dell’amministrazione comunale di fronte alle problematiche più volte denunciate, nel tentativo di trovare un punto di incontro tra le parti.

La figura del Difensore civico si interpone infatti tra cittadini e amministrazioni pubbliche per superare incomprensioni o per risolvere disfunzioni, mancanze o ritardi della PA. Non può emettere sentenze o qualsivoglia condanna, è un istituto di garanzia a tutela della cittadinanza, pur muovendosi in una cornice di imparzialità.

La discussione ricalcherà i temi affrontati nella lettera inviata dallo stesso cittadino alla Prefettura, ma non solo. Verrà posta l’attenzione anche sul diritto di accesso agli atti. Il residente lamenta di aver chiesto più volte dei documenti, anche attraverso un legale recatosi agli sportelli del Municipio, ma che non sono stati consegnati perché la richiesta andava riportata per iscritto. Esattamente un mese fa è stata inviata una lettera al sindaco Carminati in cui si domandava di ottenere della documentazione, ma nessuna risposta è stata ricevuta in 30 giorni.

Il cittadino vuole però andare a fondo a una questione che lo riguarda da contribuente e per le ripercussioni che lamenta di subire. Si tratta di un chioschetto di street food attivo nei fine settimana del periodo di bella stagione presso il parcheggio della Panoramica. Non viene identificato come causa di tutti i problemi dell’Alta collina, ma come la punta di un iceberg. Il montevecchino vorrebbe conoscere se l’attività commerciale dispone di tutte le autorizzazioni, se versa al Comune una tassa di occupazione del suolo pubblico, se è stata mai formalizzata una convenzione per l’utilizzo dell’acqua e della corrente pubblica, se viene corrisposta una forma di tassazione per i rifiuti. “Vengono utilizzati i normali cestini del parcheggio per lo smaltimento dei rifiuti dell’attività; mi piacerebbe vedere quale aliquota viene fatta pagare sulla tassa di smaltimento rifiuti, considerando che non viene nemmeno fatta la raccolta differenziata” segnala il residente nella lettera a Carminati. Lo stesso osserva che non vi sono bagni pubblici in zona. “Credo sia obbligatorio per un esercizio di questo tipo avere un servizio igienico a disposizione e non solo il prato o la siepe confinante!” viene rincarato nella missiva. Come dimostrano i video pubblicati dalla stessa attività sui social nello scorso settembre sono state organizzate delle serate musicali. La domanda al primo cittadino – anch’essa al momento senza risposta – è se vengano pagati i diritti alla SIAE. Infine il caso di una nuova antenna montata a dicembre. Durante quelle giornate di lavoro è stato realizzato un tombino proprio nella posizione dove viene allestito il chioschetto. Il residente chiedeva di sapere a chi giova e per che cosa l’installazione dell’antenna.
Tutto tace però da parte dell’amministrazione comunale e ora il sindaco dovrà confrontarsi con il Difensore civico provinciale.
M.P.
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