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Scritto Domenica 08 marzo 2020 alle 22:13

Coronavirus: al Mandic ambulanze in attesa fuori dal PS. Chirurgia, medicina A e B e pneumologia adibite a polmone

In termine tecnico si dice "Disaster" ed è il punto di rottura quando cioè il sistema non è più in grado di reggere e può crollare da un momento all'altro sotto il carico di lavoro.


La situazione all'ospedale Mandic di Merate è vicina al collasso. Al pronto soccorso è un via vai continuo di ambulanza che stanno portando pazienti per l'emergenza coronavirus, principalmente dalla bergamasca, e malati con patologie "ordinarie" più o meno gravi. Il personale medico, infermieristico e di ausilio è allo stremo e senza sosta si sta prodigando per far fronte a tutte le richieste e soccorrere i malati. I reparti sono stati ormai adibiti a "polmone" dove vengono ricoverati i pazienti trovati positivi al test del Covid-19, sia coloro che residenti nel meratese chiamano il numero di emergenza e sono poi prelevati dalle loro abitazioni, con tutte le accortezze del caso, sia coloro che vengono indirizzati da ospedali delle province limitrofe ormai sature. Con i nuovi ingressi di oggi, che non accennano a diminuire, il numero dei posti letto per l'emergenza è di diverse decine. Tutto il secondo piano con la chirurgia e la medicina A, il terzo con la medicina B e il quinto con la pneumologia ricevono pazienti da isolare e sottoporre alle cure. La Rianimazione è piena.

Sospesi gli ambulatori e gli interventi chirurgici, rimandato tutto quanto non ha carattere di urgenza il Mandic sta cercando di reggere l'urto di questa epidemia che non ha precedenti, e lo fa con la dedizione, l'impegno e lo spirito di abnegazione dei suoi operatori. Ai quali tutti i cittadini debbono quantomeno come segnale di vicinanza e riconoscenza, la collaborazione massima per impedire la diffusione del contagio. Dunque l'appello, l'ennesimo, è di restare a casa, di non uscire se non per esigenze lavorative indifferibili e di carattere urgente, evitare gli assembramenti in luogo pubblico e privato, ridurre i contatti sociali, non recarsi in pronto soccorso per eventuali sintomi di malessere ma contattare il medico curante o il numero di emergenza.
S.V.
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