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Scritto Venerdì 06 marzo 2020 alle 19:31

Le parrocchie del meratese affrontano il coronavirus con messaggi video e whatsapp, dirette social e chiese aperte

In questo periodo così particolare, viste le disposizioni date dal Ministero della Salute che impongono lo stop a tutti gli eventi che implichino un raggruppamento di persone, le varie realtà del territorio si stanno organizzando per fare fronte comune a questa emergenza senza precedenti. Così come insegnanti di ogni ordine e grado si sono fatti forza per continuare per via telematica lo svolgimento del programma scolastico a distanza, anche le parrocchie del territorio si sono mobilitate per non azzerare queste settimane di Quaresima. Sono stati molti i parroci che hanno voluto dimostrare un segno di vicinanza ai fedeli, chi con un messaggio, chi con un video e chi - più semplicemente - con un foglio appeso fuori dalla chiesa.


La parrocchia di Merate si è dimostrata tra quella più social: tramite la pagina Facebook dedicata all'Oratorio San Giovanni Bosco e San Filippo Neri, infatti, don Luca mantiene viva l'interazione con i parrocchiani, in particolare con quelli più giovani, condividendo ogni giorno dei video e dei contenuti per proseguire in maniera naturale il cammino della Quaresima. Don Luca ha voluto trasformare questa situazione difficile in un'occasione per ricordare l'importanza della comunità cristiana, coinvolgendo grandi e piccini; oltre a ricordare la celebrazione della Santa Messa di domenica che andrà in onda su Rai Tre presieduta da monsignor Mario Delpini, il parroco ha preparato, insieme alle catechiste, un video che sostituisce l'incontro in oratorio con i ragazzi previsto per oggi, venerdì di Quaresima.

La chiesa prepositurale di Merate, inoltre, rimarrà aperta tutti i giorni per consentire la preghiera, dove si potrà trovare il foglietto per seguire la Santa Messa della domenica, un libretto di meditazione sul Credo e le ceste per proseguire le attività solidali della Caritas.

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https://youtu.be/0oNmKBLY28Y

Così come il parroco di Merate, anche il prete di Airuno, don Ruggero Fabris ha comunicato ai fedeli la decisione presa. "Sono stato un po' temerario fin ora" ha scritto con un post sulla sua pagina Facebook "ma adesso l'epidemia virale è vicina, e sarebbe gravemente imprudente proseguire allo stesso modo". Don Ruggero Fabris ha poi comunicato che trasmetterà in diretta streaming su Facebook la Messa domenicale.

WhatsApp è poi il mezzo prediletto da molti parroci del territorio, utilizzato per comunicare e per inviare materiale di preghiera. Ad esso si affidano, oltre ai già citati don Luca e don Ruggero, anche don Bruno Croci di Imbersago, che, insieme alla preziosa collaborazione delle catechiste ha fatto avere ai suoi ragazzi la catechesi. "Si tratta di un modo per mantenere i contatti e di mostrare la nostra vicinanza" ha spiegato, aggiungendo che per gli adulti è disponibile il servizio catechesi della Curia. Anche don Alfredo Maggioni di Cernusco Lombardone ha spiegato di aver mantenuto vivi i contatti con i suoi parrocchiani, in particolare con i giovani, per mantenere così contatti i gruppi e per trasmettere le indicazioni sulle letture domenicali.

VIDEO

https://youtu.be/YV6Uu5zc45g

Dalla comunità pastorale di Brivio e Beverate è arrivato invece un video messaggio da don Emilio Colombo, registrato con l'aiuto delle suore Canonichesse della Croce. Il sacerdote briviese ha voluto portare un saluto ai fedeli, ricordando che "ci sono tanti modi per pregare personalmente". Così come i "colleghi" delle comunità vicine, ha ricordato i tanti metodi per sopperire alla mancanza della presenza alla messa domenicale, come la celebrazione trasmessa tutti i giorni alle ore 8 dal canale 195 e le letture del giorno pubblicate sul sito della Diocesi. Dalla comunità pastorale Beata Vergine Maria Addolorata, che abbraccia i paesi di Paderno, Robbiate e Verderio, don Marco Albertoni ha fatto sapere che si sta adoperando, insieme ad alcune famiglie, per trasmettere in streaming la messa di domenica.

Meno tecnologiche, ma non per questo meno presente, è la comunità pastorale di Sant'Antonio Abate dell'Unione dei Comuni Lombarda della Valletta, dove il punto di riferimento è don Paolo Brambilla. Già da settimana scorsa, infatti, il parroco ha tenuto vivi i contatti con i fedeli affiggendo un cartello fuori da ogni chiesa, in cui ricordava l'importanza del percorso Quaresimale per "ritornare all'essenziale e condividere la fatica dei poveri e dei bisognosi". Don Paolo ha poi continuato a celebrare la Santa Messa, che viene trasmessa quotidianamente dalla radio parrocchiale, strumento ritornato in auge in questo periodo di emergenza.

Anche don Lorenzo Radaelli, della parrocchia intitolata ai Santi Pietro e Paolo di Lomagna, che non ha dimestichezza con la tecnologia ha trovato il modo per tenere vivi i rapporti con la cittadinanza. "Sono senza radio parrocchiale" ha spiegato "ma sono sicuro che i lomagnesi possano trovare tramite la segreteria parrocchiale e le varie reti tutte le informazioni necessarie per accogliere gli inviti di preghiera". Don Lorenzo, tra l'altro, si è premurato di lasciare, oltre ai sussidi, anche delle bibbie e dei vangeli che i fedeli possono prendere per pregare in solitudine. "Anche in un momento come questo, l'unità è alla base di tutto, e abbiamo gli strumenti per trovare serenità" ha concluso. Infine, un segnale è stato lanciato anche dalle parrocchie di Pagnano e Sartirana, da dove don Riccardo Sanvito ha invitato i fedeli ad assistere alla Santa Messa di domenica, accompagnata dalla preghiera tramite il portale della Diocesi. "Inoltre, la chiesa rimarrà aperta in orari più flessibili" ha spiegato, dando così la possibilità anche a chi lavora di fermarmi per una breve preghiera.

Con le modalità più disparate, dunque, i parroci della zona hanno trovato il modo per mantenere viva la fede e la speranza delle persone, aggrappandosi anche a strumenti che fino a qualche tempo fa sarebbero stati impensabili per delle figure ecclesiastiche.
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