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Scritto Mercoledì 26 febbraio 2020 alle 17:45

Antincendio Boschivo: la complessa rete di soccorso che da 30 anni vigila i boschi

Abbiamo bene in mente le immagini tragiche delle devastazioni dei boschi in California e in Australia, lambiti dalle fiamme. Ettari e ettari bruciati da un fuoco incontenibile. In questi giorni l'emergenza è sicuramente il COVID-19, ma l'allerta è alta anche sul rischio incendi. Proprio oggi si è intensificato il vento da Nord, uno dei fattori che accentuerebbe la rapida propagazione delle fiamme. L'altro è la siccità che caratterizza queste settimane senza pioggia. In programma per questa giornata c'è un pattugliamento da parte della Squadra Antincendio Boschivo del "Gruppo Intercomunale di Protezione Civile Parco del Curone". Perlustreranno il territorio a bordo del Modulo AIB, un pick-up dotato di un apposito impianto antincendio composto da un serbatoio di acqua da 500 litri, una pompa ad alta pressione, due naspi (ovvero manichette con un diametro molto piccolo) avvolgibili da 100 metri, che si possono collegare fra loro, con apposite lance ad alta pressione.



La squadra AIB, composta attualmente da una trentina di volontari, è nata nel 1988 da una costola delle Guardie Ecologiche Volontarie del Parco del Curone. L'Ente è tutt'ora la prima autorità competente sul territorio sulle attività inerenti a questo settore, dalla pianificazione agli interventi di prevenzione e fino alle operazioni in emergenza. Fornisce le risorse finanziarie che provengono interamente dalla Regione. Tant'è che i ruoli di Responsabile AIB e di Referente operativo sono stati affidati al tecnico forestale del Parco, il Dott. Luca Peloso. Tuttavia dal 2002 la Squadra AIB è inserita nel Gruppo Intercomunale di Protezione Civile, raggiungendo così un alto grado di specializzazione.



Francesco Panettiere (DOS), Luca Peloso (Responsabile Operativo AIB), Giovanni Zardoni (DOS),
Marco Galbusera (DOS), Samuele Mascheroni (Comandante del Gruppo Carabinieri Forestale Lecco)


A dispetto del carattere volontario dell'adesione alla squadra, il percorso formativo per l'antincendio boschivo è complesso e richiede diversi test e corsi di aggiornamento (almeno uno all'anno), per garantire consapevolezza e sicurezza agli operatori stessi, e mettere in buone mani le sorti dei boschi, una risorsa di inestimabile valore ecosistemico per il territorio. L'iter comincia da volontario base di Protezione Civile e prosegue con la frequenza del corso di specializzazione in Antincendio Boschivo. Salendo di grado, per la qualifica di Caposquadra serve affrontare un ulteriore ciclo formativo.


In cima alla gerarchia AIB ci sono i Direttori delle Operazioni di Spegnimento, che posseggono un certificato specifico di esperienza. I DOS del Parco sono Marco Galbusera, storico coordinatore dell'AIB fin dagli esordi, Giovanni Zardoni e Francesco Panettiere, che hanno oltre vent'anni di esperienza sul campo ed hanno frequentato negli anni corsi di una durata totale che ormai si avvicina ai trenta giorni completi di formazione.


L'AIB non è un'isola durante le operazioni. Più è grave l'emergenza più il lavoro diventa di équipe. "A seguito di aggiornamenti normativi i Vigili del Fuoco hanno acquisito competenza diretta anche per gli incendi boschivi e sono stati pertanto inseriti nel sistema, che fa capo alla Regione Lombardia tramite gli Enti Parco, le Comunità Montane e le Province - osserva il DOS Giovanni Zardoni - Nel contempo stiamo testando con successo anche il possibile supporto che la Protezione Civile senza specializzazione AIB può dare in caso di incendio boschivo, senza intervenire sulle fiamme". Le esercitazioni sono così fondamentali per affinare la collaborazione tra i vari soggetti coinvolti. "Siamo una specie di orchestra in cui ciascuno fa la propria parte, ma le prove sono necessarie" prosegue Zardoni. Il Maestro dell'ensemble è il Direttore delle Operazioni di Spegnimento, certificato da Regione Lombardia, che rappresenta il responsabile unico delle operazioni. La direzione è un lavoro di squadra e prevede il coordinamento con i più stretti collaboratori titolati, che tengono vivi i contatti con gli altri enti: i Vigili del Fuoco, i Carabinieri Forestali, la Protezione Civile di supporto, la sala operativa di Regione Lombardia.


L'ultimo test in ordine di tempo si è svolto nella mattinata di domenica 23 febbraio a Sirtori, località Cappelletta di Crippa. L'iniziativa è stata ribattezzata "Collaboriamo AIB 2020". Vi hanno preso parte oltre quaranta volontari delle seguenti organizzazioni: Squadra AIB Parco di Montevecchia, Associazione Volontari AIB di Olgiate Molgora, Gruppo Intercomunale di Protezione Civile di La Valletta Brianza, Gruppi Comunali di Protezione Civile di Merate e Verderio, Associazione Volontari di Protezione Civile di Lomagna. Erano presenti anche i Carabinieri Forestali di Lecco ed i Vigili del Fuoco di Merate con un'autobotte. L'esperimento ha dato prova della capacità di affrontare sinergicamente situazioni gravi di incendio. 


La vera collaborazione deve però partire dalla cittadinanza. L'appello delle autorità è di non accendere fuochi, anche in situazioni che possono sembrare sotto controllo. In caso di avvistamento non bisogna pensare che qualcuno avviserà i soccorsi al posto proprio. Non si deve perciò esitare nel contattare uno dei tre seguenti canali: Centro Operativo AIB Regionale 035.611009 (il più immediato, si consiglia di salvare il numero sulla rubrica del cellulare), Sala Operativa di Protezione Civile Regionale 800.061.160, Sale operative provinciali dei Vigili del Fuoco 115.

Le immagini delle attività di domenica sono di Claudio Parolini.
M.P.
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