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Scritto Mercoledì 19 febbraio 2020 alle 09:41

Merate: è morto Massimo Fumagalli un antifascista convinto, socio di Anpi e Arci

Massimo Fumagalli
Giovedì mattina alla casa funeraria di Osnago alle ore 11 gli amici dell'ARCI La lo.co. e dell'Anpi di Lomagna gli renderanno l'ultimo saluto così come lui avrebbe voluto: tutti assieme, stretti nel ricordo di quello che è stato e degli ideali per i quali ha sempre combattuto.

Massimo Fumagalli, settant'anni di Merate, non ce l'ha fatta e dopo il malore che lo aveva colto qualche settimana fa, il suo fisico ha ceduto ed è spirato.
Milanese di origine si era trasferito da tempo in Brianza, inserendosi benissimo nelle realtà locali. Appassionato di storia si era dedicato soprattutto a ricostruire i periodi della lotta partigiana ed era diventato la memoria, il punto di riferimento per chi volesse approfondire quel periodo o comunque organizzare iniziative sul tema. Massimo era legato al circolo ANPI di Lomagna (Associazione Nazionale Partigiani d'Italia) ed era un cinefilo di altissimo livello. Per la comunità aveva organizzato tantissimi cineforum, curandone con meticolosità la presentazione. Negli ultimi mesi era impegnato alla organizzazione del viaggio a Marzabotto che si terrà a marzo con le scuole e le istituzioni locali, in particolare con una proiezione del film "L'uomo che verrà" che parla appunto della strage e che lui si era fatto carico di reperire e poi offrire con una chiave di lettura al pubblico. Negli anni "caldi" del Sessantotto era sempre stato in prima linea, in piazza con studenti e lavoratori nelle varie manifestazioni. Era un antifascista e un internazionalista convinto, che portava avanti le sue idee fondandole sul sapere e sulla conoscenza, documentandosi e dandogli quindi una base di verità. Al circolo Arci La lo.co. era un habitué e gestiva una bacheca di attualità dove esponeva riflessioni, pensieri, "reperti" storici che aveva conservato e che metteva a beneficio di tutti coloro che volessero addentrarsi su qualche argomento particolare di cui lui era un profondo conoscitore. "Rappresentava un po' la coscienza del circolo" hanno raccontato dalla sede di Osnago "era una persona piacevole, con cui si stava volentieri a parlare e che era in grado di darti spunti di riflessione importanti".
"Con Fontana era la nostra fonte storiografica" ha ricordato Carlo Cerato tesoriere dell'Anpi di Lomagna "conosceva benissimo la storia partigiana e in virtù di queste sue conoscenze si dava da fare per organizzare momenti pubblici di commemorazione. Non si è mai tirato indietro, così come faceva da giovane quando era in prima linea nelle manifestazioni studentesche".
S.V.
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