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Scritto Martedì 18 febbraio 2020 alle 18:30

La cacca dei cani interessa più della chiusura della chirurgia pediatrica. Viene voglia di spegnere il pc e mandare tutto al diavolo

Giunta l'ennesima lettera sulla deiezione canina confessiamo di aver avuto uno scoramento profondo seguito dalla voglia irrefrenabile di spegnere il computer e mandare tutto al diavolo. Un problema marginale, seppure elevato alla dignità dell'Aula dall'opposizione, ha suscitato più interesse della soppressione in via definitiva della chirurgia pediatrica. Qualcosa di più e di più grave delle evacuazioni dei cani. Invece sembra che ad appassionare il grande pubblico siano i temi leggeri come se la filosofia di una certa televisione commerciale al limite della spazzatura abbia contagiato come un virus le menti inducendole a ignorare le questioni davvero gravi per gettarsi sulle banalità. Certo, l'esempio si dirà viene dall'alto. L'Aula ha discusso a lungo l'altra sera sulla cacca dei cani e sul perché e il per come i quadrupedi non si potranno più introdurre nella Riserva lago di Sartirana. Un tema che coinvolge moltissimi meratesi dato che ormai alzi la mano chi non possiede un cane. Ma diamine proprio a nessuno interessa la chirurgia pediatrica? A nessuno fa specie l'esodo sotterraneo di medici, come le ultime due chirurghe Nirvana Maroni e Marcella Arru che hanno chiesto sei mesi di aspettativa al termine della quale difficilmente torneranno a Merate? Nessuno si pone la domanda circa la sostituzione di molte figure professionali prossime al pensionamento che renderanno ancora più precario l'assetto operativo del presidio cittadino? Davvero viene voglia di posare il mouse e non pensarci più. Lasciando il Sindaco e il Capo dell'opposizione alle loro discussioni oziose sulla sagomatura della rotonda di via Laghetto, che volendo in pochi giorni può essere realizzata al fine di ridurre i sinistri, o sulla lotta a quanti gettano i mozziconi di sigaretta per terra.  Sono questi i grandi temi discussi in Consiglio comunale, uno spettacolo oggi offerto in streaming per deprimere ancor più l'immagine del governo cittadino. Quando anche il pronto soccorso non sarà più in grado di operare sulle 24 ore per mancanza di medici o del numero minimo di accessi (100) previsto dal D.M. 70, allora, forse, solo allora qualcuno si sveglierà dal torpore denunciando la situazione. Ma sarà troppo tardi.



Claudio Brambilla
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