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Scritto Lunedì 17 febbraio 2020 alle 18:33

Lomagna: in cc i regolamenti e la 'retrocessione' dei terreni

Ben 13 i punti all'ordine del giorno del consiglio comunale di Lomagna che, come intuibile, si è protratto fino a mezzanotte. La seduta si aperta con l'approvazione dello schema di "Convenzione per la gestione del passaggio di consegne e supporto a seguito della chiusura dell'esercizio associato delle funzioni del sociale".
Dopo la chiusura della "collaborazione" tra gli uffici si è deciso di proporre a Cernusco e Montevecchia un anno di transizione per agevolare il lavoro di gestione e prosecuzione di alcune attività.
La proposta, accettata dai due comuni, vedrà la corresponsione di 2mila euro ciascuno per l'anno in corso.
Nessuna indicazione sul sostituto della responsabile sig.ra Conti, come ha avuto modo di precisare il sindaco Cristina Citterio in risposta a Mauro Sala che ha poi annunciato l'astensione del gruppo sul punto.


All'unanimità è passata invece l'approvazione degli indirizzi generali del Piano Triennale di Prevenzione alla Corruzione e Trasparenza. Dopo alcuni chiarimenti forniti dal segretario dr. Balestra e all'impegno assunto per migliorare la fruizione del sito internet comunale, si è passati all'approvazione del regolamento dell'asilo nido di Via Garibaldi. La locazione dell'immobile con la Cometa di Casatenovo scadrà nel 2032 e fino a quella data c'è il vincolo di utilizzo come asilo nido. Il regolamento è composto da 6 titoli e 18 articoli (contenenti orari, regole, agevolazioni, mission....) ed è stato esaminato dalla commissione preposta e in consiglio adottato all'unanimità.
Sono state poi esaminate e approvate le modifiche ai regolamenti per le occupazioni di spazi e aree pubbliche, con applicazione della relativa tassa, e quello relativo all'imposta comunale di pubblicità, diritto sulle pubbliche affissioni ed effettuazione del servizio.
3 i terreni in Via Volta al civico 50, confinanti con il maneggio La Carovana, di cui si è discusso al punto sette. Si tratta di beni inseriti nel patrimonio pubblico per la presenza di un abuso non sanato. A fine 2017 il privato aveva provveduto alla demolizione, facendo seguito alla prima ordinanza che risaliva al gennaio 1998. Da quel momento si erano susseguiti ricorsi al tar e al consiglio di stato, tutti vinti dall'ente pubblico. Per attuare la retrocessione dei beni divenuti proprietà comunale si è deciso di chiedere ai titolari di rinunciare al procedimento al consiglio di stato, l'ultimo in essere, accettando la valutazione di 20mila euro (valore del bene oltre le spese legali). Il punto è stato approvato all'unanimità.
Consiglio concorde anche per quanto riguarda il programma biennale di acquisti di forniture e servizi.
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