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Scritto Venerdì 14 febbraio 2020 alle 16:18

Cernusco: le consulte formulano sei pareri sulla variante Pgt, tra cui uno per la piazza

Con la riunione di  giovedì sera, 13 febbraio, il lavoro congiunto svolto a partire da gennaio dalle consulte urbanistica-lavori pubblici ed ecologia-ambiente di Cernusco sul tema della variante al Pgt in fase di approvazione è arrivato a conclusione. Nonostante l’iniziale intenzione di produrre delle osservazioni da presentare agli uffici comunali sottoforma di documentazione formale entro il termine prestabilito, cioè entro le 12.30 di sabato 15 febbraio, le consulte hanno preferito formulare dei pareri da trasmettere al termine dell’incontro direttamente alla Giunta e ai capigruppo consigliari, con la richiesta che vengano messi agli atti, trattati ed eventualmente accolti oppure controdedotti nella seduta di consiglio comunale in cui verrà data approvazione alla variante.



Domenico Andrea Messina e Giovanni Zardoni, vicepresidente e presidente della consulta urbanistica
e lavori pubblici,con Paolo Proserpio, presidente della consulta ecologia e ambiente


Una soluzione, accolta favorevolmente da ciascuno dei presenti in aula e proposta da Giovanni Zardoni, che più si attiene a quanto previsto dal regolamento delle consulte, in quanto rappresentando un’estensione dell’Amministrazione comunale si differenzia per natura dai privati e gli operatori che in queste settimane hanno potuto avanzare delle osservazioni alla modifica del documento di piano. Chiarito questo aspetto, il presidente della consulta urbanistica-lavori pubblici Zardoni ha dato lettura dei cinque pareri, risultanza di quanto emerso nelle precedenti sedute, ai quali se n’è aggiunto un sesto relativo ai due manufatti che sorgono a fianco dell’ex Municipio in Piazza Vittoria.



Salvatore Krassowsky, capogruppo di Bene Comune,
presente alla riunione congiunta delle consulte


Il comparto dell’altopiano di Moscoro è stato oggetto del primo parere espresso dalle consulte congiunte. Riscontrato, tra le criticità, il fatto che le numerose serre presenti nell’area, rispetto alle quali la consulta non è a conoscenza di un piano di scopertura stagionale, abbiano un forte impatto paesaggistico. Come possibile soluzione, le consulte suggeriscono all’Amministrazione che si valuti, anche attraverso il piano di coordinamento del Parco del Curone, una sorta di filtro paesaggistico – attualmente non previsto dalla variante in approvazione – che quantomeno vieti il possibile ampliamento dell’attività agricola e, dunque, l’eventuale sorgere di ulteriori serre.


Il secondo parere avanzato riguarda poi l’area posta al confine con Merate, tra via Cavalieri di Vittorio Veneto e via Laghetto, dell’ex Mandelli Scavi. Le consulte faranno notare all’Amministrazione che la variante al PGT adottata, nell’ambito della riqualificazione ambientale di tale insediamento, ammette la possibilità che in esso possano svolgersi attività di produzione di calcestruzzi e conglomerati bituminosi, mentre ad oggi nell’area si possono effettuare esclusivamente trattamenti di materiali inerti. La richiesta avanzata è dunque quella di eliminare dalla variante la possibilità che nell’insediamento possa svolgersi anche la prima attività citata.


Sul tavolo dell’aula consiliare, dove si è svolta l’ultima seduta congiunta delle due consulte, è approdato poi l’insediamento commerciale di via Spluga, nell’ambito del quale sono state avanzate due osservazioni. Considerata la presenza di un vecchio sedime stradale mai realizzato, che potrebbe tuttavia rafforzare l’impianto viabilistico attorno al comparto Esselunga, la richiesta è quella di adeguare la variante che ad oggi non considera la presenza della strada, pur essendo essa presente sulle mappe catastali. L’asse viabilistico, secondo i ragionamenti effettuati giovedì sera, potrebbe dunque anticipare la realizzazione di una nuova area interna al comparto, posta in via Cantù, nei confronti della quale è stato avanzato il secondo parere. La consulta chiederà all’Amministrazione di inserire tra le funzioni del manufatto, del quale si prevede la realizzazione, anche quella direzionale, oltre che commerciale.


Le consulte si sono quindi espresse anche sul comparto residenziale e solo in parte commerciale AR1, che è previsto tra via Sant’Ambrogio e via Monza. La richiesta è che venga nuovamente accorpato, dopo la richiesta dei proprietari di suddividerlo in due diversi ambiti, e classificato in due sotto AR, 1.1 per il comparto a ridosso di via Sant’Ambrogio e l’1.2 di via Monza. Tra le criticità riscontrate, inoltre, vi è l’abbassamento netto della quota di edilizia residenziale pubblica, che le consulte vorrebbero riequilibrare.


A queste osservazioni si è aggiunta quella proposta da Alberto Stucchi, componente della consulta ambiente ed ecologia, il quale ha proposto di intervenire per salvaguardare i due manufatti accanto all’ex Municipio, per i quali la variante prevede la possibilità di demolizione senza l’obbligo della ricostruzione. La proposta delle consulte congiunte è quella di limitare l’intervento sui due edifici ad una ristrutturazione senza demolizione (scenario che la variante prevede per l’ex casa comunale).
A.S.
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