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Scritto Lunedì 10 febbraio 2020 alle 16:52

Robbiate: proteggere identità e intimità dai rischi della rete. Ne parla la d.ssa Guarini

Si è concluso sabato 8 febbraio il ciclo di incontri promosso dall’istituto comprensivo di Robbiate volto a sensibilizzare insegnanti, alunni ed infine genitori sui rischi dell’uso di internet. L’ultimo appuntamento, dal titolo “Identità digitale e privacy: le trappole della rete” è servito per tirare le fila su ciò che la dottoressa Paola Guarini ha spiegato nei due incontri precedenti; la psicologa e psicoterapeuta si è rivolta ai molti genitori presenti per chiarire le opportunità e i rischi derivanti dall’uso dei devices digitali, soprattutto in giovane età. “La privacy è un concetto che riguarda tutti, anche gli adulti, ed è fondamentale imprimere in noi e nei nostri figli l’idea che il web non dimentica” ha esordito la dottoressa Guarini, illustrando poi le caratteristiche dei social network più diffusi in Europa, in Italia ed in Lombardia.


A gennaio 2019, gli utenti attivi sui social network in Italia erano trentacinque milioni” ha spiegato, analizzando poi, oltre i classici Whatsapp, Facebook ed Instagram, il fenomeno “Tik Tok”, la nuova applicazione per giovanissimi che quest’anno ha totalizzato cinquecento milioni di utenti attivi nel mondo. Il discorso è poi passato in maniera naturale ai requisiti richiesti dagli sviluppatori di queste applicazioni, che sono facilmente sormontabili dai ragazzi, i quali dichiarano un’età maggiore rispetto a quella reale, cosa per cui è estremamente difficile ottenere dei dati reali e credibili sugli utenti medi. 

I ragazzi sono portati a condividere sempre di più le informazioni personali sul loro conto, come foto in cui viene mostrato il volto, la geolocalizzazione, il cognome, fin ad arrivare alla diffusione di immagini intime” ha proseguito la dottoressa Guarini, arrivando al clou del discorso, cioè le trappole della rete. “Il cyberspazio è un mondo virtuale che offre molte opportunità” ha spiegato “e nel momento in cui acconsentiamo al trattamento dei dati sensibili spuntando la casella indicata cediamo ai social network tutte le nostre informazioni”.



La dottoressa Guarini ha paragonato poi le informazioni a tante briciole che lasciamo online, che hanno delle conseguenze più o meno invasive rispetto alla nostra identità personale. “Avere un’identità digitale compromessa significa macchiare in modo indelebile la propria reputazione personale e professionale” ha spiegato ai genitori presenti.
Il discorso è poi proseguito con l’illustrazione delle modalità di adescamento online, del fenomeno del sexting e del conseguente revenge porn, che la dottoressa ha affrontato in precedenza anche con i ragazzi per fare capire loro le conseguenze delle azioni che sembrano insignificanti.Viviamo in un mondo in cui la spettacolarizzazione è all’ordine del giorno, soprattutto tra i più piccoli” ha detto arrivando alla conclusione dell’incontro con la presentazione di alcune norme giuridiche. “In Europa, il consenso digitale è lecito solo se il minore abbia almeno 16 anni, mentre l’Italia ha abbassato questa soglia ai quattordici anni”.



L’ultimo stimolo visivo mostrato dalla dottoressa per sensibilizzare i genitori sul tema dei rischi della rete e è stato il video realizzato dalla “Fondazione Carolina”, fondata per tenere viva la memoria della giovane Carolina Picchio. Carolina, quattordicenne di Novara che si è tolta la vita dopo le prese in giro ricevute sul web per un video realizzato mentre era priva di sensi, è divenuta il simbolo della lotta al cyberbullismo, e la sua vicenda è stata quella che ha smosso finalmente le acque per la promulgazione della legge 71 del 29 maggio 2017, che tutela le vittime di questo fenomeno. Questo ciclo di tre incontri, vista la grande affluenza dei genitori, si è rivelato estremamente interessante ed utile per avere un quadro completo di cosa significhi essere utilizzatori consapevoli dei devices digitali e di internet. Come ha ricordato la dottoressa Guarini prima di chiudere ufficialmente la mattinata, “se si agisce in maniera saggia, le possibili derive del web possono essere evitate. È necessario mantenere un dialogo aperto come i propri figli, e che voi genitori siate sempre dei modelli da seguire per loro.”

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G.Co.
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