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Scritto Venerdì 07 febbraio 2020 alle 19:09

Tempi d’attesa, Sala: dobbiamo pensare che i ritardi servano a indirizzarci ai privati?

Il problema del mancato rispetto dei tempi fissati dalla Regione Lombardia per le prime visite ambulatoriali e le altre prestazioni strumentali si aggrava sempre di più e sempre meno l'Asst sembra in grado di governare questa emergenza. Circa, poi, la visita nefrologica segnalata da una utente, il percorso di risposta mi è parso singolare e contorto.
Secondo il sito dell'Asst di Lecco la lista di attesa di nefrologia è di 44 giorni per la D (dovrebbe essere di 30) e di 162 per la P (il massimo è 180). Va sottolineato che l'unico punto dove viene erogata la prestazione è a Lecco. A Merate non c'è nulla né nel settore pubblico e né in quello convenzionato. Tutto ciò è pubblicato sul sito Asst. La situazione prospettata è al 30 novembre 2019.
La normativa regionale prevede chele Aziende costituite da più strutture (come Lecco) devono garantire il rispetto dei tempi di attesa in almeno una struttura di afferenza. Mi pare che in questo caso non è avvenuto.
Il punto dirimente è che procastinare rispetto alla impegnativa del medico prescrittore non deve creare danno al paziente. In questo caso si è girato a vuoto senza nemmeno verificare se esistesse il pericolo e nemmeno informare l'utente. Siamo all'inizio anno e la struttura erogante è in grado di controllare i flussi finanziari. Per quale mistero burocratico, poi, far telefonare a Merate che non eroga tale servizio?
Forse la Direzione strategica dell'Asst dovrebbe dare una controllata a tutta questa organizzazione altrimenti noi utenti pensiamo che le difficoltà insorte siano per indirizzarci verso le visite private.

 

Ambrogio Sala
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