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Scritto Sabato 01 febbraio 2020 alle 17:13

Gli studenti di Cernusco, Osnago, Lomagna e Montevecchia raccontano la Shoah tra discriminazione, violenza e disabilità


Più che una Giornata della Memoria, quella di quest'anno è stata una Settimana della Memoria per i comuni di Osnago, Cernusco, Lomagna e Montevecchia che, come è ormai tradizione, hanno organizzato una serie di iniziative dedicate a grandi e bambini per riflettere sul significato di questa ricorrenza. Nella serata di ieri è toccato agli alunni dell'Istituto Comprensivo Antonio Bonfanti ed Angelo Valagussa portare il loro contributo, mettendo in scena il risultato di una serie di progetti iniziati con gli insegnanti nei mesi scorsi. Le classi quinte dei plessi, a cui si sono aggiunte la 3^A e la 3^D, sono salite sul palco una alla volta, alla presenza di un pubblico delle grandi occasioni, composto da genitori, parenti e dalle autorità dei quattro comuni.

Il sindaco di Lomagna Cristina Citterio, l'assessore di Osnago Tullia Ascari, il vicesindaco di Cernusco Alvaro Pelà e la prof. Chiara Corno

Ad aprire la serata sono state le parole della professoressa Chiara Corno: "Ringrazio le quattro amministrazioni comunali, che ogni anno, da ormai quindici edizioni, ci danno l'opportunità di riflettere su questi temi" ha detto, concludendo il suo discorso con l'augurio che i ragazzi possano diventare  "farfalle gialle capaci di volare sopra i fili spinati", riprendendo le parole della senatrice a vita Liliana Segre, testimone diretta degli orrori della Shoah. Anche il sindaco di Lomagna, Cristina Citterio ha ricordato l'importanza di riunirsi per celebrare questa ricorrenza: "Fare memoria non è naturale, è necessario fermarsi e riflettere per riuscire ad aggrapparci alla vita e fare in modo che ciò che è accaduto non si ripeta". Prima che si aprisse il sipario, anche il vicesindaco di Cernusco Alvaro Pelà e l'assessore osnaghese Tullia Ascari hanno portato un saluto dalle rispettive amministrazioni, perché, come ha detto quest'ultima, "ricordare non significa solo riportare alla mente, ma riportare al cuore, ed è fondamentale essere qua con i nostri bambini in una ricorrenza come questa.


https://youtu.be/EHczV9ePnYk


Ad inaugurare la serata sono stati i bambini della scuola primaria di Montevecchia, che con un'esibizione emozionante hanno ricordato perché è importante dire no alla discriminazione, alle persecuzioni, alle guerre e alla violenza. Sventolando le bandiere con i colori della pace, hanno cantato a gran voce la canzone "Il disertore" di Ivano Fossati, portando la testimonianza di un uomo che ha compreso l'inutilità dei conflitti e decide di "non obbedire, per andare a morire per non importa chi". Con "Il coraggio di dire no" la serata si è aperta alla grande, lasciando trasparire che i bambini di Montevecchia, nonostante la giovane età, hanno compreso, insieme ai loro insegnanti, il senso del celebrare la Giornata della Memoria. Dopo di loro è toccato poi alla 3^D, che ha deciso di ri-arrangiare la ricorrenza in chiave moderna. "E se fosse esistito Instagram durante la dominazione nazi fascista?" si sono domandati i ragazzi, portando in scena uno spettacolo sull'esperienza della discriminazione razziale vista attraverso gli occhi di uno smartphone. "Ci siamo divertiti ed emozionati" ha detto un'alunna al microfono "e abbiamo capito che è necessario superare la paura del diverso, e accettarci per ciò che siamo, perché tutti coloro che dimenticano il passato sono condannati a riviverlo". Dopo di loro è toccato alla 3^A, che si è cimentata in "Se questo è un ricordo", una rivisitazione teatrale di alcune scene estrapolate dal celebre libro di Primo Levi. Con una recitazione impeccabile, i ragazzi hanno raccontato con serietà ed emozione gli episodi più toccanti dell'opera, descrivendo la quotidianità di un campo di concentramento.

Dopo le due esibizioni delle terze, il palco è stato calcato dagli alunni della primaria di Cernusco, che hanno proseguito con gli spezzoni teatrali. Lo spettacolo ha raccontato con precisione "la disabilità vista da Hitler", e di come fosse stata programmata l'eliminazione delle persone considerate inferiori o indegne. Con una maturità sorprendente per un tema così toccante, i piccoli delle quinte hanno raccontato la Shoah da un punto di vista insolito, lasciando infine un regalo preparato per i quattro sindaci. 
Galleria immagini (clicca su un'immagine per aprire l'intera galleria):
La primaria di Osnago ha guardato alla Giornata della Memoria da un punto di vista ancora differente: a partire dalla lettura del libro "Le valigie di Auschwitz", infatti, gli alunni hanno portato in scena lo spettacolo "Erano ragazzi come noi", affrontando l'impatto che le leggi razziali hanno avuto sui ragazzi e sui bambini coinvolti. La loro rappresentazione si è conclusa in una danza attorno ad un mappamondo colma di significato, accompagnata dalle parole della canzone di Sergio Endrigo; lasciando un messaggio pieno di speranza per il futuro, la quinta osnaghese si è augurata che tutte le persone del mondo possano imparare a darsi la mano, creando un simbolico girotondo intorno al mondo capace di unire gli animi. 

Ultima, ma non per importanza, è stata la primaria di Lomagna ad affrontare la sfida del "fare memoria". Per il loro spettacolo, alunni ed insegnanti hanno deciso di non andare lontano, attingendo ad una storia locale, quella che dà il nome all'istituto comprensivo. I ragazzi, infatti, hanno raccontato le vicende di Antonio Bonfanti ed Angelo Valagussa, rispettivamente di Osnago e Cernusco, deportati nel campo di concentramento di Mauthausen, testimoni sfortunati di un periodo storico terribile e vittime della barbarie umana.  La serata di ieri è stata la dimostrazione di come dall'unione e dalla sinergia tra amministrazioni comunali, docenti e studenti possa nascere un'iniziativa sentita, intelligente e toccante. È stato possibile percepire l'impegno che gli insegnanti hanno messo nel cercare di trasmettere i fondamenti della Memoria ai più piccoli. Come hanno ricordato anche la professoressa Corno e gli amministratori, è necessario abituare i giovani alla conoscenza, instillando in loro la curiosità di conoscere per poter riflettere su ciò che è stato. Ed è evidente, viste le rappresentazioni dei ragazzi e i fragorosi applausi che sono proseguiti anche a sipario chiuso, che l'impegno è riuscito in pieno, poiché gli studenti, come hanno cantato a gran voce, hanno dimostrato di essere pronti ad affrontare questo periodo storico "con un piede nel passato e lo sguardo dritto e aperto nel futuro."
G.Co.
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