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Scritto Martedì 28 gennaio 2020 alle 09:13

Merate: gli studenti dell’Agnesi incontrano Mastragostino, autore del fumetto su Levi

Di strada ne ha percorsa parecchia il graphic novel ''Primo Levi'' sceneggiato dal lecchese Matteo Mastragostino e disegnato dal romano Alessandro Ranghiasci da quando, nell'aprile 2017, la casa editrice ''BeccoGiallo'' lo pubblicò. Tradotto in francese e in tedesco, è stato soprattutto scelto dal quotidiano La Repubblica come inserto da diffondere - in una versione ''economica'' - in occasione del 100° anniversario della nascita del più noto tra gli italiani sopravvissuti all'Olocausto. Lunedì mattina, 27 gennaio, Mastragostino e la sua opera hanno fatto tappa anche al Liceo Agnesi di Merate incontrando diverse classi per fornire uno spunto di riflessione nel giorno dedicato alla memoria di quei terrificanti avvenimenti che accaddero nel periodo di potere della Germania nazista, da cui Primo Levi fu investito personalmente.

Lo sceneggiatore del graphic novel ''Primo Levi'', Matteo Mastragostino

Dialogando con il docente Claudio Scaccabarozzi, Mastragostino ha sia raccontato agli studenti certi aspetti legati alla stesura del romanzo a fumetti e sia ragionato assieme a loro sul significato della memoria. ''L'opera nasce da un mio ricordo'' ha spiegato lo sceneggiatore. ''Ancora oggi ho bene in mente quella volta in cui, a nove anni, seduto nel nostro tinello davanti ad una tv scassata, all'ora di cena, il giornalista del telegiornale annunciò che Primo Levi era morto nella sua casa di Torino cadendo dalle scale. Partendo da questo ricordo, quando la casa editrice mi propose di scrivere questo romanzo a fumetti, mi sono chiesto che cosa avrebbe detto Levi ad un bambino di nove anni e quali domande questo bambino avrebbe posto a Levi''. La trama del fumetto si sviluppa infatti attorno ad un ipotetico incontro tra gli alunni di una scuola elementare torinese e l'autore del celebre libro-testimonianza ''Se questo è un uomo''.

Il docente Claudio Scaccabarozzi

Un'immagine tratta dal romanzo a fumetti tra quelle mostrate agli studenti

Una ''fiction'', insomma, basato però su episodi realmente che Mastragostino - come ha spiegato durante l'incontro di lunedì mattina - ha raccolto leggendo i libri, le interviste e in tutto il materiale che riguarda Levi e la sua esperienza ad Auschwitz. ''Al suo arrivo in aula, i bambini lo accolgono in maniera un po' ingenua'' ha proseguito lo sceneggiatore. ''Quando la maestra annuncia loro che anziché la solita lezione di storia avrebbero incontrato un signore reduce dei campi di concentramento, gli alunni si immaginano di trovarsi di fronte una sorta di supereroe. E invece è un nonnino. Fermiamoci però un attimo a riflettere. Levi è stato un chimico, uno scrittore ed un sopravvissuto di Auschwitz. Si è laureato in tempi in cui il diploma di garantiva un posto di direttore, dunque era uno studente sopra la media. E' tornato nella sua fabbrica dopo la deportazione ed è diventato direttore, dunque era un lavoratore sopra la media. Ha scritto un libro entrato nella storia, dunque è stato uno scrittore sopra la media. E' scampato alla morte in Polonia, infine, dunque, seppure molto esile, era anche fisicamente sopra la media. Eppure in Italia dal 1938, con l'arrivo delle leggi razziali, venne considerato inferiore solo perché si chiamava Levi. Un cognome definiva una persona molto più delle sue capacità fisiche, intellettive e lavorative. Vi sembra logico?''.

Alle spalle di Mastragostino e Scaccabarozzi un'immagine tratta da Maus, altro romanzo
a fumetti ambientato incentrato sull'Olocausto, dell'americano Art Spiegelman

Nel graphic novel presentato lunedì mattina agli studenti meratesi, buona parte dei meccanismi narrativi ruotano attorno alla curiosità degli alunni nei confronti dell'esperienza del reduce dell'Olocausto. Ciò ha fornito al prof. Scaccabarozzi, nel dialogo con l'autore Mastragostino, di meditare attorno al ruolo della scuola nel rendere ininterrotto il ciclo continuo di memoria e ricordo che serve all'umanità per non commettere di nuovo gli errori del passato. ''La scuola è a tutti gli effetti uno strumento quotidiano di memoria'' ha commentato il docente. ''Quello che facciamo noi professori ogni giorno è chiedervi di ricordare delle cose e dimostrarci che le avete capite. La scuola è ciò che ci distingue dagli altri animali. Un mio amico sostiene che l'uomo sia l'unico essere vivente che non impara immediatamente dai propri errori. Voi siete qui per sbagliare ed imparare dagli errori che commettete''.

La copertina dell'opera sceneggiata da Matteo Mastragostino e disegnata da Alessandro Ranghiasci

Nel corso degli incontri, due in tutto con classi diverse per ogni turno, Mastragostino ha svelato altri aspetti della realizzazione del suo graphic novel e avuto modo di interloquire con gli studenti più curiosi che gli hanno posto diverse domande.
A.S.
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