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Scritto Domenica 26 gennaio 2020 alle 15:34

Usmate: sicurezza informatica e Coderdojo alle scuole medie

Nel pomeriggio di sabato 25 gennaio si è aperto, a Usmate Velate, il primo Coderdojo. Si tratta di una palestra digitale che insegna a bambini e ragazzi dai 7 ai 17 anni le basi della programmazione informatica e del pensiero computazionale. Non una vera e propria scuola dove imparare attraverso lezioni frontali, ma un club gratuito gestito da volontari, e con un metodo di insegnamento basato sulla collaborazione e la condivisione di idee.




Gli educatori volontari sono chiamati “mentor” e il loro compito consiste nell’insegnare ai ragazzi l’utilizzo di appositi programmi informatici, restando però sullo stesso piano dei “ninja”, i loro alunni. Le lezioni sono infatti aperte alle idee dei ragazzi e il programma può sempre variare da quello atteso. Una delle regole fondamentali per permettere la socializzazione è quella di tentare di risolvere i propri dubbi chiedendo prima ai propri compagni e poi al mentor. In questo modo chi comprende prima il procedimento diventa insegnate e può aiutare i ninja rimasti indietro.




Oltre al divertimento i ragazzi, attraverso la programmazione, apprendono e sviluppano il pensiero logico, il problem solving, il processo per prove di errori, la perseveranza e la collaborazione, abilità trasversali richieste al giorno d’oggi in qualsiasi ambito lavorativo e non solo in quello informatico
Il movimento dei Coderdojo ha origini irlandesi, ma si è ben presto sviluppato in oltre cento paesi diversi ed è arrivato a contare più di 2000 palestre. L’associazione “Coderdojo Brianza” è nata nel 2014, conta diversi mentor e club in diversi paesi come Merate, Vimercate, Lomagna e Treviglio, sempre frequentati da circa 25 ninja per sessione.




La prima usmatese ha riscosso parecchio successo con almeno una trentina di ninja iscritti. Sono state formate tre diverse classi, divise in base all’età, e i giovani partecipanti hanno iniziato ad utilizzare il programma “Scratch” con il quale hanno imparato a far muovere dei personaggi sullo schermo e a creare un gioco in cui una palla, rimbalzando su uno sfondo animato, deve fare canestro in un bicchiere.
Ad ogni lezione i partecipanti ricevono dei “pinguini”, dei timbri che accertano la presenza e permettono di partecipare alla finale consegna dei diplomi, nella quale, come in un vero dojo, verranno consegnate le cinture colorate.
Oltre a Coderdojo esiste un livello più avanzato nel quale i “Makers”, ninja esperti, costruiscono con il programma Arduino progetti più complessi, fino ad arrivare a creare app per comandare a distanza piccoli motori e sensori.




Altra iniziativa è quella delle “Girls’Power”, un gruppo di sei ragazze dai 6 ai 12 anni, che hanno creato un sito di quiz online per appassionati di film, serie tv, giochi e supereroi. Hanno inventato diversi giochi animati come test di conoscenza, affinità, e sondaggi che studiano le preferenze dei diversi personaggi. Lo scorso anno le ragazze hanno poi partecipato ad un concorso internazionale a Dublino, dove hanno mostrato il loro progetto a dei giudici parlando in lingua inglese.
Sponsorizzate da Micron, una azienda di informatica, hanno potuto visitare i loro laboratori e apprendere i segreti delle tecnologie future.
C.R.
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