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Scritto Venerdì 24 gennaio 2020 alle 17:28

Merate: scontro in aula su scuola pubblica e paritaria per investimenti e progetti e si torna a parlare del Villoresi al Castello

Il sistema dell'istruzione scolastica meratese ha trovato la sua cornice di trattazione nel Consiglio comunale di giovedì 23 gennaio, in cui si è approvato il Piano per il Diritto allo Studio, dal valore complessivo di circa 2 milioni di euro. A riferire progetti, necessità e ambizioni è stato l'assessore alla partita Franca Maggioni.

Franca Maggioni

L'amministrazione per i progetti che ampliano l'offerta formativa ha messo in campo 54 mila euro. 24 mila euro serviranno per l'acquisto di arredi scolastici, mentre 10 mila euro valgono in previsione per le borse di studio. Capitolo importante riguarda l'edilizia scolastica. Per l'anno in corso si stimano lavori di natura ordinaria per 140 mila euro e di tipo straordinario per 290 mila euro. Ed è su questo punto che la consigliera Patrizia Riva è intervenuta dai banchi della minoranza per mettere il dito nella piaga in uno stillicidio di problematica riscontrate. Ha cominciato dal Manzoni: cortile, controsoffittature, palestra, aula di scienze. Per concludere con un interrogativo: "Perché il Manzoni è il luogo dove mettere sempre le pezze?". La richiesta di "Cambia Merate!" è stata di sapere dalla Giunta se vi sia l'intenzione di stilare una progettazione completa, "dal portone d'ingresso all'ultima finestra" per usare le parole del capogruppo Aldo Castelli. Poi una forte critica sulla scuola di viale Verdi che, per la percentuale di stranieri, rischierebbe di diventare una "scuola-ghetto". Il monito è stato di rivedere la misura degli investimenti per evitare di arrivare a ciò. In questo senso la critica per l'aumento di 38 mila euro rispetto al precedente PDS per le paritarie (fascia 0-6 anni).

Patrizia Riva


È stata la stessa consigliera Riva ad introdurre e sollecitare la discussione sull'ipotesi di spostare il Villoresi al Castello Prinetti. "Il trasferimento della scuola in un edificio storico in centro paese ha suscitato negli ultimi tempi un grande interesse nell'opinione pubblica" ha detto la consigliera. Ha ricordato poi gli investimenti per innovare gli spazi educativi interni della sede delle ex Dame Inglesi che hanno caratterizzato questi anni per offrire una modalità di trasmissione del sapere innovativa. Ha suggerito all'amministrazione di applicare identico coraggio per la scuola pubblica e si è mostrata contraria allo spostamento del Villoresi in centro: "Perché tanto interesse per la scuola paritaria e non per la pubblica?". Quanto è bastato per stuzzicare il sindaco Massimo Panzeri, che ha colto l'occasione per chiarire pubblicamente quanto al momento aveva tenuto per sé: "Questa amministrazione ufficialmente non ha intrapreso alcun atto in merito. Tutto ciò che è uscito non proviene dagli atti di questa amministrazione. La proposta di cui parla non mi è mai stata prospettata da nessuno. Ad oggi è aria fritta, per quanto mi riguarda". Toni bruschi non tanto se si pensa al confronto dialettico tra maggioranza e opposizione sull'opportunità di portare il tema in assise, quanto piuttosto sul fatto che la suggestione di cui sopra è stata palesata dal vice di Panzeri stesso. Giuseppe Procopio, apparso sconfessato dal vertice, non si è sottratto alla discussione quando Aldo Castelli, capo gruppo di "Cambia Merate!", ha difeso la scelta di entrare nel merito dal momento che il Comune supporta economicamente l'Istituto paritario. "Non vado a giudicare cosa è accaduto internamente, sono questioni private - ha premesso il vice sindaco delegato all'Urbanistica - Per quanto riguarda lo spostamento della sede, l'idea è nata da un incontro in cui oggettivamente il tema è stato affrontato seriamente. È stato un volo pindarico, ma oggettivamente c'è stato un sopralluogo e noi ci siamo sentiti di sposare quell'ipotesi. Come già accaduto in passato per le sorti del Castello, anche questa ipotesi è rimasta tale. Speriamo che un domani si possa riprendere il discorso". Anche l'assessore Alfredo Casaletto ha preso la parola, per allontanare l'accusa mossa alla Giunta di favorire un classismo nella frequenza dei plessi scolastici. "Il dibattito non può essere su scuola A, B, o C. Occorrerebbe un approccio meno ideologico per leggere il Piano per il Diritto allo Studio più in profondità". E persino l'assessore Andrea Robbiani è intervenuto sul PDS (in pratica tutti i membri della Giunta con l'eccezione di Fiorenza Albani) facendo risalire le responsabilità della difficoltà a trovare gli investimenti per l'edilizia scolastica al mandato 2004-2009, quando si era deciso di costruire l'edificio di via Montello. Nell'ulteriore replica di Patrizia Riva, valsa come dichiarazione di voto, la minoranza ha declassato a "poco coraggioso" il Piano, annunciando l'astensione del gruppo.
M.P.
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