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Scritto Lunedì 20 gennaio 2020 alle 18:47

Quasi 100 mila accessi ai due pronto soccorso dell'ASST nel 2019. A Merate dimesso il 73% degli utenti, dicembre il mese più affollato


Se nel 2018 la barriera dai 100 mila accessi era stata superata, nell'anno appena conclusa la si è sfiorata: sono stati complessivamente 99.915 le prestazioni erogate nel 2019 dai due pronto soccorso dell'ASST di Lecco, 66.531 presso la struttura di via dell'Eremo e 33.384 presso quella di via Cerri a Merate. Il Manzoni, al 31 dicembre ha perso il 3.6% dell'affluenza mentre il Mandic ha guadagnato lo 0.7%, avendo chiuso alla stessa data, dodici mesi prima, rispettivamente a quota 68.998 e 33.144 accessi.

Marzo, all'ombra del Resegone, è stato il mese più movimentato con 5.870 “codici” assegnati, seguono gennaio (5.776) e luglio (5.772), grazie anche all'apporto di villeggianti. Di contro il mese più “tranquillo” - se così si può dire – è stato novembre con 5.203 entrate accertate.
A Merate, invece, il “picco” si è avuto a dicembre (3.022) mentre negli altri 11 mesi si è rimasti sotto le 3.000 prestazioni erogate, oscillando in una forbice tra le 2.901 di luglio e le 2.501 di agosto.

Dei 66.531 soggetti "accettati" a Lecco, 1.594 sono stati bimbi sotto l'anno di età; 4.608 piccoli da 1 a 4 anni; 6.045 minori tra i 5 e i 14 anni. La fascia d'età più "pesante" è stata quella tra i 15 e i 44 anni con 21.535 accessi, seguita dallo scaglione immediatamente successivo (13.804 codici assegnati a pazienti tra i 45 e i 64 anni) e dai "grandi anziani” over 75 anni (12.191 ingressi). Quest'ultima categoria a Merate ha fatto registrare 6.872 con il suo carico di complessità nella gestione di soggetti così avanti con gli anni, seconda solo all'ampia fascia 15-44 anni (9.411), superando il "gradino" 45-64 (6.664). I bebè sotto i 12 mesi trattati sono stati 804, 2.707 quelli tra 1 e 4 anni, 3.638 quelli tra 5 e 14 anni.

Definito chi – anagraficamente si rivolge al PS – vediamo ora in quale stato.
A farla da padrone, ingolfano il sistema, sono indubbiamente i codici verdi (bassa gravità), in aumento rispetto all'anno precedente. Al Manzoni ne sono stati accettati ben 47.264 e al Mandic 22.884 a cui aggiungere i codici bianchi (senza urgenza, a pagamento) pari a 3.279 e 942, fortunatamente in forte diminuzione rispetto al 2018 (rispettivamente -61,3% e -32,1%). Un mare, rispetto, alle emergenze vere e proprie. A Lecco i codici rossi sono stati 1.714 nell'arco di 12 mesi ed i gialli 13.002. A Merate invece 1.237 (numero non lontano da quello dell'altro presidio, pur con un rapporto 1 a 2 tra le due strutture rispetto agli ingressi complessivi) e 7.523.

Non soprende dunque, in un quadro con queste “tinte”, che su 66.531 pazienti passati dal triage del pronto soccorso lecchese, il 75% pari a ben 49.964 siano stati poi dimessi. E che delle 33.384 valutate al Mandic in 24.549 (pari al 73.5%) abbiano seguito la stessa strada. I ricoverati sono stati invece 11.063 in via Eremo da dove ulteriori 465 soggetti sono stati inviati a altri nosocomi. A Merate, sono stati mandate ai reparti di degenza 5.484 persone a cui sommare le 386 trasferite verso altri ospedali.
72, putroppo, le morti constatate al PS del Manzoni oltre ai 9 pazienti giunti in struttura già cadaveri. 25 i decessi invece al Mandic.
Trend inverso per i due presidi, infine, per quanto riguarda gli abbandoni: a Lecco non hanno risposto alla chiamata in 3.859 pari 5.8% degli accettati (nel 2018 la percentuale era stata pari al 4.4%) mentre a Merate in 2.298 pari al 6,9% dei passati dal triage (contro l'8.8% dell'anno precedente). Costanti invece gli allontanamenti volontari (597 al Manzoni, 281 al Mandic) e il numero di chi rifiuta il ricovero o la prestazione (rispettivamente 478 e 338).
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