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Scritto Martedì 14 gennaio 2020 alle 08:55

Merate, un lettore: ''Con accordi pubblico-privato e i cluster ipotizzati da Procopio il Castello si può recuperare. Oggi se ne riparla grazie all’immaginifica 'visione' del prof. Motta''

Il cortile di Palazzo Prinetti
Tempo fa, celiando con l'ex sindaco Robbiani, a margine di uno degli incontri pubblici dei tre candidati sindaci nella primavera scorsa, tra il serio ed il faceto discutevamo sulla possibile valorizzazione di Palazzo Prinetti, il nostro Castello. È sempre molto triste, dicevo al futuro assessore all'ambiente, vedere una delle principali risorse architettoniche della città illuminato, da immagini proiettate, solo per un paio di settimane l'anno, nel periodo natalizio. Per poi vederlo languire, freddo e buio manufatto, per il resto del tempo, proprio al centro della città. Ad esclusione della sua Torre.

E se lo trasformassimo in una viva e festosa attrazione, sempre nel periodo natalizio, aprendolo alla popolazione ed alla città?

Immaginiamo, proseguivo nella mia visionaria idea, al suo interno, nei due cortili, di dispiegare il classico mercatino di prodotti locali e tipici delle feste, mentre nelle stanze del palazzo, laddove l'agibilità oggi lo permette, allestire mostre sul "come erano i Natali della tradizione meratese", oppure una kermesse di presepi ovvero di installazioni a tema magari da parte di piccoli o grandi artisti del meratese. Tutte iniziative dove darei ampio spazio all'inventiva ed alla sensibilità delle associazioni culturali cittadine. Magari congiungendo, nelle iniziative, anche l'altra dimora di pregio, Villa Confalonieri. Dove allestire concerti e iniziative culturali.

Alle spalle, nel capiente parcheggio, una pista per pattinare sul ghiaccio di analoghe dimensioni. Con attorno riflettori e musiche per illuminare e scandire i tempi delle lame sul ghiaccio. Intano, al pari di Milano nel periodo della prima scaligera, una musica diffusa si spande per tutta la città.

Insomma far diventare per un mese l'anno, Palazzo Prinetti e la sua Torre, nel simbolo vivente di Merate con " il Palazzo di Santa Klaus". Ed attrazione principale di tutto il meratese. Una risorsa straordinaria per il commercio locale e per la stessa città. Altro che parcheggi gratuiti in centro.

Soprattutto se supportata da altre iniziative per grandi e piccini, come possono essere ad esempio eventi musicali, culturali ed enogastronomici, oppure una vera slitta agghindata e scintillante e con renne vere per la gioia dei nostri piccoli.

Lasciando sospesa a metà questa ultima frase, ma con un sorriso carico di provocazione. Quale voleva essere la mia visione.

Bonariamente, e con un sorriso colmo di affetto - quello che si riserva ai sognatori, l'assessore Robbiani mi spiegava che la struttura non essendo di proprietà comunale non è utilizzabile se non con il consenso della Parrocchia.

La stessa risposta che mesi dopo anche il Sindaco Massimo Panzeri mi dava, quando tornavo alla carica con questa mia provocazione, nell'ambito di una conversazione privata.

Poi però leggi che esistono i famosi "beni di pubblica rilevanza" e che possono esistere negozi giuridici che contemplano l'utilizzo pubblico di beni privati da parte di Enti pubblici, magari stipulando apposite convenzioni e negozi giuridici con la proprietà, si intende.

Mi chiedo, potrebbe esistere la possibilità, con appositi strumenti negoziali ad hoc, di coinvolgere il FAI in questa operazione? Non fosse altro per ottenere un parere qualificato e competente

Quello stesso FAI che ha visto nel 2014 Palazzo Prinetti al 48 posto come preferenze accordate, tra tutti i monumenti di rilevanza storica e culturale in Italia CLICCA QUI.

Magari, aggiungo io, l'amministrazione cittadina potrebbe avviare uno studio per progettare un disegno di medio lungo termine di totale ristrutturazione del castello, co-finanziando l'opera anche con quelle risorse europee spesso sottovalutate e ignorate.

Oggi Palazzo Prinetti torna di nuovo di attualità grazie al prof. Motta ed alla sua immaginifica visione. Straordinaria per portata e prospettiva. Anche rispetto alla mia, si intende. Purtroppo già stoppata dal rettore don Sergio Massironi.

Eppure come anticipato nel mio contributo sull'utilizzo dei Fondi Europei diventa fondamentale la visione che questa giunta e questa amministrazione Comunale tutta, opposizione compresa, ha della città.

E perché non proporre alla proprietà ecclesiastica una sorta di connubio pubblico privato che sgraverebbe, in parte, quest'ultima di quel fardello annuo di migliaia di euro per la sola manutenzione e restituirebbe alla città la piena proprietà ed utilizzabilità del suo simbolo?

Un simbolo concreto, palpabile e vivo, che forse donerebbe alla città, ed ai suoi cittadini, un nuovo sogno "matto", un progetto per cui fare "sistema". Rievocando le parole che il Presidente della Fondazione Cariplo, Giuseppe Guzzetti ebbe a pronunciare nemmeno un anno fa nel nostro Auditorium. Magari dando vita a quei "cluster" ipotizzati dall'Assessore Procopio.

Insomma spalancare le porte a quella "visione", a quella immagine futuristica e futuribile che trasformerebbe Merate da città in balia di un progresso che non riesce a gestire e che per adesso la vede soccombere, in centro pulsante e vivo.

Vero e affermato capoluogo del "Meratese" (o altro lecchese).........

....con il cuore........

Giuseppe Criaco
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