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Scritto Domenica 15 dicembre 2019 alle 08:30

Lomagna: il repeat delle funzioni associate con Osnago tra pioggia di critiche di Uniti

Lomagna e Osnago proseguiranno per i prossimi cinque anni il sistema associato degli uffici. Una decisione che in Consiglio comunale a Lomagna ha sollevato le critiche della minoranza, con una discussione durata quasi un'ora. La sindaca Cristina Citterio ha difeso la scelta di proseguire nel solco della continuità. Tra le motivazioni addotte lo scambio di buone prassi tra gli Enti. "In questi anni di sperimentazione lunga delle gestioni associate siamo arrivati a un consolidamento della distribuzione delle funzioni e delle competenze che riteniamo possa agire sul futuro come motore di opportunità nuove".

Cristina Citterio

Maggiore qualità delle competenze del personale, maggiore razionalizzazione dell'attività degli uffici rendendo più armonici i processi, questi sono gli aspetti positivi messi in luce dal primo cittadino. Sull'ipotesi di sondare altre vie di collaborazione come l'Unione o, più radicalmente, la Fusione, Citterio ha dichiarato: "Nell'intento c'è anche quello di valutare altre forme di gestione più aggregative. Non nego che i movimenti rispetto alla prosecuzione della collaborazione fra i due Comuni avevano anche intenti diversi di alcuni, in realtà siamo arrivati a definire il proseguimento delle gestioni associate così come sono, lasciandoci la possibilità di aprire ad altre forme come può essere l'Unione. Teniamo aperte le possibilità". Pubblicamente Osnago aveva infatti sostenuto che una forma più compiuta di collaborazione la si poteva ottenere soltanto attraverso la fusione. Il freno è ovviamente stato premuto in casa lomagnese.

Il gruppo di minoranza

Dalla minoranza sono piovuti riscontri negativi, per alcuni dei quali la sindaca ha anche commesso degli scivoloni. Mauro Sala e poi Margherita Vigorelli hanno lamentato il mancato coinvolgimento della minoranza nel processo di revisione delle gestioni associate, come del resto la stessa amministrazione guidata da Impegno Civico aveva proposto nel 2017. "Sono un po' deluso perché mi aspettavo da parte vostra qualche documento, anche a livello economico. A livello di moneta qual è il beneficio?" ha domandato il capogruppo di Uniti per Lomagna. Cristina Citterio ha sostenuto, inizialmente, che non sia possibile fornire dati certi: "A livello di un risparmio misurabile, non è possibile, ma non è questa la finalità. Se si pensa al risparmio di tempo in termini di studio di alcune tematiche da parte dei responsabili, è già questo un valore aggiunto. Non ho dei dati, anche perché le valutazioni che abbiamo fatto sono state più di tipo qualitativo che quantitativo". Ma quando il consigliere Irio Tiezzi è tornato sul punto, ricordando che nel 2013 durante delle assemblee pubbliche con esperti in materia si "sponsorizzavano" le formule di aggregazione parlando di risparmi economici, la versione della sindaca è cambiata nettamente: "Rispetto al risparmio economico sono stati fatti degli studi negli anni e, oggettivamente, io non nascondo che non sono emersi dei risparmi".

Irio Tiezzi

Una motivazione che ha trovato per spiegare questi numeri non meglio precisati riferiti, tuttavia, ad anni passati riguarda la carenza di personale e la complessità della macchina amministrativa. Tiezzi ha inoltre proposto di attivare le Consulte sul tema della cooperazione intercomunale per assumere in futuro posizioni condivise con la cittadinanza. L'idea del consigliere non ha scaldato il cuore di Citterio, che sul tema del coinvolgimento della popolazione ha rilanciato con la volontà di organizzare per il 2020 (al primo anno di una convenzione quinquennale) un'assemblea pubblica in cui si presentano le varie forme di cooperazione tra Comuni. La minoranza ha suggerito che la riunione andava svolta prima del rinnovo delle gestioni associate, ricordando fra l'altro che il percorso di confronto tra i gruppi consiliari di Osnago e Lomagna sulla tematica si è interrotto sul nascere nel 2017. La sindaca si è scusata, giustificandosi con la mancanza di tempo dalle elezioni di maggio ad ora, che sarebbe stato sufficiente a lei solo per approfondire la materia. Ha poi aggiunto: "D'altro canto voi avete sempre comunicato di essere contrari". Un'obiezione contestata da Margherita Vigorelli: "Ciò non toglie che il nostro ruolo di minoranza sia quello di valutare, di verificare quello che viene proposto in Consiglio. Non può essere una scusante per affermare che non fosse necessario coinvolgerci". E quando Sala in conclusione è tornato a battere sul punto il primo cittadino ha replicato: "Ma lei non lo sapeva che scadevano le funzioni il 31 dicembre? Ho già chiesto scusa, ho sbagliato, ma non sempre i tempi delle decisioni corrispondono alle intenzioni".

Margherita Vigorelli

L'argomento ostico si è reso ancora più scivoloso per Citterio quando il capogruppo di Uniti per Lomagna ha avanzato domande mirate su alcune modifiche alla convenzione che sembrerebbero andare nel verso opposto all'armonizzazione annunciata. L'articolo 3.9 ad esempio non contempla più l'autorizzazione al personale di spostarsi da un Comune all'altro nell'esercizio della propria funzione. La sindaca ha provato a replicare: "Non è assolutamente così, in altri punti si dice che abbiamo la rotazione organica, con l'organigramma che prevede le assegnazioni". Ma non era esattamente la risposta alla domanda di Sala, che ha quindi cercato nuovamente di capire. Un po' in difficoltà Cristina Citterio ci ha riprovato: "Le ricordo che ci sono per ogni funzione il capoconvenzione, per cui il Comune capofila è la sede ufficiale". "Ci sarà un motivo per cui avete cassato quell'articolo..." ha insistito Sala che, alla risposta negativa del primo cittadino, ha concluso lo scambio con ilarità: "Ci sarà stato un refuso di chi batte a macchina".
Ma le cadute non sono terminate qui. Il consigliere Mauro Sala ha messo a raffronto le due convenzioni, quella vecchia e quella nuova, e ha notato che in quella in vigore fino a dicembre il calcolo delle spese che riguardano la gestione ordinaria di ogni singolo ufficio è un onere del Comune capofila della funzione (art. 4.6). Nella versione nuova invece Osnago e Lomagna provvedono separatamente, a eccezione dei servizi sociali e della Polizia locale. "Non volendo stravolgere l'organizzazione, abbiamo fatto una fotografia di come funzionavano le cose. Ricordo che l'Ufficio ragioneria è unico, quindi non si devono comunicare il bilancio l'uno con l'altro". Non esattamente quello che dice la vecchia convenzione tanto che Sala ha chiesto conferma delle parole della sindaca, che ha ribadito: "Non era così, abbiamo fatto la fotografia di quello che esiste". Ultimo scivolone quando il capogruppo di minoranza ha fatto mente locale tornando indietro al 2017 quando in Consiglio comunale l'allora sindaco Stefano Fumagalli aveva evidenziato le differenze tra Osnago e Lomagna nelle contrattazioni sindacali dei dipendenti. Ma la sindaca in Consiglio ha risposto: "Io non ne sono a conoscenza al momento". Un secondo dopo è stato il segretario Giovanni Balestra a mettere le pezze, ma involontariamente gli è pure sfuggito: "Io questo lo avevo già detto, ma comunque lo ripetiamo". Ha spiegato quindi che i due Comuni hanno due contratti diversi, nonostante i suoi tentativi di costituire un'unica piattaforma che si sono scontrati con le RSU. Può sembrare un tecnicismo, ma molto semplicemente i dipendenti dei due Comuni vengono trattati economicamente in maniera differente, una distinzione che non rispecchia proprio l'armonizzazione che si vorrebbe costituire.

La minoranza ha votato contro la convenzione per l'esercizio associato di funzioni tra i Comuni di Lomagna e Osnago. Unanimità invece sul servizio di segreteria allargato anche a Montevecchia. I servizi sociali che prima erano a quattro (Cernusco Lombardone, Lomagna, Montevecchia e Osnago) dal 2020 saranno co-gestiti solo da Lomagna e Osnago, mentre gli altri due Enti provvederanno autonomamente con il proprio personale interno a disposizione.

M.P.
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