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Scritto Giovedì 12 dicembre 2019 alle 14:21

Lomagna: la minoranza andrà in Procura coi documenti sul bando ''centro sportivo''

La notizia della serata è stata pronunciata sul gong del Consiglio comunale di Lomagna. Il bando risalente al 2013 per la gestione del centro sportivo, a distanza di sei anni e con una situazione ad oggi ancora in stallo, potrebbe scaturire un terremoto in seno alla Giunta. La questione è stata sollevata dal gruppo di minoranza "Uniti per Lomagna" con un'interrogazione a cui la sindaca Cristina Citterio ha dato risposta ieri in aula. Per il capogruppo di opposizione Mauro Sala restano però ancora molte cose su cui non è stata fatta chiarezza.

"Politicamente abbiamo prodotto questa interpellanza, abbiamo in mano dei documenti e non ci fermeremo di certo qui. In questi giorni manderemo tutto alla Procura - ha annunciato Sala - Secondo noi ci sono tante cose oscure che purtroppo hanno creato anche un danno erariale per il degrado della struttura, per il mancato introito. È stata gestita malissimo". Sarebbe probabilmente andato avanti ancora per molto il consigliere, ma il primo cittadino ha bloccato l'arringa sul nascere. Citterio ha riconosciuto il diritto di un cittadino di rivolgersi alla magistratura, ma per la seduta del Consiglio la misura era già colma. "Ho risposto alle sue domande. Se vuole procedere con una segnalazione in Procura è sua facoltà farlo. Abbiamo fatto le considerazioni post interrogazioni che sono previste dal Regolamento comunale. Direi che non c'è nulla da aggiungere" ha concluso categoricamente la sindaca.

Nel rispondere all'interrogazione la linea della maggioranza è di aver sempre agito correttamente nel rispetto delle norme. Per ben sette volte la sindaca ha citato il parallelo percorso giudiziario al TAR che ha sempre dato ragione all'amministrazione comunale sulla cessazione della concessione per la gestione del centro sportivo. Tra le accuse più gravi (chiaramente tutte da provare), quella che la vicenda del centro sportivo ruoti attorno a una cerchia di persone già in relazione con l'ex sindaco Stefano Fumagalli (attualmente vice di Citterio e assessore all'Urbanistica). Lo ha rimarcato ancora in assise Mauro Sala con una metafora: "Mi sembra un romanzo di Agatha Christie. Abbiamo il morto, Pisanelli, abbiamo un assassino, un mandante. I personaggi sono quelle quattro o cinque persone che ruotano intorno ad un'altra persona". La sindaca sul punto aveva però precisato con nettezza: "Il rapporto dell’amministrazione è sempre stato con il gestore del centro che, in totale autonomia, si è appoggiato a professionisti da lui selezionati". E ancora: "Non ci sono stati contatti informali volti a concordare articoli della redigenda convenzione". Una versione non soddisfacente per Sala che ha sostenuto: "Se una persona dell'amministrazione sa che un suo parente è un costruttore, penso che per buon senso non debba fare l'assessore all'Urbanistica".

Il capogruppo di Uniti per Lomagna Mauro Sala

Rigettato l'invito di Citterio a non divagare, Sala ha colto l'occasione per dichiarare di essere in possesso di un documento datato marzo 2013 con il quale Il Giunco affidava la progettazione dei lavori alla Trentino Tre di Massimo Rocca (parente di Fumagalli), che avrebbe chiesto già in quella fase un 20% di acconto. Gli interventi sarebbero stati messi a bando solo successivamente, nell'ottobre dello stesso anno. "Quando una persona già sei mesi prima si muove e spende soldi e poi alla fine vince il bando, qualcosa non quadra. Mi sembra, non so, una turbativa d'asta? È tutto un insieme che fa pensare male di come è stata gestita la cosa". Sotto forma di domanda, Citterio ha ricordato che al bando si è presentata una sola società e che i rapporti con la Trentino Tre sono stati intrattenuti dall'associazione sportiva Il Giunco e non dall'amministrazione comunale. Così come è stato Il Giunco a presentarsi al bando, ha rimarcato la sindaca. "È evidente che la richiesta fosse di alto profilo e onerosa - ha sostenuto il primo cittadino - tuttavia è altrettanto evidente che il concessionario si è volontariamente e consapevolmente candidato in tal senso". Nella controreplica Sala ha insistito sui costi previsti per completare i lavori: "Conti alla mano, Il Giunco doveva guadagnare 1000 euro al giorno in un centro sportivo a Lomagna che sappiamo dov'è". Poi il tentativo di mettere all'angolo l'ex sindaco Fumagalli: "L'allora assessore al Bilancio Panzeri, sappiamo quanto fosse persona retta e attenta ai numeri, avrebbe sollevato la questione. Ecco perché ci fa pensare che la cosa sia stata fatta unilateralmente dal sindaco senza l'assieme della maggioranza".

La sindaca Cristina Citterio

Nell'interrogazione la minoranza ha criticato la condotta di Fumagalli per aver svolto diversi incontri, senza traccia di verbali, con i fornitori degli interventi di riqualificazione avviati e con i possibili soggetti subentranti a Pisanelli. Citterio ha fin da subito proposto un altro punto di vista: "Vorrei esprimere una considerazione iniziale sul fatto di ritenere come un’opportunità la disponibilità ad incontri, essendo un’attività rientrante ampiamente nel ruolo di sindaco, ruolo che per sua natura difficilmente ha una connotazione di tipo personale e informale - ha sostenuto il primo cittadino - Tutto dipende dallo sguardo con cui si osservano queste funzioni. Un obiettivo nell'esercizio della funzione di sindaco è anche la costruzione di relazioni e la mediazione, in caso di criticità, di fronte a diversi portatori di interesse". Ha poi precisato che Fumagalli ha soltanto accettato delle richieste di incontro di fornitori e possibili interessati alla gestione del centro sportivo, l'iniziativa in quei casi non era mai partita dall'ex sindaco. Una ricostruzione contestata nuovamente da Sala che ha sostenuto l'esatto opposto.

Il vice sindaco Stefano Fumagalli

In tutto lo scambio di battute Stefano Fumagalli, presente in aula al fianco di Citterio, non ha proferito parola. Non ha nemmeno offerto segnali di nervosismo, anzi è apparso umanamente segnato da questo attacco frontale, ultimo di una serie cominciata in campagna elettorale. Dall'inizio di questo mandato sta preferendo mantenere una posizione defilata. Ma per la minoranza, come ha già avuto modo di sostenere politicamente, il vice sindaco e assessore all'Urbanistica dovrebbe dimettersi.
Prima di procedere con la risposta all’interrogazione, vorrei esprimere una considerazione iniziale sul fatto di ritenere come un’opportunità la disponibilità ad incontri, essendo un’attività rientrante ampiamente nel ruolo di Sindaco, ruolo che per sua natura difficilmente ha una connotazione di tipo personale e informale.
Tutto dipende dallo sguardo con cui si osservano queste funzioni.  Un obiettivo nell’esercizio della funzione di Sindaco è, anche, la costruzione di relazioni e la mediazione, in caso di criticità, di fronte a diversi portatori di interesse.

Procedo alla lettura delle risposte, anche se ammetto che non sia risultato chiaro nell’interrogazione, se fosse richiesta una risposta solo sui punti sintetici o a tutte i singoli punti indicati.
 Rispondo prima alle richieste sintetiche indicate ai punt 1), 2), 3), 4) e 5), perché ritengo diano comunque il quadro di riferimento ad altre questioni che sono indicate in apertura dell’interrogazione.
1)    Sono stati preventivamente pattuiti i termini di una convenzione con un soggetto prescelto poi risultato aggiudicatario
Risposta: No, sono stati utilizzati i criteri previsti dalla Legge Regionale n. 27/2006 che privilegia l’affidamento degli impianti sportivi alle associazioni o società che operano nel settore dello sport e che hanno come principale finalità la promozione dell’attività sportiva, secondo procedure ad evidenza pubblica;
2)    Ci sia stato un coinvolgimento della personale rete di conoscenze dell’allora Sindaco nel processo di progettazione, direzione lavori e costruzione di alcune delle opere convenzionate.
Risposta: Il rapporto dell’Amministrazione è sempre stato con il gestore del centro, che, in totale autonomia, si è appoggiato a professionisti da lui selezionati.
3)    Siano stati personalmente reperiti possibili soggetti subentranti.
Risposta: In qualità di Sindaco, a seguito della richiesta di incontro da parte di un soggetto che si era reso disponibile a collaborare nella gestione del Centro Sportivo, è stata agevolata la messa in contatto con il Gestore, al fine di una valutazione circa possibili collaborazioni. Il sindaco pro-tempore ha unicamente agito nei termini di ascolto, come peraltro già comunicato al consiglio comunale in data 27/09/2018, in sede di risposta ad interpellanza, e per agevolare il potenziale raccordo tra esigenze differenti, nel principale interesse di concludere il completamento dei lavori   del Centro. Nella risposta citata del 27/09/2018, il Sindaco pro-tempore aveva affermato: “In data 10 agosto, abbiamo incontrato l’avvocato  presso il mio ufficio nella sede del Comune di Lomagna; in questo incontro ho evidenziato al legale che, nel mese di luglio, ero stato contattato da alcune persone interessate ad entrare nell’Associazione il Giunco, con il fine di accelerare completamente i lavori previsti dalla concessione. Per poter approfondire questa possibilità, abbiamo concordato di attendere la prima decade di settembre, prima di procedere con altri atti formali. Nel mese di agosto sono stati eseguiti questi approfondimenti dal sottoscritto, terminati con due incontri, tra tutti gli attori in gioco, presso il mio ufficio nella sede Comunale di Lomagna il 29 agosto e il 3 settembre, approfondimenti che però si sono conclusi con un nulla di fatto”. Ovviamente nel caso tra loro fosse emersa una possibile collaborazione, in un rapporto tra soggetti privati, il Comune non avrebbe in alcun modo potuto interferire e avrebbe invece valutato eventuali richieste formali che avrebbero potuto  essere presentate solo successivamente alla definizione di un eventuale accordo tra le parti.
4)    Non si sono perseguite fino in fondo tutte le prosecuzioni della convenzione.
Risposta: da questo punto di vista ci affidiamo al contenuto della sentenza del TAR n. 01555/2019 REG,PRIV.COLL n 02849/2018 REG. RIC. , sentenza che ha visto rigettato il ricorso de Il Giunco  per la revoca della deliberazione n.  113 del 10.10.2018 che disponeva la decadenza della concessione. La sentenza recita:   
“Dunque la decadenza risulta misura proporzionata rispetto alla gravità della violazione commessa dalla concessionaria e in ragione della essenzialità dei lavori ineseguiti (spogliatoi e servizi igienici, fondo e copertura di campi polisportivo, installazione di attrezzature) rispetto alla fruizione da parte dell’utenza dell’impianto sportivo dato in concessione e, in definitiva, al perseguimento dell’interesse pubblico sotteso al provvedimento concessorio. La decadenza, invero, non mira a tutelare il concorrente che in ipotesi segua il concessionario nella graduatoria stilata all’esito della procedura di evidenza pubblica, bensì l’interesse pubblico a rientrare nella disponibilità del bene per destinarlo nuovamente all’uso pubblico.
6.3. Per altro verso, risulta sempre per tabulas che, prima di dichiarare l’Associazione Il Giunco decaduta dalla concessione, il Comune le abbia accordato ben tre proroghe del termine di conclusione dei lavori, l’ultima delle quali con scadenza al 30.6.2018. Dunque, la decisione dell’Ente concedente è stata tutt’altro che inaspettata ed è intervenuta non senza aver prima percorso altre scelte, nel tentativo (vano) di salvaguardare, accanto all’interesse pubblico, anche quello della concessionaria.
Peraltro, a fronte della documentata incapacità de Il Giunco di far fronte, anche con i fornitori agli impegni assunti, l’Amministrazione ha legittimamente disposto la decadenza dalla concessione.
6.4. Peraltro, la concessionaria non può nemmeno invocare il fatto del terzo per andare esente da responsabilità dell’inadempimento.
E’ vero che vi è stata una variante al progetto iniziale, che su di essa ha dovuto attendere l’assenso del Comune. Ma è anche vero che, per stessa ammissione della ricorrente, la circostanza ha determinato uno slittamento dei lavori di 6 mesi, che risultano tuttavia ampiamente coperti dalle proroghe concesse dall’Amministrazione.”
La sentenza del TAR  evidenzia come siano stati esperiti e concretizzati dall’Amministrazione Comunale tutti i possibili passaggi di attenzione al fine di consentire la prosecuzione della concessione.
5)    Tutta l’operazione è stata condotta con modalità personali ed informali.
Risposta: No, lo si evince anche dalla memoria presentata al TAR Lombardia, dalla delibera GC n. 113 del 10.10.2018.
In questo quadro generale procediamo a rispondere ora punto per punto:
a)    se risponda a verità che al momento del subentro dell’Associazione il Giunco nella gestione del Centro Sportivo ci siano stati contatti informali […] tra l’Amministrazione comunale e il Giunco stesso, volti a concordare alcuni articoli della redigenda Convenzione.
Risposta: Non ci sono stati contatti informali volti a concordare articoli della redigenda Convenzione.
b)    se sia vero, o meno, che ancor prima dell’approvazione della Delibera di GC n. 119 del 26.10.2013 […], erano già nelle mani dell’allora Sindaco i progetti forniti dal Giunco, relativi alle realizzazioni da effettuare nel Centro Sportivo.
Risposta: No, non erano già nelle mani dell’allora sindaco progetti forniti dal Giunco.
c)    se non sia abbastanza evidente che l’onere da realizzare […] non costituisca un adempimento praticamente impossibile da realizzare per il convenzionando, vista la collocazione del centro e la storia della struttura.
Risposta: E’ evidente che la richiesta fosse di alto profilo e onerosa, tuttavia è altrettanto evidente che il concessionario si è volontariamente e consapevolmente candidato in tal senso
d)    se non abbia sollevato dubbi il fatto che il parente stretto dell’allora Sindaco […], sia il fulcro intorno al quale ruotano tutte le figure interessate ai lavori del Centro […].
Risposta: Come già detto in precedenza, il rapporto dell’amministrazione comunale è sempre stato con il gestore del centro che in totale autonomia si è appoggiato a professionisti da lui selezionati.
e)    se le lungaggini dell’Amministrazione Comunale nel rendere disponibili le necessarie autorizzazioni […] non siano responsabili almeno in parte della crisi della gestione del Centro Sportivo.
Risposta: Si ribadisce nuovamente quanto attestato anche dal TAR che recita: “E’ vero che vi è stata una variante al progetto iniziale, che su di essa ha dovuto attendere l’assenso del Comune. Ma è anche vero che, per stessa ammissione della ricorrente, la circostanza ha determinato uno slittamento dei lavori di 6 mesi, che risultano tuttavia ampiamente coperti dalle proroghe concesse dall’Amministrazione”.
f)    se risponda a verità che tutti i contatti […] siano avvenuti in maniera informale senza traccia o con estrema rarità di documenti
Risposta: No, lo si evince anche dalla memoria presentata al TAR Lombardia e dalla delibera GC n. 113 del 10.10.2018.
g)    se sia ammissibile che a fronte del dilungarsi della realizzazione delle opere e delle lamentele dei fornitori coinvolti dal Gestore, il Sindaco di allora si sia intromesso […]
Risposta: il Sindaco pro-tempore non ha convocato alcuna riunione, ma ha accolto la richiesta di incontro pervenuta da parte dei fornitori.
h)    se sia vero che , sempre in modo informale e non tracciabile,  nel luglio 2018 l’allora Sindaco abbia combinato incontri […].
Risposta: Già fornito risposta come al punto 3)
i)    se sia vero che il Sindaco, nell’agosto 2018 dapprima abbia accettato una possibile ricomposizione della vertenza, sino a quel momento informalmente gestita, con il gestore del Centro Sportivo, a cagione dei ritardi nella realizzazione delle opere pattuite, e che tale ricomposizione si sia basata sull’impegno a chiudere i contenziosi con i fornitori e sull’inquadramento del completamento delle opere in una tempistica rigorosa con avanzamenti misurabili e controllabili su un programma dettagliato;
Risposta: Come indicato nella delibera n. 113 del 10.10.2018, in data 07/09/2018 è pervenuta con prot. 9932 nota dell’ASD il Giunco ad oggetto “richiesta anticipo di proroga e consuntivo generale riqualificazione centro Sportivo”, in cui tra le altre cose, veniva espresso l’impegno a trasmettere la calendarizzazione dei pagamenti e la richiesta di proroga. Alla data della deliberazione di revoca non risultava alcuna comunicazione a riguardo e l’amministrazione ha quindi dato seguito al provvedimento di revoca, provvedimento sulla cui legittimità, si è già espresso il TAR.
j)    se sia vero che in un secondo tempo, facendo leva su un ritardo nella consegna dei documenti, il Sindaco abbia rigettato ogni possibilità di ricomposizione della vertenza in atto, pervenendo alla delibera di GC del 23.10.2018 che rescinde la convenzione.
Risposta: Precisando che la delibera di revoca della concessione è la n. 113 del 10.10.2018 (non si capisce a quale atto del 23.10.2018 facciate riferimento) si torna a ribadire quanto stabilito dalla sentenza del TAR, che ha evidenziato la regolarità e la legittimità dei provvedimenti assunti dall’amministrazione comunale.

Relativamente alla situazione attuale, benché più volte già evidenziato, si risponde:
•    Quali sono i motivi per cui il vincitore del bando provvisorio non è subentrato nella gestione Risposta: la situazione del Centro Sportivo doveva essere ulteriormente approfondita,  come evidenziato della determina n. 520 del 08/10/2019 di annullamento del bando per l'affidamento provvisorio in regime di Autotutela.
•    Se l’Amministrazione aveva verificato lo stato del Centro Sportivo prima di redigere il bando provvisorio
Risposta: No, non è stata effettuata una verifica complessiva, ma si è agito cercando di restituire il prima possibile il Centro alla cittadinanza con un bando di affidamento temporaneo.
•    Quali sono le condizioni che il nuovo bando dovrà contenere in presenza di convenzione cessata, non per scadenza ma per rescissione;
Risposta: Le condizioni contenute nel nuovo bando non avranno alcun collegamento con le motivazione per le quali il Centro è ritornato in carico all’Amministrazione. Da un punto di vista giuridico le questioni non sono collegate.
•    Se l’Amministrazione comunale ha intenzione di affidare la gestione provvisoria al vecchio gestore per non lasciare il Centro Sportivo chiuso per l’intera stagione 2019/2020.
Risposta: Con lettera del 3/9/2019 prot. 00010543 il concessionario ha rinunciato alla possibilità di mantenere la gestione del centro sino al subentro di un nuovo gestore così come previsto dalla delibera GC 113 del 10.10.2018. Per questo motivo non abbiamo preso in considerazione questa ipotesi, in quanto, di fatto, non più percorribile vista la rinuncia del concessionario.

Cristina Citterio - Sindaco di Lomagna
M.P.
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