Questo sito utilizza cookie tecnici e di profilazione propri e di terze parti per le sue funzionalità e per servizi in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o se vuoi negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca qui. Proseguendo la navigazione nel sito, acconsenti all'uso dei cookie.
ACCETTA
  • Sei il visitatore n° 348.334.575
Vai a:
Il primo network di informazione online della provincia di Lecco
link utili
bandi e concorsi
cartoline
polveri sottili
Valore limite: 50 µg/mc
indice del 09/08/2020

Merate: 24 µg/mc
Lecco: v. Amendola: 18 µg/mc
Lecco: v. Sora: 20 µg/mc
Valmadrera: 19 µg/mc
Scritto Giovedì 05 dicembre 2019 alle 10:08

IL REATO DI STALKING e IL CODICE ROSSO

Sempre più spesso giornali e telegiornali riportano, purtroppo, casi di cronaca aventi ad oggetto il reato di stalking. Ma cos'è nel concreto? Come e quando si configura? Come può la vittima tutelarsi? A cosa va incontro lo stalker?
Il reato di stalking o di atti persecutori è stato introdotto nel nostro codice penale all'art.612- bis, nell'anno 2009 e consiste nel comportamento di chi, con condotte reiterate, minaccia o molesta taluno, in modo da provocare alla vittima un perdurante e grave stato di ansia o di paura oppure un fondato timore per l'incolumità propria o di un prossimo congiunto o di persona a cui la vittima è legata da relazione affettiva oppure costringendo la vittima ad alterare le proprie abitudini di vita.
Il reato di stalking, quindi, può essere commesso da chiunque nei confronti di chiunque, ma è aggravato, e quindi la relativa pena aumentata, se gli atti persecutori sono posti in essere dal coniuge (anche se separato o divorziato) o da una persona che è stata legata da una relazione affettiva alla vittima e anche quando viene commesso in danno di un minore, di una donna in stato di gravidanza o di una persona con disabilità e quando vengono utilizzati strumenti informatici o telematici o quando viene commesso con armi.
Affinché il reato in questione si configuri è necessario che le minacce (intese come prospettazione di un male futuro ed ingiusto) e le molestie (intese come tutto ciò che è in grado di modificare dolosamente lo stato psichico di una persona) si ripetano in un breve arco temporale e provochino uno dei tre eventi sopra indicati.
Il reato di atti persecutori è generalmente procedibile a querela della persona offesa ed il termine per presentarla è di 6 mesi.
In alcuni casi è prevista la procedibilità d'ufficio, e ciò, per esempio, quando la persona offesa è un minore o una persona disabile o quando il fatto è connesso insieme ad un altro reato per il quale si procede d'ufficio.
La L.69/2019 (il cosiddetto "Codice rosso") ha previsto un inasprimento della pena per il reato di stalking: i reati commessi dopo il 9.8.2019 sono puniti con la reclusione da un anno a sei anni e sei mesi (salvo che il fatto costituisca più grave reato). I reati commessi prima di tale data, invece, sono puniti, così come previsto in precedenza, con la reclusione da sei mesi a cinque anni.
Sempre la L.69/2019 ha introdotto una modifica sulla sospensione condizionale della pena: in caso di stalking la sospensione condizionale della pena è subordinata alla partecipazione a specifici percorsi di recupero presso enti o associazioni, che si occupano di prevenzione, assistenza psicologica e recupero di soggetti condannati per detti reati.
Si tratta di un reato che, purtroppo, negli ultimi tempi ha avuto una diffusione vasta e ciò anche per l'avvento degli strumenti telematici, che consentono che le condotte invasive di cui sopra vengano commesse, appunto, anche attraverso l'utilizzo di detti mezzi. Da qui l'attenzione del legislatore che, già nel 2009, ha introdotto il reato di stalking e non più tardi di 3 mesi fa è di nuovo tornato sull'argomento, inasprendo le pene per il suddetto reato.
Va infine segnalato che, ai sensi dell'art.76 DPR 115/2002, la persona offesa dal reato di stalking può essere ammessa al patrocinio a spese dello Stato anche in deroga ai limiti di reddito (€ 11.493,82) previsti al comma 1 del citato articolo.

 

Avv. Roberta Zucchi - Avv. Anna Colombo
Studio Legale Zucchi



Redazionale a cura dello

STUDIO LEGALE ZUCCHI
Via A. De Gasperi, 84
23807 – Merate (Lc)

http://avvocatozucchi.it/
studio@avvocatozucchi.it
roberta.zucchi@lecco.pecavvocati.it

Tel. 039. 9284878
Fax. 039. 9332957

Articoli correlati:
20.11.2019 - IL DANNO CAUSATO DAL MINORE: CHI NE RISPONDE?
06.11.2019 - I BENI DEI FIGLI MINORI. L'APPROFONDIMENTO DELLO STUDIO LEGALE ZUCCHI
30.10.2019 - INCIDENTE STRADALE: QUANDO LA COLPA E’ DEL PEDONE?
22.10.2019 - E’ VALIDO IL CONTRATTO STIPULATO DA UN MINORENNE?
24.07.2019 - QUANDO LA VACANZA DA SOGNO SI TRASFORMA IN UN INCUBO: IL DIRITTO DEL TURISTA AL RISARCIMENTO DEL DANNO DA VACANZA ROVINATA
05.07.2019 - COMMENTI OFFENSIVI SU FACEBOOK: PUO’ CONFIGUARSI UN REATO. LA CONSULENZA DELLO STUDIO LEGALE ZUCCHI
05.06.2019 - SINISTRI STRADALI: L’INDENNIZZO DIRETTO. LA CONSULENZA DELLO STUDIO LEGALE ZUCCHI
29.04.2019 - INSIDIA STRADALE: COSA FARE IN CASO DI DANNO AVVENUTO SU SUOLO PUBBLICO. LA CONSULENZA DELL’AVV. ZUCCHI
15.04.2019 - SEPARAZIONE E DIVORZIO: IL MANTENIMENTO DEI FIGLI
© www.merateonline.it - Il primo network di informazione online della provincia di Lecco