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Scritto Lunedì 02 dicembre 2019 alle 16:35

Trenord: Solo una riflessione di ''buon senso'' dopo il Venerdì nero. In cui posso dire ''c'ero anch'io''

L’ennesimo venerdì nero dei trasporti regionali lombardi, ha dimostrato  in tutta la sua apodittica evidenza lo stato di confusione e di disorganizzazione in cui versa Trenord.
L’incapacità di gestire la possibile, e programmata, astensione dal lavoro da parte di molti dei suoi dipendenti, non può non indurre Regione Lombardia e Trenitalia (comproprietarie al 50%) ad una profonda riflessione sulla bontà dei vertici della loro controllata, sulla professionalità del suo management - retribuito forse oltre ogni merito, e soprattutto sulla infinta pazienza da parte dei cittadini-pendolari che oramai da quasi due anni devono sopportare quotidianamente ritardi, cancellazioni ed ogni genere di disservizi.
Che fare, dunque? Quali possono essere gli strumenti di persuasione che in questo momento potrebbero essere dispiegati per cercare (e trovare), da parte dei cittadini, una interlocuzione seria e credibile con l’assessore Terzi e, perché no?, con lo stesso governatore Fontana?
Innanzitutto, perché non pensare ad una Class action nei confronti della stessa Trenord, piuttosto che ad uno sciopero del biglietto (illegittimo e per questo sanzionabile)..
Una azione “legale”, magari supportata e sostenuta dal Codacons, che, qualora riconosciuta fondata, colpirebbe in maniera significativa la società di trasporto ferroviario regionale sia economicamente che a livello di immagine. Un danno che non potrà non avere ricadute anche politiche o quanto meno di politica aziendale.
Altra iniziativa percorribile potrebbe essere quella penale: interruzione di pubblico servizio l’opzione possibile.
Questa è stata applicata nei confronti di quei cittadini, molto spesso lavoratori, che per dare più forza e visibilità alle loro disparate rivendicazioni occupavano i binari ferroviari impedendo quindi il regolare passaggio dei treni.
E perché allora non valutare la percorribilità di questa “opzione” anche nei confronti della stessa Trenord in quanto incapace di organizzare un pronto e immediato subentro di personale al posto di quello in sciopero. Incapacità che ha determinato appunto, una interruzione di pubblico servizio. Per ogni treno soppresso o cancellato?
Perché è  bene chiarirlo subito, lo sciopero è esercizio democratico di rivendicazione, e mai e poi mai deve poter essere usato per blandire i lavoratori. Piuttosto, voglio qui puntualizzare, che è la stessa società ferroviaria che deve giustificare l’evidente incapacità dimostrata nel gestire le criticità di quella sera. Non si può far partire un treno da Milano P.Garibaldi con un ritardo di 55 minuti e poi bloccarlo o meglio “terminarlo” a Monza per “eccesso di ritardo”.
Chiaro esempio di assoluta mancanza di considerazione e rispetto per le centinaia di persone costrette all’umiliante sali e scendi dai convogli.
E parlo per testimonianza diretta: su quel treno c’ero anche io.
Ed a poco valgono, di fronte a queste innegabili evidenze, gli alibi delle infrastrutture logore ed obsolete. Perché stando a quando dichiarato dal dott. Maurizio Gentile, amministratore delegato di RFI, in audizione in Regione Lombardia, lo stesso ha dichiarato che nel mese di Novembre, ad esempio, solo l’19% dei ritardi (11% su base annua) è da ricondurre alla società responsabile delle infrastrutture. (Fonte: il Cittadino quotidiano on line della Brianza di  giovedì 28/11/2019 “Disastro treni, Rfi in Regione risponde a Terzi e Trenord: «A novembre solo il 19,3% dei disservizi è causa nostra”).
Piuttosto si pensi all’eta media dei convogli di gran lunga superiore ai dieci oppure quindici anni.
Ed intanto in tutto questo, suona e risuona inaccettabile il perdurante silenzio da parte di molti sindaci del territorio. Incapaci anche di contestare numeri e che sono sotto gli occhi di tutti: la media di convogli che viaggiano con puntualità si attesta tra il 73 ed il 78%. Contro il 95% previsto in fase di programmazione. Vuol dire che un treno su tre viaggia in ritardo quando non è cancellato. (Fonte sito web business insider Italia del 20/05/2019 di Andrea Sparasciari https://it.businessinsider.com/trenord-nel-2018-in-fumo-179-milioni-di-euro-per-ritardi-e-soppressioni-in-esclusiva-tutti-i-numeri-nel-report-segreto/?refresh_ce)
Insomma una situazione che qualche perplessità deve destarla e che comunque non può più essere sottaciuta.
Come sottaciuta spesso è la voce sicurezza (sui treni) sia per i viaggiatori che lo stesso personale viaggiante. Risalgono allo scorso anno alcuni casi di inaudita violenza e vergognosi danneggiamenti perpetrati a bordo di alcuni vagoni anche della nostra Linea.
Che fare quindi mi chiedo, che fare ci chiediamo tutti noi viaggiatori.
L’ascolto delle doglianze dei cittadini ed una risposta credibile, da parte di qualcuno, credo sia un “atto dovuto”, di rispetto oltre che di attenzione e di considerazione.
Termini e valori ancora fondanti per un vivere civile. Anche nella nostra, per certi versi, splendida regione.
Giuseppe Criaco
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