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Scritto Lunedì 16 maggio 2011 alle 10:15

Ospedale di Merate: quelle due ''cose'' che Mauro Lovisari non ha detto e che invece vorremmo che chiarisse a tutti

Due buone notizie e diverse questioni tuttora aperte hanno caratterizzato i primi 100 giorni dell’era Lovisari, il top manager che ha sostituito Ambrogio Bertoglio alla guida dell’Azienda Ospedaliera della provincia di Lecco. Le buone notizie sono l’accordo sostanziale sottoscritto con Asl e Comune di Merate per l’avvio del grande progetto “Cittadella della salute” che vede l’Amministrazione meratese capofila dell’iniziativa, e il finanziamento delle nuove sale operatorie che saranno dotate di apparecchiature tra le più sofisticate mai installate in ospedali lombardi. Una breve chiosa prima di vedere le questioni aperte. Ma i lecchesi riescono a ideare qualcosa o sono come i cinesi che copiano e basta? Prima hanno dato vita all’Associazione Amici del Manzoni, con un parterre di soliti noti buoni per tutte le stagioni, imitando l’iniziativa di quattro amici meratesi, tra cui chi scrive, che nel piccolissimo hanno dato vita all’Associazione Amici del Mandic, e ora stanno progettando la “Città della salute” che, secondo indiscrezioni, speriamo prossime ad essere smentite, avrebbe addirittura la priorità sull’analoga ma assai più datata iniziativa meratese. Senza dimenticare “Rete Salute” l’azienda speciale pubblica attiva nell’ambito dei servizi socio-sanitari che tra breve, dal perimetro distrettuale potrebbe essere chiamata a operare su scala provinciale per rimediare alle criticità che e si registrano nella gestione dei servizi nei distretti di Lecco e Bellano. Ma questa è una vicenda che vedremo prossimamente. Torniamo dunque alle questioni tuttora aperte. Sinceramente pensavamo di leggere qualcosa di più nell’intervista fatta al dottor Mauro Lovisari mediante domande scritte e risposte scritte, giusto per non cadere in equivoci. E invece, per la prima volta in questi 100 giorni, Lovisari non ci ha convinto del tutto. Ha evitato praticamente di rispondere alle domande pur avendo certamente intuito dove volevamo andare a parare. E allora saremo più chiari. Qui ci limiteremo ad affrontare due questioni: primari e dipartimenti. Partiamo dai primari. Ci sono tre ruoli da sistemare rapidamente e come si deve(Psichiatria a parte): il Pronto soccorso, l’Ortopedia e la Rianimazione.

Giovanni Buonocore
Giovanni Buonocore, uno dei migliori dirigenti medici di emergenza-urgenza che il Mandic abbia mai avuto è titolare di un contratto “septies” firmato dal dottor Ambrogio Bertoglio che aveva scelto Buonocore per trasformare il pronto soccorso meratese in un Dipartimento di Emergenza-Urgenza moderno ed efficiente. Il “septies”, è un contratto, diciamo così “provvisorio”la cui durata di norma viene fissata in tre anni; è soggetto a revoca o a non rinnovo. I professionisti così incaricati espletano le funzioni primariali a pieno titolo come i loro colleghi titolari del ruolo.Vi si ricorre quando per una ragione o per l’altra non si segue la procedura prevista per il conferimento dell'incarico quinquennale che, tra l'altro, necessita di una specifica autorizzazione regionale. Il “septies” del dottor Buonocore è in scadenza. Il rinnovo dell'incarico triennale è indispensabile per garantire la continuità di un servizio che si avvia a raggiungere il record dei 40mila accessi annui. Viceversa con l’organico già all’osso c’è il rischio reale di un implosione del reparto di primo intervento.

Giuseppe Minnici
Giuseppe Minnici sta svolgendo da quasi due anni l’incarico di primario facente funzione di Ortopedia. La partenza improvvisa dell’ex primario Marco Incerti sembrava dovesse pregiudicare il livello qualitativo del reparto. Invece il dottor Minnici e i suoi colleghi hanno saputo mantenere livelli di sicura eccellenza sia qualitativi che quantitativi. Nelle more dell'autorizzazione dell'assessorato di Bresciani per la copertura ufficiale del primariato una soluzione come quella messa a punto per il Pronto soccorso, il “septies”, rappresenta di fatto la soluzione ottimale per garantire stabilità a Ortopedia e riconoscere a Mi nnici l'ottimo lavoro svolto. Il conferimento delle facenti funzioni non può essere protratto per altri mesi dopo un periodo di reggenza così lungo.


Marco Rataggi
Analogo discorso anche per Marco Rataggi che dal 1° gennaio ha sostituito come facente funzione Modestina Grassi alla guida di Rianimazione. Se anche questo primariato non rientrerà tra i quattro o cinque oggetto dell'autorizzazione regionale per il 2011 lo strumento delle funzioni non può essere giocato all'infinito. Anche in questo caso il contratto "septies" può garantire la giusta transizione in attesa dell'espletamento delle procedure concorsuali. Sono scelte a costo sostanzialmente zero che il Direttore generale può assumere nella sua autonomia. Soluzioni del genere si contano a centinaia nel panorama della sanità lombarda e nazionale. Il riconoscimento del livello di
questi reparti del Mandic passa anche attraverso la necessaria considerazione del dirigente che senza particolari onori s'è fatto carico della sua conduzione.

Il direttore generale dell’azienda ospedaliera Mauro Lovisari
e il direttore sanitario aziendale Patrizia Monti
E chiudiamo questa breve carrellata con i dipartimenti gestionali di presidio. Sono anni, dal 2007 almeno che se ne parla. Dovrebbero essere due: uno chirurgico e l’altro medico e darebbero luogo ad una migliore gestione dei reparti ad essi afferenti soprattutto se guidati da dirigenti in servizio come, rispettivamente, Pierluigi Carzaniga e Massimo Vanoli. Se ne parla ma non succede nulla. I dipartimenti aziendali sono tutti coordinati da dirigenti medici in servizio al Manzoni e anche dopo il 31 dicembre prossimo – data di scadenza dell’ultima proroga – sarà ben difficile, nonostante le rassicurazioni di Lovisari, che qualche dirigente del Mandic sia nominato alla guida di un dipartimento aziendale. Di qui la necessità sempre più sentita di creare due dipartimenti gestionali di presidio, che non è un argomento buono per la stampa, come pari che si dica nelle segrete stanze del Manzoni, ma un valore aggiunto all’attività del Mandic. Speriamo che la genericità delle risposte sia dovuta alla necessaria prudenza con cui il nuovo top manager sta affrontando la situazione in generale e i complessi rapporti tra i due presidi per acuti, in particolare. Un uomo della Lega lo si vede meglio in prima linea che nelle furerie dove si spostano le pedine in base alle convenienze.
Claudio Brambilla
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