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Scritto Mercoledì 27 novembre 2019 alle 16:17

Ronco: il progetto 'ecomuseo' entra nel vivo

Dopo un anno di lavori preliminari, il progetto Ecomuseo di Ronco Briantino è pronto ad entrare nel vivo. La nuova fase prevede il processo partecipato dalla comunità ronchese, chiamata a contribuire attivamente alla costruzione del sistema di tradizioni del paese, sia delle realtà visibili che di quelle "nascoste", riportandole in vita e custodendole. Diversi gli appuntamenti che nel corso dell'ultima Ronco in Festa hanno preannunciato questa novità importante, come la cena contadina, ma anche gazebo informativi in piazza. Il progetto, nelle sue fasi passate e in quelle previste ora, focalizzate essenzialmente sulla raccolta del materiale, è stato illustrato dal consigliere delegato alla Cultura, Walter Ghirri, in occasione di un workshop ad hoc sul tema, domenica pomeriggio in municipio.

Walter Ghirri illustra la fase partecipata del progetto ecomuseo

Un anno in cui è stato preparato il terreno, per lo step che ora vedrà la possibilità per i cittadini di mettersi in gioco per rilanciare quello che è un patrimonio di tutta la comunità, che comprende tradizioni culturali, gastronomiche e agricole. "Sono 9 le tappe dell'ecomuseo a cui abbiamo pensato per ora – ha spiegato Ghirri – dopo aver scritto un capitolo importante di questo progetto, attraverso gli incontri mensili che si sono susseguiti nell'ultimo anno, che hanno coinvolto l'amministrazione, il Parco Agricolo Nord Est, il Piano Locale Giovani (progetto educativo della cooperativa Aeris) e le aziende agricole del paese, ora siamo pronti per ripartire per scrivere un nuovo capitolo. L'idea è mettere a disposizione questa rete di valori non solo per i ronchesi da sempre, ma anche per chi lo è diventato da poco. L'obiettivo è creare un itinerario di 9 tappe (Municipio, Corte Badia, Muron, i campi di zafferano, Cascina Lucchese, Cascina Amore, Cappella dei Morti della Brughiera, punto panoramico lungo il sentiero che collega Cascina Lucchese alla Cappella dei Morti della Brughiera, Gesa Vegia).



I presenti all'incontro, al lavoro sugli spunti
per valorizzare le tappe dell'ecomuseo


L'intento è consolidare il primo blocco di tre tappe, facendo le dovute ricerche, interviste e approfondimenti, entro il 2020. Non vorremmo però documentare le varie tappe come le sale di un museo tradizionale, visto che l'ecomuseo è un'altra cosa. Ci piacerebbe invece pensare a dei cartelli con un QR code che rimanda alla spiegazione dettagliata online". Un ecomuseo che non sarà statico, ma potrà essere aggiornato e ritoccato ogni volta che riaffiorino nuovi elementi o realtà locali "buone" da rivitalizzare e tutelare. Intanto domenica i presenti sono partiti subito con la fase partecipata, provando a sviluppare sulla carta e a condividere le prime idee su alcune delle future tappe del progetto.
M.L.
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