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Scritto Lunedì 25 novembre 2019 alle 18:11

Nuova inchiesta dell’Espresso sul meratese Centemero (Lega)

Giulio Centemero
Torna, ancora una volta, il nome di Giulio Centemero, tesoriere dei partiti Lega Nord e Lega Salvini Premier, sulle pagine de L'Espresso. Da ieri in edicola, il settimanale diretto da Marco Damilano pubblica le chat tra il deputato e il palazzinaro romano Luca Parnasi. Messaggi, cene, incontri e trame di interessi ben lontani dai riflettori della tv o dal flusso di post e tweet sui social. La tesi del giornalista che ha firmato l'articolo, Giovanni Tizian, la si intuisce già dal titolo di copertina: "Piazza di popolo [in riferimento alle manifestazioni delle Sardine, ndr], Lega di palazzo". I due, Centemero e Parnasi, sono una vecchia conoscenza de L'Espresso che già nell'aprile 2018 rivelò lo scoop dei 250 mila euro che il costruttore versò tra il 2015 e il 2016 all'associazione Più Voci, fondata da Centemero insieme agli amici Alberto Di Rubba e Andrea Manzoni, tutti e tre a libro paga della Lega. Per questa vicenda il leghista brianzolo è indagato per finanziamento illecito ai partiti. Tizian scrive nell'ultimo numero de L'Espresso che la Procura di Roma avrebbe concluso nelle scorse settimane la fase d'inchiesta e che i magistrati sarebbero pronti a chiedere il rinvio a giudizio. Il provvedimento verrebbe emesso anche verso l'ex tesoriere del PD Francesco Bonifazi, che ha poi seguito Renzi in Italia Viva. L'interesse dei magistrati si è inizialmente concentrato sulle vicende legate alla costruzione del nuovo stadio della Roma.

  Dai messaggi di Centemero su Telegram, che sono inseriti nel fascicolo di chiusura indagine della Procura di Roma, si evince una certa sintonia tanto che Parnasi ospitò a casa sua, in una zona esclusiva della capitale, nel dicembre del 2017 uomini di spicco del Carroccio: Matteo Salvini, Giancarlo Giorgetti e Centemero stesso che agì da tramite. In quell'occasione Parnasi presentò "persone di valore", come scrisse a posteriori via chat Centemero, che aggiunse: "Sono contento che Matteo ci si sia confrontato". A saltare agli occhi, già dalle anticipazioni degli scorsi giorni, è invece un messaggio di poco antecedente alla cena riservata in cui il tesoriere della Lega chiese: "Per IBAN et similia facciamo de visu o vuoi tutto in anticipo?". A stupire è l'estrema affabilità del deputato brianzolo che il giorno dopo il "salotto bene" si rivolse così al noto imprenditore romano: "Ieri ho carpito che Banca Igea sta costituendo un fondo immobiliare per i tuoi progetti. Se ti può interessare posso sondare un paio di famiglie emiratine con cui lavoro per investirci. Pensaci e in caso mi muovo volentieri".  

Il diretto interessato Giulio Centemero sul suo blog ha commentato così l'ultimo articolo di Tizian, definito un romanzo di fantapolitica: "Non sapendo più cosa scrivere L'Espresso vìola la corrispondenza di un parlamentare e costruisce l'ennesimo teorema anti-Lega. Tutto falso, scorretto e contro la deontologia professionale. Quando verrà riconosciuta la regolarità del contributo dato a Più Voci cosa rimarrà? Solo la morbosa volontà di certi 'giornalisti' di entrare nella mia vita privata e di spiarci dentro. A voi il giudizio...". Per il tesoriere del Carroccio l'unico obiettivo dell'inchiesta giornalistica sarebbe quello di voler colpire il suo partito.

I giornalisti Giovanni Tizian e Stefano Vergine sono anche autori del libro-inchiesta "Il libro nero della Lega", pubblicato quest'anno da Laterza. In esso sono riportate le dichiarazioni di Parnasi di fronte ai pm in merito al finanziamento di 250 mila euro all'associazione Più Voci: "La vera ragione è che io volevo crescere nei rapporti imprenditoriali all'interno del Nord Italia. [...] Il mio interesse era sicuramente sostenere un'associazione vicino al mondo della Lega per accreditarmi all'interno di quella realtà. Non c'è dubbio. Il mio fu un modo per fidelizzare un gruppo di persone che comunque sia mi avrebbero forse potuto creare delle opportunità imprenditoriali". Secondo Centemero quei finanziamenti sarebbero serviti per sostenere la pluralità dell'informazione e non sarebbero mai serviti a rimpolpare le casse di alcun partito, né direttamente né indirettamente. Sono soldi che sarebbero finiti poi a Radio Padania e a Il Populista, organi di stampa vicini al Carroccio.  

È da un anno e mezzo che i giornalisti Giovanni Tizian e Stefano Vergine hanno cominciato a firmare inchieste per L'Espresso sui conti della Lega. Dando retta all'adagio statunitense "follow the money", sono stati ricostruiti numerosi movimenti bancari tra società più o meno direttamente collegate ai partiti Lega Nord e Lega per Salvini premier. Un reticolato intrecciato da persone in carne ed ossa, una delle quali - secondo quanto scritto dai reporter - è Giulio Centemero. Nelle due edizioni della rivista uscite di seguito tra fine aprile e inizio maggio di quest'anno sono stati ben tre gli articoli in cui viene citato più volte il tesoriere del Carroccio. Il suo nome in grassetto ed evidenziato in giallo è stato sulla copertina de L'Espresso nella prima domenica di maggio. Non nel titolo, ma in una scansione di un documento esclusivo dell'Unità di Informazione Finanziaria per l'Italia, l'agenzia anti-riciclaggio della Banca D'Italia. È un report e non ci sono indagati, ma gli ispettori hanno messo la lente d'ingrandimento sulle migliaia di euro che saltano da un conto bancario all'altro. Tra cui un particolare versamento del 2016: "Una transazione finanziaria che collega il Giulio Centemero a una piccola società italiana controllata da una holding lussemburghese" scrivevano i giornalisti. Il tesoriere avrebbe versato 14.500 euro all'Alchimia Srl (che fa capo alla lussemburghese Ivad Sarl) "utilizzando provviste derivanti dall'accredito lo stesso giorno di un bonifico della Lega Nord e di un bonifico di Sdc Srl" - questa volta la citazione è del report dell'Uif. La conclusione del settimanale diretto da Marco Damilano è che i soldi della Lega siano finiti nel paradiso lussemburghese. Gli interrogativi mossi da Tizian e Vergine - ma soprattutto dagli inquirenti - riguardano le giustificazioni non sempre chiare che spieghino gli spostamenti di soldi da una società all'altra, calcolati da L'Espresso per oltre 3 milioni di euro dal 2016 ad oggi.
Marco Pessina
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