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Scritto Giovedì 21 novembre 2019 alle 18:16

Del Boca: qui si fa propaganda Manca la ‘visione’ del Mandic

Professata la buona novella del D.g. Favini e dell'assessore regionale Gallera, il pubblico si è come rinchiuso in una cella di ibernazione. Funzioni vitali rallentate, tramortite, a sentir parlare di numeri che dipingono un quadro eccellente della sanità meratese trainata da un modello lombardo efficiente. Un pubblico per almeno la metà composto da amministratori locali e personale dell'ospedale, mentre la restante parte erano cittadini e utenti abituati alle attesa in pronto soccorso, ai lunghi tempi per ottenere una visita e a disagi vari durante i ricoveri. Ad accendere un lume con un guizzo di personalità è stato il segretario del circolo PD di Merate Gino del Boca, anche consigliere comunale di minoranza in città: "Io ho sentito solo propaganda politica - ha sùbito dichiarato esasperato il giovane dem - Il diritto alla salute viene messo a rischio quando si propende a favorire del privato e non del pubblico, cosa che Regione Lombardia ha sostenuto negli anni".


Gino del Boca
Ha poi lamentato il blocco nelle assunzioni, un problema che l'assessore regionale si è apprestato ad attribuirne la responsabilità ai Governi, da Monti in avanti. Ma Del Boca ha osservato: "Se i concorsi dei medici a Merate vanno a vuoto e a Lecco no, qual è il problema? Riguarda tutti gli ospedali o solo Merate e gli ospedali più piccoli?" Il discorso del segretario del Partito Democratico di Merate era programmato tra i saluti istituzionali, all'avvio della serata in auditorium ma, forse per una dimenticanza del conduttore Giovanni Pelle, è stato saltato il suo turno. Al momento degli interventi dal pubblico, tra le prime tiepide lamentele dei cittadini, Del Boca ha agguantato il microfono e in una manciata di minuti ha martellato toccando più aspetti legati alla vita del presidio Mandic. "Se vado in pronto soccorso e trovo nove ore di attesa, la volta dopo mi rivolgerò ad un altro ospedale, magari privato. È stato detto che saranno impiegati tre milioni per il lavoro di antincendio, che mi sembra di routine. È una messa a norma, non un investimento nell'ospedale di Merate". Quindi l'osservazione finale: "Non vedo una direzione strategica. Se i concorsi vanno a vuoto, se il personale ha poca fiducia è perché il polo di Merate ha scarsa attrattività e stasera non ho ancora sentito nessuno che lo ha detto. Serva tutelare le competenze". I commenti a seguire dei cittadini sono stati più piccati, anche perché dopo la parola è passata a chi trascorre giornate nelle corsie dell'ospedale.
M.P.
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