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Scritto Martedì 19 novembre 2019 alle 15:44

Robbiate: ammazzò l'anziana madre a martellate il giorno di Natale. Condannato a 14 anni di reclusione Marco Olginati

Quasi un anno fa uccise l'anziana madre, colpendola con una serie di martellate al capo durante il sonno. Era la mattina di Natale quando Marco Olginati - 65enne residente a Robbiate - infierì sulla propria congiunta, Luigia Mauri, classe 1929.
Stamani il giudice per le udienze preliminari Salvatore Catalano ha condannato l'uomo alla pena di quattordici anni di reclusione, accogliendo in toto la richiesta avanzata dal sostituto procuratore Andrea Figoni, titolare del fascicolo d'indagine.
Nelle scorse settimane il PM lecchese aveva infatti depositato la richiesta di rinvio a giudizio a carico del robbiatese, detenuto in carcere a Monza e dichiarato - in incidente probatorio - parzialmente capace di affrontare il processo.

L'intervento dei carabinieri la mattina di Natale nella palazzina di Robbiate scenario dell'omicidio

Difeso dall'avvocato Luisa Bordeaux del foro lecchese, Olginati è stato tradotto questa mattina in tribunale a Lecco dalla polizia penitenziaria del carcere brianzolo, comparendo poi in Aula al cospetto del giudice nell'udienza iniziata poco dopo le ore 13. Dopo la requisitoria del pubblico ministero e l'arringa del difensore - che ha scelto di avvalersi del rito abbreviato - il dr.Catalano si è ritirato in camera di consiglio per poi pronunciare la sentenza di condanna nei confronti del robbiatese, autore del tragico gesto nei confronti della madre, con la quale conviveva nell'abitazione di Via Fermi, traversa della centralissima via Mario Riva.
A fare la macabra scoperta era stata, la mattina di Natale, un'operatrice dell'ATS che si occupava di Luigia Mauri, da lungo tempo allettata e prossima ad essere trasferita in una struttura sanitaria. Presentatasi, come tutti i giorni alla porta dell'alloggio condiviso da madre e figlio, la donna non aveva ricevuto risposta: preoccupaata aveva dapprima chiesto aiuto ai vicini e in seconda battuta alle forze dell'ordine. Una volta all'interno dell'appartamento i vigili del fuoco e i carabinieri della Compagnia di Merate avevano fatto la macabra scoperta: una scena raccapricciante con la vittima esanime nel letto, colpita al capo con una serie di martellate e il figlio disteso a terra, forse dopo un tentativo di gesto estremo.

La giornata più magica dell'anno quando - perlomeno nell'immaginario collettivo, dovrebbe regnare serenità in ogni famiglia - era stata macchiata dal sangue di una vera e propria tragedia nella palazzina robbiatese.
Dopo un periodo trascorso in ospedale l'uomo - ex professore delle scuole medie in pensione - è stato trasferito in carcere a Monza e successivamente sottoposto a perizia. Quest'oggi infine, la condanna in primo grado, con il giudice che riconoscendo il parziale vizio mentale dell'Olginati, ha accolto la richiesta avanzata dal pubblico ministero.

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G.C.
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