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Scritto Mercoledì 13 novembre 2019 alle 16:34

Ponte: sogno di una notte di mezzo autunno

I fuochi d'artificio si stagliano nel cielo blu di questa serata novembrina decisamente tiepida, illuminando la scintillante linea del nuovo ponte che collega le più operose e indaffarate province della Lombardia: Lecco e Bergamo. Un meraviglioso ponte bianco come la purezza d'animo dei dirigenti di RFI e della regione, con una maestosa campata unica, realizzato con materiali d'avanguardia, antisismico e in grado di reggere tifoni con venti a 350 km/h, con sei corsie stradali, tre per ogni senso di marcia, oltre alla corsia di emergenza e sotto l'impalcato principale, un doppio binario per il collegamento ferroviario. Un'opera bellissima, progettata a tempo di record e costruita in soli sei mesi, a poche centinaia di metri dal leggendario ponte San Michele, che dopo una gloriosa carriera ora riposa le sue stanche membra, accontentandosi di cullare migliaia di turisti che ogni giorno ne immortalano la maestosità con i loro moderni smartphone. Vedo i sindaci commossi e con loro migliaia di cittadini che con il naso all'insù si godono il giuoco di luci e colori di una serata irripetibile. Ed ecco nell'aria, si ode un suono di clacson ritmico, ipnotico e sobbalzo nel letto e improvvisamente mi rendo conto che sono le 6 di mattina e che tutto questo era solo un sogno. Eh si perché in realtà il baluginante ponte era solo il frutto della mia immaginazione onirica e che la realtà mi vedrà transitare sul vecchio e glorioso San Michele, riaperto a tempo di record da RFI. Ma la festa c'è stata lo stesso, sotto la pioggia con i sindaci festanti, perché va bene così, a cavallo donato non si guarda in bocca. Continueremo a usare un ponte che dovrebbe essere patrimonio UNESCO da almeno un decennio e usato solo per turismo, perché altre infrastrutture non ce ne sono. Ma si dai: festeggiamo, che tanto va bene così: un ponte chiuso un anno e mezzo fa solo perché dopo la tragedia Morandi qualcuno s'è preso la strizza e ha messo i sensori e ha scoperto che il ponte San Michele reggeva solo il suo peso (ma tu guarda un po'!). Certo la regione più ricca d'Italia con un residuo fiscale da capogiro, deve accontentarsi delle bricioline mentre nella stessa settimana della roboante inaugurazione, il neo-ministro degli affari regionali Boccia, meridionale e meridionalista convinto, firma un accordo con la regione Sardegna per erogarle oltre due miliardi di euro. Chissà se il sindaco di Paderno (quello attuale e anche il suo predecessore) che se la prendono con il Sindaco di Merate (senza mai citarlo per carità, da buoni DC convertiti al renzismo), sanno che quei due miliardi e rotti sono anche dei cittadini di Paderno, e che con quei denari si poteva fare un ponte nuovo anziché rattoppare il povero San Michele con pochi spicci? Ma va bene così: lasciamoli cantare il loro peana alla carità ricevuta. E al coro si unisca anche lettore, il pendolare-anonimo, che punta il dito contro il sindaco-alpino, tanto per giustificare la propria inettitudine. Si svegli e faccia l'unica cosa giusta da fare: lo sciopero del biglietto: per la vergogna della line Milano Lecco, si dia da fare: faccia il passaparola e si salga sui treni ritardatari senza biglietto. Facciamolo tutti insieme: basta un mese e vedremo come le cose cambieranno. E' solo toccando Trenord sull'incasso che si daranno una mossa. Che problema c'è? Altrimenti, paga e taci somaro lombardo e non prendertela con la Lega perché questa Lega non è quella che ti aveva avvisato già a suo tempo che tu sei un gigante economico ma un nano politico.E' una Lega di governo, ormai avvezza alla gestione del potere . Allora potevi ascoltarla, ma invece le preferivi il PSI la DC e poi Formigoni. Perciò caro mio, o ti ribelli al sistema oppure taci e paghi. E poi scusa: ma al Pirellone mica ci sono andati per conto proprio: sono stati votati e forse anche da te. Ma torniamo al glorioso ponte San Michele: sapete perché si deve andare a 20 km/h mentre lo si attraversa? Perché il ponte non deve sapere che ci passiamo: perché se le macchine lo percorrono a cinquanta o sessanta all'ora, le vibrazioni lo infastidiscono, specie se sono ritmiche, come quelle del passaggio di auto, e quindi se andiamo piano piano, in silenzio, senza manco ascoltar la musica è meglio. Perché il ponte ricordiamoci, non è guarito: è stato solo messo in sicurezza nella speranza che possa tirare a campare per un altro secolo. Poi saranno cavoli dei nostri pronipoti: anche quelli dei sindaci di Paderno e dei pendolari anonimi.
Alberto
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