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Scritto Mercoledì 13 novembre 2019 alle 12:53

Brivio: lezione con maresciallo e psicologa. Gli alunni di 3^ media scoprono il bullismo

Il comandante Vincenzo Valenza e la psicologa Stefania Cazzaniga

Il bullismo analizzato da un punto di vista giuridico e psicologico. Gli alunni di terza media dell’Istituto Comprensivo di Brivio hanno preso parte martedì 12 novembre, ad un incontro durante il quale sono intervenuti il comandante della Stazione Carabinieri di Brivio, il maresciallo Vincenzo Valenza, e la psicologa Stefania Cazzaniga. Riuniti nell’auditorium della scuola, i ragazzi hanno ascoltato i consigli che i due relatori hanno fornito per spiegare come deve essere la risposta a fenomeni di prevaricazione e violenza, verbale e fisica, all’interno dell’ambiente scolastico e fuori. 

''Le azioni di un bullo sono sempre messe in atto intenzionalmente, con la volontà di farlo'' ha introdotto il maresciallo Valenza ''Lo scopo è quasi sempre quello di offendere. Ciò avviene con persistenza nel tempo. Ciò che differenzia un bullo da una vittima, poi, è la forza e il potere, ma non si tratta, come spiegherà la dottoressa Cazzaniga, solo di una questione fisica''.

Ciò che il comandante dei Carabinieri di Brivio ha sottolineato è che il bullismo non riguarda soltanto chi lo pratica e chi lo subisce. ''Sono convinto che gli spettatori abbiano un ruolo molto importante'' ha commentato. ''La cosa peggiore, per chi è vittima di certi atteggiamenti, è quella di guardarsi attorno e vedere che nessuno fa qualcosa per aiutarti. E’ uno dei principali problemi di questo fenomeno''.

VIDEO


https://youtu.be/nmQLVwTPmN8

Diversi gli episodi accaduti in alcune scuole del territorio che il maresciallo ha riportato durante l’incontro per mettere in guardia gli alunni ai quali ha infine dato una serie di consigli per evitare che il bullismo prenda forma nelle loro aule: esprimere apertamente disapprovazione per i comportamenti prevaricatori, aiutare la vittima a sottrarsi alla situazione, sollecitare i compagni a non appoggiare i bulli, chiedere aiuto ad un adulto di fiducia, rifiutare di prendere parte alla situazione, esprimere disapprovazione a livello non verbale, aprire il proprio gruppo alla vittima, vincere la timidezza e fare nuove amicizie.

L'assessore di Brivio Tamara Mandelli e il sindaco di Airuno Alessandro Milani

Nell’intervento della psicologa Cazzaniga, gli alunni hanno poi scoperto che cosa scaturisce nei pensieri di un bullo quando ha individuato la sua vittima, e cosa invece tormenta di più nel profondo di chi subisce prevaricazioni da un suo coetaneo. ''Il bullismo è una forma di violenza di gruppo in cui il bullo sceglie la sua vittima, inizia a prenderla di mira e la perseguita sia verbalmente che fisicamente mentre il resto dei compagni assiste passivamente ma rifiutando la violenza'' ha spiegato agli alunni, passando poi a definire il bullo ''una persona che usa la forza o il potere per colpire o spaventare gli altri''.

Con l'apporto della dottoressa i ragazzi che hanno partecipato all'incontro, in presenza anche degli amministratori comunali di Brivio e Airuno, hanno potuto classificare i vari tipi di bullismo. ''C'è quello fisico - ha proseguito la psicologa Cazzaniga - che consiste nel colpire con pugni, calci, schiaffi o rompere gli oggetti della vittima. Questo è un atteggiamento più maschile. C'è quello verbale che avviene con insulti, commenti razzisti o sessisti, o con l'utilizzo di soprannomi che mortificano''.

Gli altri due ambiti in cui agisce il bullismo, ha poi concluso la dottoressa, sono quello criminale, determinato da estorsioni, cyberbullismo, violenze sessuali e lesioni gravi, ed uno emotivo con calunnie, critiche pesanti, emarginazione e forme di sottomissione, in generale molto più frequente nelle femmine.
A.S.
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