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Scritto Martedì 12 novembre 2019 alle 16:32

Merate, morte di Arialdo Villa: imputazione coatta per il 70enne che guidava il trattore

Il sostituto procuratore Silvia Zannini - prima del suo trasferimento a Parma - aveva chiesto l'archiviazione del fascicolo, ma il giudice per le indagini preliminari Salvatore Catalano ha deciso stamani di procedere con l'imputazione coatta nei confronti del 70enne alla guida del trattore che - nell'estate 2018 - avrebbe urtato nel fare manovra, un pilastro in legno che sorreggeva la serra nei pressi della quale si trovava Arialdo Villa.

Arialdo Villa

L'anziano classe 1929, ex patron della Betonvilla, si trovava nel grande giardino della propria dimora di Cicognola quando si verificò l'incidente, rivelatosi mortale. Troppo gravi le ferite riportate a seguito dell'impatto con le strutture che reggevano il capanno, crollato su se stesso travolgendo poi l'imprenditore. Subito soccorso, l'anziano rimasto sempre cosciente era stato portato d'urgenza al Mandic per politraumi e una serie di fratture che avevano fatto optare per il ricovero in rianimazione date anche le condizioni di salute complessive e l'età avanzata. Il quadro clinico si era però aggravato con il trascorrere delle ore, sino alla morte sopraggiunta qualche settimana dopo l'evento.
Sarà dunque il processo in dibattimento - che si aprirà presumibilmente entro l'inizio del prossimo anno - a fare luce sull'eventuale responsabilità penale del contadino alla guida del mezzo agricolo, difeso di fiducia dall'avvocato Massimiliano Tebaldi, che ha inavvertitamente provocato l'incidente rivelatosi fatale per il meratese.

Alla richiesta di archiviazione presentata dal pubblico ministero Zannini, si era opposto l'avvocato Giovanni Sina del foro di Milano - intervenuto in rappresentanza di parte della famiglia Villa - con il giudice Catalano che ha stabilito di procedere con l'imputazione coatta dell'anziano, ritenendo presumibilmente che dalle indagini siano emersi elementi tali da sostenere il rinvio a giudizio. Presente in Aula anche l'avvocato Roberto Corbetta che assiste uno dei figli dell'imprenditore.
Ora la ''palla'' passa di nuovo alla Procura - quest'oggi rappresentata dal dottor Andrea Figoni - cui spetterà il compito di predisporre un capo d'accusa prima di giungere all'apertura del processo.

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G.C.
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