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Scritto Venerdì 08 novembre 2019 alle 18:05

Contro l’abbandono e l’avanzata dei boschi sarebbe stato utile accorpare il Plis al Parco regionale del Curone

Già 30 anni fa, Mario Rigoni Stern scriveva nei suoi racconti sull'altopiano di Asiago, dell'abbandono dei boschi e della loro avanzata sui terrazzamenti.

Anche nel nostro territorio, da quando il bosco non è più ritenuto una risorsa perché l'economia locale non dipende più dal rapporto con la terra e con i suoi frutti, la copertura boschiva continua a crescere in un'inarrestabile avanzata sui prati, le radure e le coltivazioni.

I terrazzamenti che con grande fatica la civiltà contadina aveva strappato alle ripide pendenze dei versanti per aumentare la superficie coltivabile, sono pressoché invasi dal bosco.

Il problema è che oltre ad aumentare la superficie coperta dal bosco è aumentata soprattutto la densità forestale. Tra un albero e l'altro c'è poco spazio e il sottobosco è diventato ormai impenetrabile. La diffusione di piante aliene con l'affermarsi di alcune specie che portano con sé in associazione il rovo e altre infestanti, non ha fatto altro che incidere in modo negativo sulla qualità del bosco stesso.

Si verifica così uno stato naturale per cui il bosco ormai impenetrabile, diventa INDIFENDIBILE in caso di INCENDI.

Negli ultimi decenni, il verificarsi di incendi e la mancanza di cure colturali hanno aumentato il rischio di DISSESTO IDROGEOLOGICO.

Una delle accuse più diffusamente mosse al PLIS del Monte di Brianza è quella del mancato intervento per arginare il problema dell'abbandono dei boschi, ignorando il fatto che I BOSCHI SONO DI PROPRIETA' PRIVATA e non sono comunali, quindi sono i proprietari dei fondi che se ne devono occupare.

Recentemente il Parco Regionale di Montevecchia e della Valle del Curone aveva emesso un bando per l'affidamento in gestione temporanea all'Ente Parco, da parte di proprietari privati, di aree boscate abbandonate al fine di eseguire interventi di miglioramento boschivo, di prevenzione incendi e di prevenzione dissesti idrogeologici.

Potevano segnalare la propria disponibilità all'affidamento della gestione tutti i proprietari di terreni classificati boscati all'interno dei confini del Parco Regionale di Montevecchia e Valle del Curone.

L'accorpamento del PLIS al Parco Regionale del Curone avrebbe certamente consentito di accedere a queste opportunità. Ci dispiace che comuni come Airuno, Brivio e Olginate abbiano invece deciso di interrompere questo processo garante della salvaguardia ambientale del loro territorio.

Associazione Monte di Brianza
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